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Scritto Sabato 26 ottobre 2013 alle 11:38

Formazione: questa è la parola d'ordine per lo sviluppo

Rosa Adele Galbiati
La stampa locale riporta da alcuni mesi interviste a rappresentanti lecchesi del mondo imprenditoriale e sindacale sull’argomento più scottante che interessa l’intero Paese e purtroppo anche l’operosa Brianza, la crisi economica ed occupazionale. Dopo le dichiarazioni del Direttore API Lecco, Mauro Gattinoni, del Segretario CISL Lecco, Valerio Colleoni, l’altra settimana è stata la volta di Cesare Fumagalli, lecchese attualmente alla guida nazionale di Confartigianato. Anche Fumagalli, dal suo “osservatorio privilegiato”, concorda con i suoi colleghi di Lecco nel dire che formazione continua, qualità, creatività, innovazione, unicità sono gli elementi indispensabili per un futuro sviluppo. La scorsa settimana anche il Governatore della Banca d’Italia ha sottolineato la necessità di investire in “capitale umano”, “investire in conoscenza” per poter cambiare il futuro ed ha evidenziato essere “grave” che il livello di formazione dei nostri giovani sia "ancora distante da quello degli altri Paesi avanzati”. Anche la Brianza laboriosa e intraprendente ha bisogno di investire in formazione se vuole riprendere ad essere competitiva. Purtroppo il Consorzio Brianteo Villa Greppi, pensato per la formazione e l’educazione permanente, è oggi un contenitore vuoto, senza una visione in prospettiva. Forse basterebbe avere la volontà politica di riprendere le fila di un progetto avviato otto anni fa, un accordo tra le associazioni di categoria (Unione industriale, API, Confartigianato di Lecco e Monza), le organizzazioni sindacali di Lecco e Monza, la Direzione Scolastica Regionale. L’accordo aveva lo scopo di svolgere un’indagine sui bisogni formativi e stendere un progetto territoriale di formazione a cavallo tra le due province. Bisogna prendere atto, come sottolineano i rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, che la globalizzazione ha portato dei cambiamenti nel mondo economico e produttivo dai quali non si potrà tornare indietro e ora bisogna guardare con più attenzione all’identità del nostro territorio mettendo a frutto anche alcune risorse finora lasciate ai margini, quali il turismo e le ricchezze culturali. Quale ente meglio del Consorzio, con la sua rappresentanza interprovinciale Lecco e Monza, potrebbe occuparsi di lanciare questa nuova sfida e chiamare a raccolta le competenze necessarie e le eccellenze che oggi esistono (Politecnico, CNR) per costruire un progetto strategico di sviluppo del territorio? La cancellazione o il ridimensionamento delle Province renderà probabilmente necessaria in futuro la creazione di consorzi tra Comuni come strumenti di pianificazione e di dialogo con la Regione. La Brianza si troverà avvantaggiata se saprà fin d’ora fare del Consorzio Brianteo Villa Greppi un ente dove si pensa allo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio, allargando il progetto ad altri Comuni che ora non ne fanno parte. Bisogna però recuperare la politica come capacità di leggere i bisogni, di tradurli in progetti e di realizzarli.
Rosa Adele Galbiati
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