Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 242.465.304
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 02 novembre 2013 alle 18:26

Le dure parole del presidente Nava dovrebbero essere pronunciate da tutti i lecchesi. Imprenditori e non

Il ministro Zanonato
Mai come questa volta ci siamo trovati in perfetta sintonia con Daniele Nava. Fossimo gli altri esponenti di Villa Locatelli, ma anche di Palazzo Bovara, eviteremmo di omaggiare il signor Ministro, lasciandolo ai suoi gravosi impegni di partito. Il Presidente della provincia, che è anche un importante imprenditore, ha scritto cose che andrebbero scolpite nella pietra. Oppure recitate come una giaculatoria da uno qualunque dei cittadini del lecchese - ma in genere di tutta la Lombardia - che da questo Ministro e dal Governo che Egli rappresenta ricevono soltanto mazzate così violente da distruggere quello che in decenni la capacità imprenditoriale e la laboriosità di questa gente, di cui facciamo tutti parte, ha saputo costruire. Ce lo ricordiamo l'ex esponente del Partito Comunista Italiano nonché più volte sindaco dell'ex bianchissima Padova l'ultima volta che è salito da queste parti. Fu ai primi di agosto, in visita alle aree del trezzese colpite dal tornado del 29 luglio. Una visita lunga tra Grezzago, Trezzo e Vaprio D'Adda per verificare di persone gli enormi danni provocati dalla tromba d'aria al sistema produttivo di quelle zone e a molti edifici privati. Accompagnato in pompa magna da sindaci e imprenditori, scortato da un nugolo di agenti Digos, carabinieri, plotone antisommossa il signor Ministro ha preso visione della catastrofe, assicurando come al solito un aiuto rapido e concreto. Che naturalmente ancora nessuno ha visto. In compenso quegli imprenditori, almeno coloro che hanno tenuto duro e sono andati avanti - altri hanno chiuso e buonanotte - si vedono aumentare di giorno in giorno i balzelli, l'Imu, innanzitutto raddoppiata o quasi rispetto all'Ici e ancor più appesantita - e ormai insostenibile - perché non detraibile. Cioè è un costo, a volte di centinaia di migliaia di euro che però fiscalmente non viene calcolato quindi su di esso si pagano ancora le tasse - almeno il 30% - come se fosse un guadagno lordo; e poi la Tares o Tia o Tarsu o chissà che cavolo d'altro inventeranno, ovvero la tassa sui rifiuti anche se i capannoni sono inutilizzati, inagibili perché per lo più senza tetti o senza pareti. Ecco, questa è la condizione dell'impresa oggi sotto il signor ministro Zanonato che dovrebbe favorire e sviluppare le attività produttive. Invece il compagno padovano viene a Lecco per lanciare Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Partito Democratico. Ma c'è ancora qualcuno del PD lecchese che fa impresa o più in generale che lavora, e ha il coraggio di dire al signor Ministro di occuparsi di economia e non di beghe di partito? Perché se la prima muore - e sta ormai in agonia - al secondo non resterà che mettere al riparo i suoi maggiorenti, come al crepuscolo del terzo Reich. Prima che sia troppo tardi.
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco