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Scritto Venerdì 08 novembre 2013 alle 12:07

LRH: Vittorio Proserpio nominato amministratore unico. Lega diserta per protesta e il centrosinistra si prepara a fare filotto

Andrea Robbiani e Vittorio Proserpio
La voce si era fatta via via più insistente nel corso delle ultime settimane e quello che ormai era considerato un esito scontato dai più ora ha trovato una convalida ufficiale. Vittorio Proserpio è stato riconfermato alla guida di Lario Reti Holding, ma questa volta non più come vertice di un CdA, bensì nella nuova veste di amministratore unico. Nel corso dell'ultima assemblea dei soci il Pd, che all'interno della società possiede i numeri per far pendere l'ago della bilancia, ha quindi fatto quadrato riconfermando il proprio uomo, nonostante la Lega, pare supportata da qualche sindaco in quota Pdl, abbia disertato l'assemblea in segno di protesta contro quello che ha definito un “blitz del centrosinistra”, intento a “occupare” via via i gangli strategici del servizio idrico integrato. Giusto una manciata gli astenuti, tra i quali il sindaco di Osnago Paolo Strina.
Stesso rapporto di forze nel Comitato di Coordinamento, l'organismo consultivo deputato a dare atti di indirizzo sulle attività strategiche nell'ambito del servizio idrico, che sarà formato da sette membri: quattro di area Pd – Virginio Brivio (sindaco di Lecco), Guido Besana (sindaco di Cremella), Ernesto Longhi (sindaco di Valgreghentino) e Marco Canzi (assessore di Olgiate Molgora) – e tre di centrodestra: Mauro Artusi (sindaco di Primaluna), Claudio Usuelli (sindaco di Nibionno) e Davide Vassena (sindaco di Dervio).
Con la Lega - che già si era opposta alla nascita di un organismo ritenuto inutile in quanto relegato a esercitare un controllo analogo di secondo livello - volutamente fuori dai giochi. Un colpo di mano che il Carroccio non ha gradito: “Quando i sindaci si erano ritrovati per discutere il da farsi si era parlato della nomina di un organismo formato da cinque membri, di cui due tecnici esterni e tre dipendenti pubblici” sbotta Andrea Robbiani di Merate. “Poi con il solito giochino il centrosinistra ha messo in atto una virata che non ritengo corretta in direzione dell'amministratore unico. Quello stesso centrosinistra, ricordo, che quando si è trattato di Silea si era invece fermamente opposto all'idea di un uomo solo al comando. Evidentemente ciò che vale per Silea non vale per Lario Reti”.
Ma a suscitare le proteste leghiste non sarebbe soltanto la figura dell'amministratore unico ma anche la mancanza di discontinuità e la riconferma di Proserpio nella governance della holding: “Gode di tutta la mia stima umana” puntualizza Robbiani. “Ma a più riprese ha dichiarato di non ritenere opportuno lo scorporo di Idroservice dalla holding e fino ad oggi non si è mai mosso in questa direzione, rimandando i tempi per ritardarne l'uscita. Mi chiedo come si possa affidare la guida di un'azienda a una figura che di fatto non condivide il percorso delineato. Forse perché come dice qualcuno, qualche sindaco afferma pubblicamente alcune cose di giorno mentre di notte, come Penelope, lavora per smontarle”.
“Qualcuno ne fa una questione di bandierine sulle sedie” prosegue Robbiani. “Per me invece deve essere una questione di capacità e competenze”. Una stoccata, quella del sindaco meratese, che non sembrerebbe essere casuale. Secondo alcune indiscrezioni pare infatti che il centrosinistra sia già pronto a fare filotto mettendo mano in un colpo solo su tutte le aziende.
Il prossimo 18 novembre Proserpio si appresta infatti a nominare l'amministratore unico della controllata Idroservice e il nome che sembrerebbe circolare con sempre maggiore insistenza è quello di Gianfranco Castelli, ex sindaco di Lomagna, in quota Pd. E se la presidenza di Acel Service con buona probabilità andrà a Giovanni Priore (Pdl) a quanto pare ad affiancarlo nel CdA potrebbero essere due membri designati dal centrosinistra, con un curioso ribaltamento dei rapporti di forza tra presidente e membri del consiglio.
Un “colpo di mano” che potrebbe vedere un'ulteriore conferma questa sera se, come sembrerebbe, ad essere ratificata dall'assemblea dei soci di Idrolario sarà la nomina di Lelio Cavallier al vertice della società al posto di Franco Almerico.
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