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Scritto Martedì 12 novembre 2013 alle 12:09

Galgiana: sagrato gremito di fedeli per il ritorno delle campane e il rito di benedizione. Ricordando la caduta risalente al 1962

Tanta partecipazione domenica pomeriggio, alla cerimonia di benedizione delle campane della parrocchia di Galgiana. Al termine di un periodo di restauro durato diversi mesi, i preziosi strumenti della chiesa di San Biagio hanno fatto ritorno a casa e giovedì mattina saranno collocati sul campanile, anch'esso sottoposto ad un'opera di manutenzione e restyling.

Le immagini della cerimonia di domenica pomeriggio

Al termine dei vesperi, i fedeli si sono radunati sul sagrato della parrocchia alla presenza dei sacerdoti della comunità: c'erano il parroco don Sergio Zambenetti insieme ai vicari don Marco Zappa, don Andrea Perego, don Piergiorgio Fumagalli e don Marco Rapelli.

VIDEO


Numerosi e schierati sull'attenti, gli alpini di Casatenovo guidati dal capogruppo Alessio Cabello, il cui apporto è stato fondamentale. A partire da venerdì e ancora per un paio di giorni, le penne nere stanno vegliando sulle campane esposte sul sagrato, giorno e notte, per prevenire eventuali vandalismi che potrebbero interessare gli strumenti.

Don Sergio ha poi dato la parola a Francesco Biffi, membro del consiglio degli affari economici della parrocchia che ha tratteggiato brevemente l'antica storia delle campane grazie alle notizie reperite nel ''liber chronicus'' dei sacerdoti che si sono succeduti alla guida della comunità.


L'attuale campanile esiste sin dal 1888 quando l'allora parroco don Carlo Buttafava decise il sopralzo della torre nelle forme che vediamo oggi. Nel frattempo si studiò un nuovo concerto di campane più grande, realizzato dalla ditta Giorgio Pruneri di Grosio che progettò un concerto del peso complessivo di oltre 7500 chilogrammi.


Campane che suonarono per cinquant'anni sino allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando un regio decreto impose ai parroci di rimuovere una o più di esse per contribuire alla produzione di cannoni. Nonostante le resistenze del parroco don Luigi Casola, due di esse vennero prelevate e inviate in una fonderia di Seregno. Al termine della guerra le due campane vennero riscattate per la gioia dei fedeli.

Gli alpini di Casatenovo posano insieme al parroco don Sergio

Nel 1959 si eseguirono altri lavori di manutenzione, ma tre anni dopo avvenne l'irreparabile. Era il 24 giugno 1962 quando la quarta campana, del peso complessivo di circa 30 quintali, cadde con fragore nel giardino della parrocchia, rovinando l'orologio e danneggiando la balaustra della cella.
Nel 1986 vennero poi eseguiti dei lavori di consolidamento delle fondazioni a seguito di alcune forti screpolature nei muri portanti. Durante l'opera la torre si inclinò di circa tre gradi a destra della facciata.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

A fine anni Novanta infine, fu eseguita una prova dinamica della torre con il suono simultaneo di tutte le campane per verificare la staticità della struttura. Studi eseguiti nei mesi scorsi dall'ingegner Michele Cuzzzoni (che ha curato l'opera di restauro delle campane e della torre campanaria) hanno dimostrato che il campanile, nonostante l'evidente lieve pendenza, si trova in condizioni di sicurezza.


La cerimonia di domenica è proseguita con la benedizione dei bronzi a cura del parroco, che li ha suonati una ad una con un martelletto, dando lettura delle frasi riportate sulle campane.
Spazio infine al concerto dei maestri campanari, preceduto da una piccola improvvisazione da parte di uno storico fedele di Galgiana, che ha suonato ''Volare'' di Domenico Modugno, omaggiando il ricordo dell'indimenticato parroco don Antonio Brambilla, scomparso nel 2001.

L'ing.Francesco Biffi (commissione affari economici parrocchia) e
l'ing.Michele Cuzzoni che si è occupato del restauro delle campane e della torre campanaria


Al termine della cerimonia don Sergio ha voluto esprimere nuovamente un grande ringraziamento agli alpini che hanno ''vegliato'' sulle campane, assicurando anche il servizio d'ordine durante la cerimonia, oltre a quanti hanno contribuito alla buona riuscita dei lavori, non ancora ultimati.


Resta infatti da completare l'intervento al campanile e al tetto della parrocchia, prima di passare all'ultima parte dell'opera: il rifacimento della facciata.
G.C.
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