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Scritto Sabato 30 novembre 2013 alle 19:33

Amministratori "contro" le incertezze del Governo sull'aliquota Imu. "Una vergogna"

La questione non dovrebbe riguardare i comuni che - come quelli del circondario meratese e casatese - hanno introdotto l'Imu sulla prima casa nel 2012 con una aliquota superiore a quella "base" dello 0,4% (4 per mille), senza effettuare aumenti nel corso del 2013. Ma in attesa che il decreto governativo si trasformi in legge alcune amministrazioni come quella milanese - dove l'aliquota è stata alzata quest'anno al 6 per mille - insorgono poiché quanto lo Stato non restituirà (la differenza sull'aliquota decretata l'anno prima) ricadrà inevitabilmente sulle già vessate tasche dei cittadini.
Il decreto del governo che abolisce il versamento della seconda rata dell'Imu sull'abitazione principale prevede infatti la restituzione ai comuni del mancato gettito sulla base dell'aliquota standard (lo 0,4%) più il 60% dell'eventuale maggiorazione, lasciando il resto a carico dei cittadini. Un problema che riguarderebbe quindi solo alcuni grossi comuni italiani che hanno ritoccato tale valore, ma sul quale l'attenzione da parte delle amministrazioni locali del nostro circondario è massima.



Da sinistra Enrico Valtolina, Valter Motta, Giovanni Ravasi, Giovanni Ghislandi, Antonio Colombo e Luca Rigamonti

Abbiamo chiesto loro un parere in merito:

Paderno d'Adda: il sindaco Valter Motta si dice tranquillo sulla questione, poiché il decreto governativo parla chiaro. "Noi abbiamo introdotto l'aliquota Imu nel 2012 al 4,5 per mille, senza applicare aumenti. In questo caso lo Stato rimborserà ai comuni l'intera quota. Quest'anno non dovremmo tornare a parlare di Imu sulla prima casa dunque. Il caso milanese è diverso poiché è stato aumentato il valore in un secondo momento, cosa che qui non si è verificata. Su questa questione si è fatto tanto rumore per nulla, il decreto parla chiaro".

Calco:
l'assessore al bilancio Enrico Valtolina segue l'andamento della questione con grande attenzione al pari dei suoi colleghi amministratori. "Noi abbiamo applicato l'aliquota del 4,5 per mille nel 2012 mantenendola tale nel 2013, non dovremmo dunque essere coinvolti. Ci è stato rimborsato dallo Stato l'equivalente del 4,25 per mille, e la conferma del decreto (non ancora avvenuta) ci dovrebbe garantire l'intera copertura. Se ciò non dovesse accadere a livello nazionale si aprirebbe una falla, con un problema di tipo tecnico per i comuni più grossi - alle prese con fondi da recuperare dai cittadini - e di carattere politico con una tassa tolta ma non del tutto. Se non ci dovesse arrivare lo 0,25 per mille mancante, ci mancherebbero circa 46.000 €. Ma probabilmente non saremo coinvolti".

Olgiate Molgora
: l'assessore Marco Canzi in consiglio comunale ha spiegato che, pur senza la certezza assoluta, il comune dovrebbe vedersi restituito interamente dallo Stato il minor gettito a bilancio per l'Imu sull'abitazione principale. Olgiate ha infatti introdotto l'aliquota al 4,8 per mille nel 2012, senza aumentarla.

Airuno:
parla di una situazione molto confusa l'assessore al bilancio Giovanni Ravasi. "Teoricamente per noi, che abbiamo applicato nel 2012 l'aliquota al 4,5 per mille e non l'abbiamo aumentata successivamente, non ci dovrebbero essere problemi. Per chi invece ha incrementato tale valore nel 2013 lo Stato corrisponderà il 60% della differenza, e il 40% sarà a carico dei contribuenti. La questione è problematica per alcuni grandi centri, ma ancora non è stata fatta chiarezza in merito. Attendiamo informazioni ufficiali".

"Quest'anno noi non abbiamo ritoccato l'aliquota IMU che è rimasta tale a quella del 2012, cioè al 5 per mille. Ora anche noi stiamo aspettando la comunicazione ufficiale, se non è chiedere troppo"
ha commentato Giovanni Ghislandi di Imbersago "Non ne sappiamo di più perché i sindaci dei piccoli paesi non passano la vita a controllare le norme che cambiano ogni tre giorni. Devono anche lavorare. Credo che lo Stato abbia scambiato i comuni come i bancomat e oltretutto, se ci saranno cambiamenti, saranno fatti a bilanci già chiusi, rendendo così la situazione ancora più problematica. Credo che questa sia una grave mancanza di rispetto nei confronti dei comuni e dei cittadini".

"L'aliquota IMU a Casatenovo non è variata nel 2013, quindi per i nostri cittadini non ci sono problemi e sulla prima casa non dovranno pagare nulla"
ha esordito Antonio Colombo di Casatenovo "concordo comunque pienamente con l'intervento del sindaco di Sirone Matteo Canali che evidenzia come oltre 870 Comuni, pur in un quadro generale di incertezza, abbiano agito "furbescamente". Sono in particolare critico sul comportamento di alcune grandi città che hanno effettuato aumenti solo quando sapevano dell'intervento statale sulla prima casa. E' indilazionabile porre mano decisamente ai bilanci di tutti i Comuni introducendo i costi standard e ponendo fine alle discriminazioni che subiscono i cittadini dei nostri Comuni virtuosi rispetto ai Comuni di altre parti d'Italia".

"Mi auguro che l'eventuale provvedimento riguardi solo i comuni che hanno fatto i furbi, cioè quelli che quest'anno hanno alzato l'aliquota per avere un maggior gettito" è stato il commento del sindaco Luca Rigamonti di Monticello "Noi abbiamo riconfermato anche per quest'anno l'aliquota del 2012, al 4,5 per mille, quindi di certo non abbiamo avuto l'intento di carpire più risorse al governo. Speriamo dunque che non riguardi noi. Sarebbe una cosa davvero antipatica nei confronti dei cittadini dover chiedere di pagare anche cifre modiche".
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