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Scritto Domenica 01 dicembre 2013 alle 08:17

Lago di Pusiano: buona la presenza di specie ittiche. Avvistati 'siluri' ma per ora 'contenuti'

Una significativa presenza di "Perca fluviatilis", altrimenti noto come pesce persico, e un campionamento di diversi esemplari del "temibile" pesce siluro, tuttavia limitato a dimensioni demografiche al momento "non preoccupanti". E' quanto emerge dal primo report mensile diramato da Egirent in collaborazione con il Centro Studi Biologia e Ambiente (C.S.B.A.) di Erba al fine di approfondire la conoscenza del lago di Pusiano.
Nella tarda primavera di quest'anno è infatti stata avviata una campagna di indagine per reperire informazioni aggiornate su alcuni aspetti dell'ecosistema lacustre del Pusiano, necessarie per pianificare futuri interventi di gestione delle specie ittiche all'interno di quest'area di eccezionale valenza conservazionistica.
Le prime indagini effettuate si sono concentrate in particolar modo sull'analisi delle condizioni e dei luoghi di riproduzione delle specie ittiche di interesse per la pesca sportiva, quali Carpa, Luccio, Pesce persico e Persico trota, nonché su una valutazione della presenza di pesce siluro per individuare un idoneo piano di intervento per la gestione della specie.


Un'immagine del lago di Pusiano


Per quanto riguarda le specie ittiche di interesse per la pesca sportiva, le abbondanti precipitazioni di aprile e maggio sono state favorevoli alla riproduzione della Carpa, come sembrerebbe essere testimoniato dai fittissimi branchi di riproduttori osservati a ridosso dei canneti. Come già detto buona la presenza anche di pesce persico, sia in termine di ovature che di densità localizzate costituite da branchi di centinaia di individui. I censimenti svolti presso gli habitat litoranei hanno permesso di accertare una notevole abbondanza esemplari di taglia inferiore ai 20 cm. Da segnalare inoltre la presenza non rara anche nel sottoriva di Carpe di discrete dimensioni, con individui di oltre 10 kg di peso. Nell'habitat litoraneo, inoltre, il Persico trota (Micropterus salmoides) è una presenza comune specialmente presso aree a canneto prospicienti fondali ripidi e ricchi di rifugi, quali ad esempio alberi caduti in acqua. Sono stati campionati Persici trota di differenti classi d'età, dai giovani dell'anno fino ad individui più vecchi, con lunghezze superiori ai 40 cm.



Nonostante la zona litoranea nel periodo estivo non sia assiduamente frequentata dal Luccio (Esox lucius) e dal Lucioperca (Sander lucioperca), nei canneti sono stati comunque rinvenuti alcuni giovani Lucci, mentre per quanto riguarda il Lucioperca, sono stati osservati fitti branchi di giovani dell'anno in molte delle località indagate, soprattutto lungo la costa compresa tra Pusiano e l'Isola dei Cipressi.
Se dunque ha dato esiti positivi il campionamento di esemplari di specie ittiche di interesse per la pesca sportiva, le indagini svolte hanno tuttavia constatato anche la presenza del temibile pesce siluro, il noto predatore potenzialmente dannoso per l'ecosistema lacustre.
Nel periodo estivo in particolare sono stati campionati esemplari di età compresa tra 1 e 4 anni prevalentemente presso i canneti prossimi a zone di maggior profondità e ricche di rifugi. La distribuzione di pesce siluro, almeno nel periodo di osservazione, sembra seguire gli spostanti del cosiddetto "pesce-foraggio" di cui si nutre. Questo predatore, infatti, pare essere attirato più dai fitti branchi di pesce che non dalla presenza di singole prede isolate, seppur numerose. Verosimilmente, quindi, l'habitat litoraneo in estate viene utilizzato quale zona di caccia privilegiata, mentre in fase di riposo, il Siluro tende a ricercare acque più fresche e profonde.


I campionamenti per ora sono stati eseguiti a spot in una porzione limitata del Pusiano, interessando al momento solo gli habitat litorali a bassa profondità, ma hanno confermato comunque la presenza della specie. Nonostante tutto, i dati raccolti in relazione allo sforzo di campionamento sembrerebbero indicare tuttavia che la specie, sebbene acclimatata in queste acque, non abbia ancora raggiunto dimensioni demografiche preoccupanti, tali da rendere irreversibile il suo impatto sull'ittiocenosi del lago. Ma proprio per questo fatto si ritiene che sia inderogabile inserire le azioni di contenimento della specie tra le attività di gestione ordinaria della fauna ittica. Anche in questo caso è tuttavia necessario approfondire l'autoecologia della specie in queste acque per identificare località, tempistiche e strategie precise secondo cui operare gli interventi di contenimento al fine di ottimizzare gli sforzi e massimizzare l'efficacia delle azioni.
M.M.
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