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Scritto Giovedì 12 dicembre 2013 alle 08:46

Il PD lecchese respinge le accuse di voler privatizzare il servizio idrico

Il Partito Democratico lecchese, preso atto delle dichiarazioni a mezzo stampa esternate nei giorni scorsi da parte di esponenti della Lega Nord, del sindaco di Merate Robbiani e del Comitato per l'Acqua Pubblica, ritiene necessario fare chiarezza su alcune accuse avanzate riguardanti circostanze inveritiere e tendenziose.
La Federazione del PD di Lecco e gli amministratori pubblici che vi fanno riferimento non hanno mai pensato né parlato di privatizzare il servizio idrico. Trattasi dunque di accusa falsa, tendenziosa e fuori luogo. L'acqua è un bene comune la cui gestione deve rimanere in mano pubblica: le sterili strumentalizzazioni politiche non aiutano a risolvere i problemi ma li aggravano.

Detto questo, si esprime pieno sostegno all'operato dei sindaci dell'area di centrosinistra per il percorso intrapreso al fine della risoluzione della delicata questione della gestione del servizio idrico.

Il Partito Democratico ha sempre sostenuto il principio "acqua bene comune", anche in coerenza con l'esito referendario.
Senza voler ripercorrere tutto l'iter che ha portato alla decisione dell'Ufficio d'Ambito di affidare la gestione del servizio idrico, dal 1 gennaio 2014, alla società Idroservice Srl (società partecipata interamente da Lario Reti Holding, a sua volta interamente partecipata dai Comuni) che nell'arco dell'anno 2014 verrà scorporata da Lario Reti e diverrà quindi una società di primo livello interamente partecipata dai Comuni, è utile chiarire alcuni aspetti. Il percorso che ha portato all'affidamento temporaneo del servizio idrico per un anno ad Idroservice, non è frutto di una scelta improvvisa da parte dei sindaci che fanno riferimento al PD, ma semmai la prosecuzione naturale di un percorso di oltre un anno condiviso pressoché dalla totalità della conferenza dei sindaci (non solo quelli che fanno riferimento al centrosinistra, ma anche al centrodestra ed a liste civiche) che mira al duplice obiettivo di mantenere - da una parte - la gestione dell'acqua in mano totalmente pubblica, ma anche di evitare - dall'altra parte - le perdite finanziarie (che ricadrebbero su tutti i Comuni e quindi poi sui cittadini) che deriverebbero dal non riuscire a completare i passaggi burocratici già condivisi e programmati. In particolare, lo "spin-off" di Idroservice (affidatario del servizio idrico dal 2014) da Lario Reti Holding, pensato in modo tale da addivenire a tutti gli effetti ad una società partecipata di primo livello (e che consenta di affidargli in maniera ineccepibile "in house" la gestione del servizio, con la possibilità del controllo analogo), richiederà alcuni mesi, necessari non solo per le incombenze burocratiche ma anche per poter operare un riequilibrio delle quote tra i diversi comuni.
Non è detto, poi, che nel corso dell'anno 2014 non si possano verificare ulteriori sviluppi normativi o giurisprudenziali che possano suggerire ulteriori aggiustamenti, in ogni caso sempre nella direzione di un affidamento del servizio idrico ad un soggetto pubblico, senza che vi possa essere nemmeno in minima percentuale la partecipazione di società commerciali aventi scopo di lucro.

Alla Lega Nord ed al sindaco di Merate chiediamo, quindi, una collaborazione leale e realmente nell'interesse dei cittadini, anziché sterili prese di posizione che parrebbero avere solo il gusto di una provocazione. In presenza di situazioni delicate come quella della gestione dell'acqua, infatti, anziché esasperare le reciproche posizioni è più utile trovare insieme le soluzioni per risolvere i problemi.

Ai membri del Comitato per l'Acqua Pubblica esprimiamo invece il nostro supporto, perché condividiamo pienamente la loro preoccupazione di evitare, in ogni modo, qualsiasi rischio di privatizzazione del servizio idrico. Anche in questo caso, invitiamo alla collaborazione ed al dialogo, poiché deve essere chiaro che ciò su cui la Federazione lecchese del Partito Democratico si impegna sin d'ora a lavorare è la creazione di tavoli di lavoro condivisi nei quali, mediante il dialogo e la reciproca collaborazione, si persegua la finalità comune della tutela dell'acqua come bene comune e del mantenimento del servizio idrico in mano totalmente pubblica, senza che alcun privato possa in alcun modo trarne profitto.

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