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Scritto Venerdì 13 dicembre 2013 alle 08:43

Se l’attesa è… in concerto

Nei giorni in cui ci si avvicina al Natale uno degli appuntamenti più attesi, nelle nostre comunità, è spesso quello con il canto dei nostri cori. Ciò per un insieme di motivazioni in cui quella di riassaporare la gioia semplice delle canzoni e delle atmosfere della nostra giovinezza non sta certo all'ultimo posto. È accaduto anche a Cassago nella notte di Sant'Ambrogio, quando la Corale parrocchiale ha voluto offrire il tradizionale concerto natalizio.
Bello, fin da subito, notare in quanti abbiano risposto all'invito, preludio della grande gioia di un Natale santo e vissuto nella fede. E bello anche vedere la costante crescita di questo gruppo, che è stato capace di "contagiare" molti giovani in un impegno che richiede applicazione, costanza, passione e caparbietà. È stato in questo modo che - nel cuore dell'Avvento - la nostra piccola chiesa è diventata simile a una nicchia felice dove i rumori "profani", il baccano e il frastuono di luci e voci si sono placati di fronte allo spettacolo di una serata speciale che ha voluto essere sia memoria di una storia (anzi, una Storia...) unica, sia richiamo al ricordo del "fatto" rappresentato dal dono vero di un Dio che si fa uomo per noi, dono d'amore che si fa carne.
In un crescendo di emozione e commozione il coro ha, sin dall'inizio, offerto un'immersione nel mistero della Scrittura con la preghiera dal "Mosè" di Rossini, in cui la soprano, il tenore e il basso - il nostro Stefano Ghezzi, giovane compaesano dotato di una voce forte e profonda - ci hanno fatto assaporare il piacere dell'ascolto. È seguita la "Träumerei" di Robert Schumann, con la bravissima (e giovanissima) violinista Valeria Vecerina che ci ha preparato adeguatamente alla trascendenza del successivo "La Vergine degli angeli" dalla "Forza del destino" di Verdi, brano capace di introdurre tutti i presenti alla solennità dell'Immacolata in un crescendo di bravura del coro, dei musicisti e della solista. E a questo punto merita davvero di essere raccontata anche la maestria di tutte queste persone che di anno in anno presentano un concerto dal valore sempre crescente: un grazie sincero e commosso va rivolto alla Corale, ai giovani della scuola di Musica dell'Associazione Oliviero Fusi e al paziente e bravissimo direttore, il Maestro Yutaka Tabata, che a ogni Natale aiuta la nostra polifonica a compiere splendidi passi in avanti. Il corpo e lo spirito hanno cantato e gioito di questa successione magnifica di brani corali e di impegno strumentale dei tanti giovani musicisti, rispettosi tanto del pentagramma quanto della bacchetta del maestro: il rincorrersi dei loro sguardi, il tenero bisbigliare quieto e attento sino al momento dell'attacco, ha mostrato a tutti noi quanto si siano nutriti in questi mesi di quelle note che hanno finalmente abbracciato e proposto.
Anche grazie a quei canti abbiamo avuto l'occasione di prepararci all'impegnativo cammino sulla strada del Natale, passi che ci porteranno sino all'ingresso della grotta in cui sta per compiersi ancora una volta l'evento più straordinario della storia; si tratta di una semplice grotta perché "per loro non c'era posto in una casa" ma si tratta anche di un luogo straordinario in cui è iniziato davvero il tempo che viviamo.
Abbiamo ascoltato poi sia la "Ave Maria" tratta dal "Otello" di Giuseppe Verdi sia il "Magnificat" di Mons. Marco Frisina, coronati - come del resto ogni brano - da un caloroso applauso. Poi la bella esecuzione al clarinetto della "Canzonetta" di Gabriel Pierne del nostro giovane Tommaso Agrati ha dato modo di riflettere, anche sul fatto che il mistero che stiamo per vivere non è incarnato da Babbo Natale o dai suoi regali né dal consumismo in cui siamo immersi, ma al contrario è costituito dalla carne vera di un bambino che è insieme vero uomo e vero Dio, e che è venuto a cambiare e salvare il mondo intero, nessuno escluso.
Applausi, insomma. Tanti gioiosi applausi e complimenti a tutti per il crescendo di emozioni che ci è stato donato e che ha trovato una splendida conclusione nel trionfo festoso del "Christmas Festival", vero fiume in piena di emozioni, immagini e suoni che nutrono i sensi con una luce nuova che non conosce ombra, nella gioia comune che tenta a volte la lacrima a "esondare".
L'ultima parola dunque, dopo aver citato uno per uno coloro che non avevo sinora menzionato (Pierenrico Giudici e Nozomi Tabata all'organo, Elisabeth Escher violinista e soprano, Marianna Isella al flauto, Norma Caremi e Davide Di Carlantonio al clarinetto, Luca Tentori e Andrea Giussani alle percussioni, Giacomo Giussani, Marco Cagliani, Samuele Ratti e Simone Corti alla tromba, Katia Cirillo, Annalisa Songia e Takara Sato voci soliste, e poi i tanti componenti, uomini e donne della nostra bella Corale) non può che essere un enorme grazie: ci è stato donato qualcosa di grande da portare dentro noi stessi. È anche per questo che all'uscita dalla chiesa tutti noi eravamo orgogliosi di questi artisti, alcuni dei quali nostri concittadini, che hanno deciso di impegnarsi in questo servizio.
Nel rincasare ho evitato di imboccare l'attraente vicolo dei ricordi di giorni lontani a me tanto cari, non perché non ne avessi avuto l'occasione trasportato dalla magnificenza della musica, ma perché questo presente meritava di essere celebrato per ciò che davvero è.
Mi ha accolto per strada una brezza leggera e insieme gelida, allora ho levato lo sguardo al cielo stellato e ho visto che la luna era simile a una luccicante culla dorata: anche la luna allora attende, come attendo io, quel bambino cui verrà messo il nome di Gesù. Averlo accolto con la ninna nanna di questa musica commovente e bella è stato un grande regalo per tutti noi.
Benvenuto Perego
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