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Scritto Lunedì 27 gennaio 2014 alle 15:59

Lecco: il prefetto consegna otto medaglie ricordando i soldati deportati nei lager. Carlo Limonta di Casatenovo, unico vivente

Sono state consegnate dal prefetto Antonia Bellomo nella mattina di oggi, 27 gennaio, giornata della memoria per le vittime del nazi-fascismo, otto medaglie all'onore ad altrettanti lecchesi deportati nei campi di prigionia tedeschi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Foto di gruppo per i familiari dei deportati, premiati stamani

Quest'anno il riconoscimento è stato consegnato a: Fadigatti Bonaventura, Fontana Angelo, Galbiati Luigi, Ghisolfi Gino, Pirola Genesio, Proserpio Cesare, Rusconi Gaetano e infine a Limonta Carlo di Casatenovo, l'unico tra gli otto ancora in vita.
Le medaglie, come è stato illustrato durante la cerimonia, vogliono essere un riconoscimento formale e simbolico delle loro storie, delle loro fatiche, degli anni trascorsi nei campi di lavoro e prigionia nazifascisti.


Grazie ad un approfondito lavoro di ricerca nei documenti dell'archivio di Stato di Como, svolto dalla professoressa Lucia Ronchetti, è stato possibile infatti ricostruire, almeno in parte, le vicissitudini di questi soldati.
Come la storia di Gaetano Rusconi di Valmdrera, scampato per un incredibile gioco del destino al terribile eccidio di Cefalonia del settembre 1943.


In quei giorni infatti Rusconi, di stanza proprio a Cefalonia, era in licenza a Patrasso dove fu catturato, scampando cosi alla strage.
Oppure le vicissitudini di Luigi Galbiati, da meccanico tornitore divenuto bersagliere e dopo l'armistizio unitosi ai partigiani: venne catturato a Oggiono, imprigionato prima nel carcere di San Vittore e poi deportato.


Storie di eroi, che dopo quasi 70 anni, vedono riconosciuti dalla repubblica Italiana i loro meriti, con una cerimonia che si è svolta contemporaneamente in tutte le città d'Italia.
''Il nostro compito oggi - ha voluto ricordare il prefetto Antonia Bellomo - è quello di dare un significato alla memoria, che si deve tradurre in un impegno concreto nella difesa della dignità umana. Dobbiamo abbattere i cancelli dell'individualismo e dell'intolleranza: la direzione giusta è quella di mettere al centro delle priorità l'uomo con le sue fragilità''.


Il prefetto ha voluto infatti sottolineare come questa giornata debba essere ricordo ma anche azione concreta nel presente, ad esempio nei confronti delle tragedie contemporanee, come quelle dei profughi che perdono la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane.


Il prevosto di Lecco, Monsignor Cecchin, ha voluto infine rivolgersi proprio ai giovani, affinché sappiano cogliere il messaggio di queste giornate: ''Bisogna educare i giovani, spiegare gli altri sono nostri fratelli, sono tutti figli di Dio, indipendentemente dalla religione o dall'etnia''.

Il prefetto Bellomo con la prof.ssa Ronchetti

Durante la cerimonia alcuni studenti del corso musicale del liceo G.B. Grassi, diretti dalla professoressa Elena Filippini, hanno suonato a tutti i presenti alcune musiche ebraiche mentre veniva proiettate alcuni stralci di lettere, presenti negli archivi di stato, che proprio gli 8 reduci premiati quest'oggi avevano mandato ai familiari durante i mesi e gli anni di prigionia.

Il coro degli studenti del liceo Grassi

Lettere in cui traspare un'umanità semplice, fatta di affetti e di nostalgia. Tra le autorità presenti alla cerimonia anche i sindaci dei comuni di residenza dei reduci, che hanno accompagnato il prefetto nella consegna delle medaglie d'onore ai figli e ai nipoti.

Paolo Valsecchi
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