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Scritto Martedì 04 febbraio 2014 alle 16:46

Il consiglio provinciale adotta il piano cave. No a nuove estrazioni sul M.te Cornizzolo

È stato adottato definitivamente da Villa Locatelli il piano cave che regolerà l'escavazione in provincia per i prossimi dieci anni.
Non sono state accolte osservazioni rilevanti rispetto alla prima adozione avvenuta lo scorso aprile: si mantiene la concessione di circa 12 milioni di mc ai cavatori, ma nessuna apertura di nuovi siti estrattivi.
È stato ribadito all'unanimità in particolare che nessuna nuova cava potrà interessare il Cornizzolo, per il quale si erano mosse moltissime associazioni e cittadini.

Una veduta del consiglio provinciale

Ora il piano passa alla Regione che, in circa 12 mesi, sancirà la sua approvazione definitiva ma che potrà apportare tutte le variazioni ritenute necessarie.
Nella seduta di ieri in particolare si sono discusse le modifiche proposte da enti, cavatori, associazioni o privati cittadini.
Il consiglio ha in sostanza rigettato tutte le mozioni: sia quelle delle ditte di escavazione che chiedevano maggiori volumetrie estrattive sia quelle delle associazioni ambientaliste (prima fra tutte Qui Lecco Libera) che ne proponevano al contrario la riduzione.


''Ci si è appiattiti sulla proposta dei tecnici'' è stato il commento del capogruppo PD Italo Bruseghini.
Tra le richieste giunte negli uffici provinciali anche quella di Holcim Spa - la multinazionale che possiede l'inceneritore di Merone - che ha chiesto l'apertura di una nuova cava sul monte Cornizzolo. Ipotesi che aveva generato un importante mobilitazione dal basso di amministrazioni, associazioni e semplici cittadini, culminata con la raccolta di ben 11mila e 700 firme.
Proprio questa richiesta è stata bocciata all'unanimità dal consiglio provinciale.

Il sindaco di Civate Baldassaure Mauri e l'assessore provinciale all'ambiente Carlo Signorelli

''Eventuali aree di cantiere e relative infrastrutture risulterebbero interferenti con i numerosi punti di vista accessibili al pubblico e con le aree di versante che presentano notevole interesse paesaggistico -
si legge nelle motivazioni espresse dagli uffici provinciali - e ciò vale anche nell'ipotesi di uso delle più avanzate tecniche di coltivazione e recupero ambientale''.
Bocciate come dicevamo le richieste di ulteriore incremento estrattivo - rispetto a quello comunque già previsto dal piano - presentate da Fassa spa, Unicalce spa, e Pav srl.
Il piano è stato quindi approvato con il voto favorevole di Lega ed NCD. Contrarie invece le minoranze (PD, Sel, IDV). Unico astenuto il consigliere ex-UDC Bettiga.
Nella sostanza dunque il piano rimane quello approvato lo scorso 8 aprile: concessione di 200 mila metri cubi per quanto riguarda la cava del Cornello a Lecco, 3,5 milioni di metri cubi per la Vaiolo Bassa, 8 milioni per la Vaiolo Alta (queste ultime entrambe a Lecco) e 900 mila metri cubi di pietrisco nelle tre cave del Moregallo. L'ex cava Mossini è stata, infine, inserita come cava da recupero per 700 mila metri cubi.


''Questo piano cave - ha commentato Arrigoni - coniuga tutela sia dell'ambiente che delle attività economiche''.
Per Pozzi (Sel) rimangono invece ancora alcune criticità come ''l'enorme attività estrattiva sul Monte Magnodeno''.
Un'approvazione giunta dopo più di 3 ore di discussione, che ha visto forti scontri verbali tra maggioranza e opposizione, tanto che la seduta è stata sospesa due volte, tra accuse di censura e controaccuse di ostruzionismo.
In particolare lo scontro ha riguardato le modalità di discussione: da una parte le sinistre che hanno voluto discutere e votare singolarmente tutti gli 82 punti presentati, rivendicando il diritto democratico di dibattito, dall'altra la maggioranza che accusava i consiglieri Pd, Idv, Sel di un fare ''ostruzionismo non produttivo per superficialità e voglia di spettacolarizzazione''.


Lo scontro verbale è culminato nell'esternazione della consigliera del Carroccio Rosagnese Casiraghi che, rivolta al capogruppo democratico Bruseghini, ha sbottato: ''adesso avete rotto....''.
Dopo un iter durato 3 anni il piano cave è stato comunque adottato da Villa Locatelli. Ora la parola definitiva passa alla Regione.
Che paradossalmente avrebbe facoltà di ribaltare completamente il documento provinciale. Almeno teoricamente- ma sembra alquanto improbabile - potrebbero dunque essere ancora approvata l'apertura della cava sul Cornizzolo o dei siti per l'estrazione si sabbia e ghiaia nel meratese.
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