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Scritto Giovedì 13 febbraio 2014 alle 23:24

Valmadrera: la Cassazione conferma tutte le condanne per la morte di Beatrice Locatelli

La piccola Beatrice Locatelli
Si chiude la vicenda giudiziaria relativa alla morte della piccola Beatrice Locatelli, la bimba di soli 5 anni rimasta schiacciata da un pesante cancello in ferro in un cantiere edile a pochi passi dalla sua abitazione di Valmadrera.
Quest'oggi ha espresso il proprio definitivo giudizio la Cassazione, confermando le pene sentenziate in primo grado e in Appello nei confronti dei sette imputati, accusati a vario titolo di concorso in omicidio colposo.
Resta ferma a 2 anni e 4 mesi quella più pesante, comminata a Giuseppe Monti, il fabbro che aveva montato il cancello. Un anno e due mesi per il figlio Maurizio Monti che lo aveva aiutato nei lavori.
Due anni la pena per Davide Dell'Oro, responsabile della sicurezza di quel cantiere; un anno e sei mesi invece per Matteo Bugatti, direttore dei lavori.
Condanne confermate anche per i tre committenti dei lavori, vale a dire i proprietari della villetta di Via Magistris scenario della tragedia del 2007: Emilio e Franco Brioschi (un anno e dieci mesi la pena loro inflitta) e Teresa Rusconi (un anno).
Come si ricorderà quel 12 maggio 2007 la bimba, assieme alla sorellina, era andata a giocare con degli amichetti appena fuori dalla propria abitazione, con il permesso dei genitori. Giunta l'ora di cena, la mamma aveva chiesto al marito di richiamare le figlie a casa. L'uomo era uscito di casa per andare a vedere dove fossero le figlie. La più grandicella aveva ha obbedito subito al padre facendo rientro. Mentre la piccola Beatrice aveva risposto che sarebbe tornata dopo cinque minuti, giusto il tempo di salutare l'amica. Ma qualche attimo dopo, rientrato in casa, padre e madre avevano udito un rumore forte, un botto. Uscito a vedere cosa fosse successo l'uomo aveva scorto con orrore la bimba sotto il pesante cancello. Con la forza della disperazione aveva tentato di sollevarlo, aiutato poi da un vicino, infermiere di professione. Estratto il corpo della piccola l'infermiere aveva tentato di rianimarla in attesa dei soccorsi. I sanitari accorsi sul luogo della tragedia avevano preso a bordo Beatrice correndo a sirene spiegate verso il pronto soccorso del Manzoni, già in stato di massima allerta. Ma ormai non c'era più nulla da fare. Il pesante cancello, 3,5 metri per 250 chilogrammi aveva schiacciato irrimediabilmente il corpicino di Beatrice.
Si chiude dunque, con la sentenza della Cassazione, la vicenda giudiziaria, con la conferma delle pene stabilite in primo grado a Lecco dal giudice monocratico Paolo Salvatore nel febbraio 2011 e ribadite in appello nel luglio 2012.
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