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Scritto Domenica 09 marzo 2014 alle 15:15

Ad Abbadia l'uccisione del piccolo Nicolò e nel 2005 a Casate, morì annegato Mirko

Una madre accusata di infanticidio a Chiuso di Lecco. Il caso della 38enne albanese, rea confessa di aver ucciso le tre figliolette in preda alla disperazione, non è l'unico avvenuto negli ultimi tempi nel lecchese.
Brucia ancora la ferita ad Abbadia Lariana, dove lo scorso 25 ottobre Aicha Christine Eulodie Coulibaly, giovane mamma di origine africana, aveva ucciso il figlioletto di soli tre anni, Nicolò, colpendolo con un fendente mortale al cuore.

I carabinieri di fronte alla casa degli Imberti ad Abbadia lo scorso ottobre

La tragedia si era consumata nell'appartamento al civico 4 di Via Giordanoni dove la ragazza, classe 1988 e nativa della Costa d'Avorio viveva, dopo essersi trasferita da Mandello. In casa c'erano il marito Stefano Mario Imberti, classe 1970 nato a Bellano, e l'altra bambina di un anno, Sara. A svegliare di soprassalto i vicini di casa erano state le urla dell'uomo che chiedeva aiuto.
Sul posto grazie alla loro chiamata era arrivata un'ambulanza che ha caricato il bimbo a bordo e lo ha portato al Manzoni. Qui, dopo un transito di pochi minuti in pronto soccorso, il piccolo era stato trasferito in sala operatoria dove un'équipe di cinque chirurghi aveva tentato disperatamente di tenerlo in vita, purtroppo senza riuscirci per via della grave lesione cardiaca dovuta
Forze dell'ordine a Valaperta nel 2005
al fendente ricevuto dalla lama, impugnata dalla madre.
E a poche ore dal massacro, la mamma ivoriana era stata tratta in arresto, tradotta in carcere al Bassone di Como, dove si trova tuttora rinchiusa dopo un breve periodo trascorso all'ospedale giudiziario di Castiglione delle Stiviere, Mantova.
La stessa struttura che per anni ha ospitato Mary Patrizio, la mamma che nel maggio 2005 uccise il figlioletto Mirko di soli cinque mesi nella sua casa di Valaperta, a Casatenovo. Un episodio drammatico che aveva sconvolto la piccola comunità casatese dove Mary insieme all'allora marito Kristian, si era trasferita dopo il matrimonio.
Una depressione post-partum fu la probabile causa del tragico gesto compiuto dalla mamma, che annegò il suo bambino nella vaschetta per il bagno, inscenando poi una rapina conclusasi nel peggiore dei modi. Crollò qualche ora più tardi, Mary, confessando di essere stata lei a uccidere il tanto desiderato primogenito.
E ora la tragica vicenda di Chiuso. Ancora tutte da ricostruire le circostanze alla base dell'evento, con l'uccisione delle tre figliolette da parte della mamma che stamani, distrutta, ha ammesso le proprie responsabilità.
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