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Scritto Lunedì 10 marzo 2014 alle 11:08

Cassago: successo di pubblico per "Io sono la mia opera", 6 storie di donne discriminate

Grande successo sabato sera a Cassago dove, nella sala consigliare del Municipio, è andato in scena lo spettacolo "Io sono la mia opera".



La compagnia teatrale di Monte Marenzo

Protagonista una compagnia inedita di Monte Marenzo, che sulla direzione di Sergio Vaccaro ha messo in scena un tema forte e ancora aperto: la discriminazione delle donne, una triste costante nella storia fin dal III secolo a.C. e ancora attuale nella società odierna.



Ad introdurre la serata il consigliere Sabrina Ferrante, organizzatrice della serata insieme alla collega Simona Proserpio:
"É un'occasione per riflettere non solo su quanto sia ingiusta la discriminazione femminile ma come a volte ricada sul nostro vivere quotidiano" ha affermato, ringraziando anche l'associazione L'Altra Metà del Cielo e Telefono Donna di Merate che hanno patrocinato l'iniziativa insieme all'amministrazione comunale di Cassago.



Da sinistra Sabrina Ferrante, il sindaco Gian Mario Fragomeli e l'assessore Rosaura Fumagalli

La parola è poi passata al sindaco Gian Mario Fragomeli, il quale ha sottolineato che "il tema dell'emancipazione femminile è importantissimo. Non è riservato solo a una parte del paese ma riguarda tutti. É un fatto culturale che noi dobbiamo continuamente rinverdire perché ritengo che il ruolo delle donne nella società sia importante e forte".





Un saluto ai numerosi spettatori è giunto anche dall'assessore cassaghese alla cultura, Rosaura Fumagalli: "C'è bisogno di cultura al femminile" ha affermato. "Per un donna è molto più difficile conciliare lavoro, famiglia e impegno civico. Insieme alle quote rosa bisognerebbe fare di più per la crescita e intervenire per dare alle donne le stesse possibilità degli uomini".





Di fronte ad un ampio pubblico, hanno poi fatto la loro comparsa sei giovani attrici, che hanno rivestito i panni di altrettante figure femminili protagoniste di vite discriminate, violate e soppresse barbaramente. Dall'ateniese Agnodice (Daniela Turla), perseguitata per l'esercizio dell'arte medica a Ipazia (Paola Viganò), filosofa e scienziata alessandrina, straziata dal fanatismo di integralisti cristiani. Per quanto riguarda l'arte e i diritti Artemisa Gentileschi (Elisa Barachetti), pittrice caravaggesca violentata, e Olympe de Gouges (Claudia Pavoni), femminista ante litteram della rivoluzione francese e da questa ghigliottinata.





Non sono mancati poi i riferimenti alle vicende del mondo contemporaneo, portate in scena dai monologhi di Sara Faggiano nei panni di Anna Politkovskaja, giornalista russa, uccisa per aver denunciato le violenze commesse dalle truppe di Mosca in Cecenia e in altre ex repubbliche sovietiche e di Aurora Spreafico, che ha interpretato Hina Salem, ragazza bresciana di origine.



Sopra le sei attrici protagoniste



Storie crudeli rese ancora più forti dalla mimica struggente, dalla passione e intensità nella recitazione.



Le scene erano inoltre accompagnate dal ritmo incalzante dato dal complesso strumentale degli Ouroborus.







Un'opera viva e autentica, in cui ogni elemento, la voce, i gesti, i contenuti, i silenzi e l'accompagnamento musicale si sono fusi armoniosamente mantendo comunque un tono drammatico, che non ha lasciato indifferenti i partecipanti ma è stato capace di smuovere nel più profondo dell'animo.
S.A.
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