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Scritto Martedì 11 marzo 2014 alle 17:21

Tragedia di Chiuso: il benessere ci ha portati all'estraneità dell'altro, all'individualismo e in questo deserto non si vede più l'altro

Sviscerando nella mia mente la tragedia di Lecco giungo ad una riflessione e la proietto con un invito.
La fragilità umana è sfociata nella autodistruzione. Il benessere ci ha portato all’estraneità dell’altro, all’assoluto individualismo e paradossalmente abbiamo bisogno di Facebook per non farci gli affari propri! Che incredibile maschera!
Dall’apparente comunicazione asfissiante dei social network al deserto disarmante, più nessuno si accorge dell’altro.
Andate oltre la privacy come si fa in Facebook, EDLIRA la mamma ha anche scritto frasi che potevano inquietare ed allarmare ….ma ci si limita a dire mi piace!
L'invito che porgo è rivolto a me stessa e agli insegnanti, ai catechisti, agli amici, ai pastori, alle suore, ai compagni di classe, ai vicini, a tutta la comunità PARLATE, OSATE, BUSSATE!
Ci sono i servizi sociali, la Caritas, le associazioni, la parrocchia. Spendiamo un minuto del nostro tempo per il nostro fratello…!
Buttiamo Facebook dalla finestra se serve solo per scattare foto e scrivere mi piace.
Utilizziamo questo strumento per raggiungere più velocemente la soluzione e per evitare drammi come quello di SIMONA, KEISI, SYDNI, EDLIRA. Noi siamo responsabili della nostra estraneità, siamo tutti fragili e soggetti a rischio, non limitiamoci a condannare, non c’è un perché a questa tragedia, tuttavia interroghiamoci sul perché siamo diventati degli avulsi, adoperiamoci per la nostra convivenza terrena, adoperiamoci perché si possa ritornare a vivere con più dignità la nostra esistenza ACCORGENDOSI DELL’ALTRO!
Una cittadina oggionese
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