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Scritto Domenica 30 marzo 2014 alle 15:23

''Un sentiero al mese....nel casatese''/5. Escursione alla basilica di San Pietro al Monte a Civate, tra bellezze artistico-religiose

Un'immagine del complesso di San Pietro al Monte

Archiviati il freddo invernale e la pioggia, dopo qualche settimana di letargo torna il consueto appuntamento con la rubrica ''Un sentiero al mese....nel casatese''.

Un paio di immagini panoramiche scattate in località Pozzo a Civate

La penisola di Isella divide in due il lago di Annone

E per farci perdonare dai lettori più affezionati al nostro viaggio virtuale, abbiamo scelto un itinerario davvero degno di nota. Non è propriamente nel territorio casatese, è vero, ma in venti minuti ci si arriva. E, una volta giunti fin su in cima, lo spettacolo è davvero mozzafiato.


Stiamo parlando della Basilica di San Pietro al Monte di Civate, uno dei complessi abbaziali più interessanti della nostra provincia e dell'intera Lombardia, meta di notevole interesse storico, artistico e religioso.
Il complesso, situato a 662 metri sul livello del mare, è raggiungibile dal centro di Civate in un'ora circa di cammino.


Un'escursione alla portata di tutti. Certo, non si tratta di una tranquilla scampagnata domenicale senza alcuna pretesa, come qualcuno potrebbe essere portato a pensare, ma anche per chi non ha il piede allenato le difficoltà sono decisamente superabili. Basta dotarsi di abbigliamento comodo, scarpe da ginnastica o trekking e volendo, di bastoncini telescopici da montagna, più utili in discesa che non in salita.


Posteggiamo l'auto a Civate, dove vi è una discreta offerta di aree dedicate alla sosta (via Don Rossetti, via Cerscera, via Baselone, presso il Comune, via Francesco Broggi, via Abate Longoni, via del Rii sono le zone disponibili), in considerazione dei tanti escursionisti che nella bella stagione e non solo, decidono di salire a San Pietro al Monte. E da lì, in un'altra ora abbondante di cammino, si può arrivare sino alle pendici del Cornizzolo.


Una volta posteggiata l'auto si seguono le indicazioni, imboccando un sentiero che nella prima parte è acciottolato: già da lì si può godere di panorami mozzafiato. A colpire, in particolare, è l'immagine del lago di Annone, con la penisola di Isella a tagliarlo in due. E poi le montagne: le Grigne, il Resegone, il Monte Barro. Insomma, se si è fortunati e si incontra pure il bel tempo, come è capitato a noi, la fatica del cammino è compensata, anzi superata dalle bellezze paesaggistiche.


Superato l'antico borgo in località Pozzo, dove vi è la possibilità di un veloce ristoro presso un bed and breakfast, si prosegue per il sentiero, sino a quando si arriva ad un bivio. Da una parte, a sinistra, un percorso decisamente fattibile, seppur impegnativo; dall'altra una mulattiera per gli escursionisti più allenati. In ogni caso in un'ora massimo di cammino, anche se si preferisce andare con calma, si arriva alla meta.


Decidiamo di affrontare la prima opzione: un sentiero all'interno di un'area boschiva, piuttosto irto nella prima parte, che offre incessantemente alla vista, lo specchio lacustre annonese.
Arriviamo a San Pietro al Monte intorno alle 16, quando il sole ha già abbandonato quel versante di montagna. Un leggero venticello è quasi rigenerante dopo gli sforzi compiuti. Riusciamo a visitare il complesso, individuando fin da subito i volontari dell'associazione amici di San Pietro.


Un sodalizio nato nel 1975 che raccoglie un gruppo di persone che collaborano alla conservazione del complesso monumentale della basilica di San Pietro al Monte e dell'Oratorio di San Benedetto e all'accoglienza dei visitatori. Presidente dell'associazione è Don Vincenzo Gatti, membro della comunità religiosa della famiglia Beato Angelico, che coordina i restauri, portando al complesso abbaziale oltre alla sua competenza artistica anche una testimonianza di vita spirituale secondo lo spirito benedettino.


Il luogo, che attualmente non è più occupato da religiosi, si compone di tre edifici: la basilica di San Pietro, l'oratorio intitolato a San Benedetto e quello che era il monastero, di cui rimangono solo rovine. Le costruzioni facevano parte del complesso dell'abbazia benedettina di Civate comprensiva, nell'abitato, della basilica di San Calocero e delle chiese di San Nazaro e San Vito.

La cripta e gli interni della basilica


Due portali in pietra con sopra inciso il motto ''Ora et labora'' ci ricordano la passata presenza qui di frati benedettini. Il centro focale della basilica è il ciborio che, nella sua struttura architettonica, è molto simile a quello della basilica di S. Ambrogio a Milano. Sulle pareti laterali della basilica sono rimaste esigue tracce degli affreschi appartenenti al progetto decorativo medievale. Pregevole la cripta, dedicata alla Madonna.


Il complesso, dal martedì al venerdì è aperto solo su prenotazione, mentre il sabato e la domenica è possibile visitare la basilica seguendo gli orari di apertura. La messa invece, da settembre a giugno è celebrata la prima domenica di ogni mese alle ore 10.30; nei mesi di luglio e agosto ogni domenica alle ore 10.30.


La visita si conclude con una sosta presso la vasta area verde che circonda il monastero. Dotarsi di un telo a nostro avviso, è fondamentale per potersi concedere del sano riposo.


La discesa, come ovvio, è più veloce e in mezzora scarsa arriviamo di nuovo in località Pozzo, dove decidiamo di concederci una meritata sosta per uno spuntino veloce.


Siamo arrivati al traguardo: partenza alle 14, arrivo a casa alle 18. Un piacevole pomeriggio trascorso tra le meraviglie naturali ed artistiche e per giunta a due passi da casa.
Appuntamento alla prossima!
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Gloria Crippa
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