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Scritto Mercoledì 02 aprile 2014 alle 12:50

Il consigliere comunale Ernesto Palermo: "eletto con i voti della famiglia Trovato"

Si definiva eletto grazie ai voti della famiglia Trovato, dicendosi dispiaciuto di non essere riuscito a diventare assessore (carica che avrebbe potuto ricoprire se ci fosse stata la mediazione di Coco Trovato) ma solo consigliere. Aveva offerto, tramite un intermediario la protezione all'Old Wilde Café di Lecco ma al diniego del ristoratore, era scattata la ritorsione con una raffica di colpi di pistola sparati da ignoti la stessa notte, contro le vetrine del bar.

I magistrati milanesi durante la conferenza stampa presso il Palazzo di Giustizia

Questo il ruolo di Ernesto Palermo, ex consigliere comunale del Partito Democratico del comune di Lecco, approdato poi nel gruppo misto. Il suo ruolo, come bene hanno spiegato i magistrati milanesi nel corso della conferenza stampa odierna, bene spiega il rapporto tra la ndrangheta e la pubblica amministrazione, con infiltrazioni che altre inchieste della stessa direzione distrettuale antimafia di Milano, in passato, aveva smascherato. Consigliere comunale e insegnante Ernesto Palermo offriva dunque la protezione del clan, del quale si vantava di farne parte "Siamo il nuovo gruppo di Trovato a Lecco", così come emerso dalle centinaia di intercettazioni telefoniche nel corso degli ultimi anni.

 

Rusconi e Palermo

L'indagine, che naturalmente si vincola ancora sulla presunzione di innocenza degli imputati fino a quando non ci saranno le sentenze, ha bene messo in evidenza i rapporti tra questi soggetti che, rappresentando la malavita, cercavano di insinuarsi nella pubblica amministrazione per ottenere favori.
È il caso anche del sindaco di Valmadrera, Marco Rusconi, classe 1977, arrestato questa mattina è tradotto a Opera. I magistrati milanesi, pubblico ministero Claudio Gittardi, Gip Maria Alfonsa Ferrario, gli contestano di avere ricevuto una tangente da 10mila euro per la concessione edilizia del cantiere del Lido di Paré. Concessione in un secondo momento revocata, vista la presenza di personaggi pericolosi, ma che non ha fatto altro che aggravare il quadro.
Diversi i sequestri operati nei confronti dei dieci arrestati: si parla di 17 unità immobiliari, di tre società, di bar nonché di depositi su conti correnti fino a 700mila euro.

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