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Scritto Mercoledì 02 aprile 2014 alle 13:14

Perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di Idrolario

Questa mattina la Guardia di Finanza ha effettuato una serie di perquisizioni nella sede del comune di Valmadrera e presso la sede di Idrolario. La presenza dei finanzieri potrebbe essere da ricondursi agli arresti effettuati all'alba dagli uomini della DDA di Milano. Il sindaco Marco Rusconi, agli arresti in carcere ad Opera, infatti è un ingegnere dipendente di Idrolario. Non è da escludersi tuttavia che ci possano essere altre motivazioni all'origine dell'attività.

Secondo indiscrezioni non confermate, infatti, le Fiamme Gialle si sarebbero concentrate sul bilancio 2012, sequestrando tutta la documentazione relativa. Come si ricorderà quel bilancio fu impugnato da alcuni sindaci, tra cui Andrea Robbiani di Merate, e, soprattutto, non avallato né dall'allora Consiglio di Amministrazione né dal Collegio sindacale. In prima lettura infatti presentava una vistosa perdita. Successivamente erano state iscritte all'attivo poste di crediti relativi a conguagli tariffari che erano stati sollecitati l'anno precedente sia dal CdA sia dai sindaci che esigevano la massima trasparenza del documento contabile e sostenevano che Idrolario avrebbe potuto mettere i conti a posto soltanto azionando la leva della tariffa dell'acqua al metro cubo. Non è pensabile, infatti, che un'azienda veda bloccate le proprie entrate mentre le uscite aumentano seguendo le dinamiche di mercato. La maggioranza dei sindaci soci di Idrolario Srl aveva però bocciato la richiesta di ritocchi tariffari, salvo approvare l'anno dopo, l'iscrizione del conguaglio nel bilancio 2012 per migliorare la situazione economica dell'azienda partecipata. Questa e altre operazioni avevano scatenato la reazione di alcuni soci, pochi per la verità e del Comitato Acqua pubblica, un comitato apartitico di cittadini che da anni segue le problematiche del ciclo idrico integrato del lecchese. Il Comitato qualche settimana fa ha depositato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti sul quale ha riassunto le vicende dell'acqua in provincia dal 2007 a oggi, soprattutto riguardanti l'affidamento del servizio a Idroservice che essendo società non direttamente controllata dai Comuni non avrebbe potuto, secondo alcuni esperti, ottenere l'affidamento diretto (in house) e il contratto con Lario Reti Holding di circa 10 milioni di euro per lo svolgimento del servizio di bollettazione e manutenzione. Si tratta di un esposto, naturalmente. Compete alla Procura regionale della Corte dei Conti stabilire se furono commesse irregolarità o illeciti. Non è certo quindi che l'operazione della Guardia di Finanza sia connessa a questa specifica questione o più in generale sia da correlare alla maxi operazione contro la ndrangheta diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e condotta dalle Fiamme Gialle.

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