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Scritto Mercoledì 02 aprile 2014 alle 19:08

"Chiedevano trattamenti preferenziali per incidere su varianti urbanistiche". Alcuni stralci delle 565 pagine dell'ordinanza del GIP di Milano

Si avvalevano "della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà" per mettere in atto i loro piani criminosi, commettendo delitti contro il patrimonio, la vita e l'incolumità individuale, compiere estorsioni, danneggiamenti, reimpiegare denaro di illecita provenienza, corrompere e turbare pubblici incanti nonchè esercitare coercizione "elettorale". Mario Trovato, Ernesto Palermo, Antonello Redaelli, Lilliu Saverio, Alessandro Nania, Antonino Romeo, Massimo Nasetti, Claudio Bongarzone sono indagati a vario titolo per associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis , commi 1,2,3,4 e 8 cp). 565 le pagine dell'ordinanza del GIP dove viene ricostruito l'impianto accusatorio che parla di un controllo nella gestione delle attività economiche nel settore della ristorazione e del gioco, in particolare tramite le cosiddette slot machine della DBM Electronics. I magistrati ritengono che i soggetti, nell'ottica di ottenere favori per sé o per altri, riuscissero ad intrattenere rapporti stretti con le pubbliche amministrazioni, così da "incidere su varianti urbanistiche", arrivando a far convogliare su di sé o su conoscenti, in occasione delle elezioni, i voti di preferenza che avrebbero portato all'elezione e dunque alla presenza di un membro direttamente all'interno dell'ente.
Promotore di questa attività, a capo della "locale" operante in Lecco era Mario Trovato, già noto alle forze dell'ordine, che aveva funzioni direttive e di comando.
A "gestire" i rapporti con le pubbliche amministrazioni c'era Ernesto Palermo, ex consigliere comunale del Partito democratico di Lecco, ora nel gruppo misto, che con la gestione della società Lido di Paré srl, consumava delitti di "turbativa di pubblici incanti, corruzione attiva e passiva" riuscendo ad intervenire su provvedimenti edilizi e esercitando anche un'attività estorsiva e di protezione verso esercizi commerciali della città.
Con lui operavano Antonello Redaelli (che intratteneva rapporti con esponenti politici e di pubbliche amministrazioni locali, acquisendo appalti e concessioni attraverso la gestione della società Lido di Paré) e Saverio Lilliu (che faceva da prestanome per Mario Trovato).
Le estorsioni erano compiute (sempre secondo le accuse, tutte da dimostrare a dibattimento) da Alessandro Nania, Antonino Romeo e Massimo Nasetti. C'era infine Claudio Borganzone che, quale prestanome dello stesso Mario Trovato, attraverso la DBM Electronics, faceva pressione presso i gestori di bar per l'installazione di video poker e slot.
Un'associazione, armata, che le indagini hanno ricostruito operava dal 2010.
Trovato, Nania, Romeo e Nasatti sono accusati anche di avere esercitato minacce e pressioni nei confronti di due soggetti, un uomo e una donna, riuscendo a farsi consegnare nel gennaio 2012 qualche migliaio di euro. Denaro che prevedevano di poter far lievitare fino a circa 200mila euro ma che, all'ultimo, era sfumato.
Trovato e Palermo sono ritenuti gli "istigatori" del gesto intimidatorio, compiuto materialmente da soggetti non identificati, ai danni dell'Old Wild Café, con l'esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco contro le vetrine, per costringere i proprietari ad avvalersi della protezione di un clan. Operazione non andata comunque a buon fine.



Il lido di Parè bruciato nel 2009

Marco Rusconi, pubblico ufficiale sindaco del comune di Valmadrera, è indagato per "corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio". Dopo infatti una prima promessa di 10mila euro, successivamente ne riceveva 5mila, da Trovato, Palermo, Redaelli e Lilliu affinché, in virtù della sua carica riservasse alla Lido di Paré un "trattamento preferenziale in violazione dei diritti di imparzialità" e compiesse atti di turbativa nella procedura di gara per il "rilascio della concessione comunale sull'area del lido". Attività queste poste in essere fino all'agosto del 2011 e aggravate dal fatto che l'amministrazione interessata era proprio quella dove Rusconi operava in qualità di sindaco.
Stando sempre all'impianto accusatorio Rusconi, Trovato, Palermo, Redaelli, Lilliu con promesse di denaro e collusioni "turbavano la gara e il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando per il rilascio della concessione comunale sull'area del lido" comunicando informazioni riservate e privilegiate sul bando di gara, nonché sui contenuti e sull'offerta da presentare per risultare assegnatari e sulla necessità di sostituire uno dei soci per evitare controlli in materia di antimafia.
Trovato, Palermo e Redaelli avevano inoltre promesso a una donna di Lecco 60mila euro per far compiere "atti contrari ai doveri di ufficio", con un trattamento preferenziale in violazione dei principi di imparzialità, così da cambiare la destinazione urbanistica di un'area.
Crotta Claudio, tramite il consigliere Palermo e Bongarzone che operava da intermediario, prometteva e consegnava 15mila euro per una modifica urbanistica con il relativo stralcio di una strada pubblica prevista su un'area a lui intestata in località Acquate.



Da sinistra Ilda Bocassini, il pubblico ministero Claudio Gittardi, il procuratore capo Edomondo Bruno Liberati

Alessandro Nania, infine, è accusato di avere detenuto e messo in vendita cocaina.
Ai capi contestati a ciascun indagato si aggiungano i sequestri preventivi di quote sociali, 5 autovetture, 17 unità immobiliari, conti correnti, titoli e cassette di sicurezza.
S.V.
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