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Scritto Martedì 15 aprile 2014 alle 16:45

Valmadrera: esercitazione in sostanze pericolose per i Vvf

Compito istituzionale dei Vigili del Fuoco è anche l'intervento in presenza di sostanze pericolose. Tra le specializzazioni previste per il personale operativo, infatti, vi è quella in ambito Nucleare/Biologico/Chimico/Radiologico, denominata con l'acronimo NBCR. Il personale formato per questo particolare tipo di interventi ha le competenze teoriche e pratiche necessarie per affrontare interventi coinvolgenti sostanze pericolose. Appositi finanziamenti sono stati in passato disposti dallo Stato per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che garantisce un'efficace risposta di soccorso per mettere in sicurezza la popolazione e contenere gli effetti di questi possibili incidenti.
Il numero di interventi NBCR che le squadre del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco sono chiamate a svolgere non è cosi frequente come per gli incendi ordinari. Da un lato questo appare tranquillizzante; d'altro canto è evidente quanto sia importante mantenere, in questo particolare settore, un elevato livello operativo con una periodica attività di addestramento teorico e pratico finalizzata all'acquisizione e al mantenimento delle competenze necessarie nella risoluzione di scenari incidentali che coinvolgano sostanze pericolose.


Un'occasione di crescita professionale è costituita dalle esercitazioni che si svolgono presso le aziende a rischio rilevante, ossia quelle realtà produttive che - per tipologia e quantitativi di sostanze pericolose detenute, lavorate o depositate o per la pericolosità dei processi produttivi - rientrano nella cosiddetta "Direttiva Seveso" (D.Lgs. 334/99). Queste aziende sono tenute a predisporre specifiche procedure interne di emergenza finalizzate ad organizzare l'intervento di proprie squadre per affrontare eventuali incidenti che possano accadere in tali stabilimenti.
Inoltre la Prefettura predispone procedure di pianificazione esterna per allertare gli Enti territorialmente competenti (VVF, Comune, forze dell'ordine, etc) a tutela della popolazione circostante allo stabilimento potenzialmente interessata dalle conseguenze incidentali.
Il 28 marzo scorso - appunto - l'azienda Aerosol Service Italiana ha svolto un'esercitazione pratica secondo le procedure del piano di emergenza aziendale, e in occasione della simulazione degli scenari incidentali, ha richiesto anche l'intervento dei Vigili del fuoco. All'interno del perimetro dell'azienda vi è un deposito esterno di gas di petrolio liquefatto (GPL) composto da quattro serbatoi tumulati di grande capacità. Il gas, estremamente infiammabile, è utilizzato come propellente nella produzione di bombolette spray di prodotti cosmetici o farmaceutici. Per questo particolare tipo di applicazione industriale il gas non è odorizzato, e dunque - in caso di dispersione - non è percettibile all'olfatto, come invece accade in ambito domestico quando si verifica una fuga di gas da apparecchi di cottura o di riscaldamento.

Il GPL, che è un gas più pesante dell'aria, quando si disperde tende ad accumularsi verso il basso con pericolo di esplosione soprattutto in locali interrati o in cunicoli o in pozzetti. Nello stabilimento e nel deposito esterno sono installati degli impianti fissi di rilevazione del GPL che, in caso di una dispersione, danno l'allarme e automaticamente bloccano l'erogazione del gas agli impianti produttivi; in caso di fuga di gas si attivano automaticamente anche degli impianti che generano forti getti d'acqua e consentono l'abbattimento di un'eventuale nube di gas o, in caso di incendio, provvedono allo spegnimento delle fiamme e al raffreddamento dei serbatoi.
Nel piano di emergenza dell'azienda è prevista inoltre una ricognizione delle zone interessate dall'eventuale dispersione di gas anche per mezzo di strumenti portatili (esplosimetri) in possesso degli addetti antincendio aziendali.
In occasione di questa esercitazione sono stati previsti due scenari: il primo riguardava la dispersione di GPL nella zona pompe/compressori, nel secondo scenario veniva simulato l'incendio dello stesso gas, a seguito della perdita da un piccolo serbatoio.

L'azienda ha simulato la chiamata di soccorso al numero 112, il nuovo numero unico per l'emergenza, richiedendo l'intervento dei Vigili del fuoco.
In attesa del l'arrivo delle squadre VV.F. è scattato il piano di emergenza aziendale: si è attivata la squadra interna di addetti antincendio, mentre tutti i lavoratori dei reparti si sono ordinatamente riuniti presso il punto di raccolta sicuro all'esterno nello stabilimento.
All'arrivo in posto, le squadre dei Vigili del fuoco - acquisite da un referente aziendale le informazioni necessarie sull'evento (simulato) in atto - hanno assunto il comando delle operazioni di soccorso tecnico urgente, coordinate dal proprio Responsabile delle operazioni di soccorso (ROS) individuato, fin dai primi momenti dell'emergenza, nella figura del più alto in grado presente sul luogo dell'incidente.

I Vigili del fuoco sono intervenuti con circa 25 uomini e con cinque automezzi dedicati all'attività di intervento. Altri vigili erano inoltre dislocati, come osservatori, in alcuni punti all'interno del perimetro aziendale.
La squadra base operante durante questa esercitazione è intervenuta con l'autopompaserbatoio (APS), automezzo munito di mezzi di spegnimento e di riserva idrica ma anche di alcuni dispositivi di protezione individuale (DPI) quali autorespiratori e strumenti portatili di rilevazione.
Le squadre hanno provveduto al controllo delle zone coinvolte dall'ipotetica dispersione con misure effettuate con esplosimetri, hanno diluito con acqua nebulizzata il gas al fine di evitare la formazione di miscele esplosive e hanno contenuto la dispersione di gas con appositi schermi ad acqua.
Nell'esercitazione sono intervenute due squadre, una proveniente dalla sede centrale di Lecco, l'altra proveniente dal vicino distaccamento volontario di Valmadrera, ciascuna con la propria APS.

Inoltre sono intervenute due unità specialistiche:

- l'autofurgone AF/NBCR, un mezzo per il trasporto dei materiali e della strumentazione necessaria per il primo intervento della squadra provinciale NBCR, ai fini di un possibile confinamento.

- L'autofurgone AF/UCL, utilizzato come unità di crisi locale essendo dotato della strumentazione necessaria per il coordinamento in posto degli interventi sia con gli eventuali altri Enti di soccorso (AREU118, forze dell'ordine, etc) che per il raccordo con la sala operativa provinciale VVF.

Nei casi più gravi è disponibile un'altra unità specialistica di livello regionale, un nucleo dotato di strumentazione idonea ad effettuare il travaso di GPL; tuttavia lo scenario simulato nell'addestramento non prevedeva questo tipo di attività.


A scopo di addestramento inoltre presso l'UCL sono state svolte le aggiuntive funzioni di topografia applicata al soccorso (TAS), cioè alcune unità professionalmente competenti hanno elaborato su supporto informatico la geolocalizzazione dell'azienda ed i percorsi stradali delle squadre per un rapido arrivo in posto, tenendo anche conto che - in relazione alla direzione del vento -lo stabilimento poteva essere raggiunto da due diversi ingressi contrapposti.
Inoltre, sempre a scopo di addestramento, ogni caposquadra era stato dotato di un GPS portatile: in questo modo è stato possibile rilevare e georeferenziare le ricognizioni che le unità VF hanno compiuto all'interno del perimetro aziendale nell'area della dispersione di gas, ricostruendo i percorsi effettuati durante le operazioni di bonifica e verificando che tutte le zone fossero state controllate.
Al termine di ogni simulazione si è svolto un incontro di debriefing tra il personale dei VV.F. e il personale aziendale partecipante all'esercitazione per fare le opportune valutazioni.

FOTO CONCESSE DAL COMANDO VIGILI DEL FUOCO DI LECCO

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