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Scritto Mercoledì 23 aprile 2014 alle 23:45

Valmadrera: la maggioranza ripercorre le tappe dell'assegnazione del lido di Paré

Il vicesindaco Raffaella Brioni e l'assessore Emilio Zangari

20 giorni dopo l'arresto del sindaco Marco Rusconi, la questione approda nuovamente in consiglio comunale accompagnata dalle dure critiche dell'opposizione, guidata dal capogruppo Luigi Dell'Oro che ha avanzato la richiesta di rinviare le elezioni cittadine del prossimo 25 Maggio.
Una proposta immediatamente bocciata dalla maggioranza, che ha ancora ribadito il sostegno al suo Sindaco attualmente rinchiuso nel carcere di Opera.
Intanto sono scaduti i 20 giorni previsti dalla legge e le dimissioni presentate da Rusconi non potranno più essere revocate: da lunedì sarà un funzionario prefettizio che prenderà in carica l'amministrazione di Valmadrera fino alle elezioni del mese prossimo.

La giunta

Non poteva chiudersi in modo peggiore l'esperienza amministrativa dell'attuale giunta di Progetto Valmadrera. L'ultimo punto all'ordine del giorno dell'ultimo consiglio comunale ha riguardato infatti la concessione - poi ritirata - del pratone di Parè alla società Lido di Parè s.r.l.
Una società che, secondo i magistrati, dietro ai prestanomeAntonello Redaelli e Saverio Lilliu (successivamente sostituito, in quanto pregiudicato, da Paola Desideria Cirina), sarebbe riconducibile alla famiglia Trovato.
Giuseppe Dell'Oro ha chiesto in particolare alla giunta di illustrare al consiglio tutti i procedimenti, i passaggi e le delibere comunali riguardanti proprio quell'assegnazione.

Alcuni membri della maggioranza

Una richiesta che è stata soddisfatta solo in parte. "La magistratura ha avviato un'indagine coperta da segreto istruttorio e quindi non è possibile prendere in esame le precise circostanze che riguardano Parè, per rispetto all'attività giudiziaria - ha commentato il vicesindaco RaffaellaBrioni - Gli atti per la concessione dell'attività a Parè sono stati inoltre sequestrati dalla Guardia di Finanza".
Come già avvenuto a Lecco in merito questa volta all'operato del consigliere Ernesto Palermo, anche a Valmadrera si è preferito affrontare la vicenda da un punto di vista strettamente politico, evitando invece di entrare nei dettagli giudiziari.
L'amministrazione ha comunque riassunto in breve le tappe di quella intricata vicenda.
Tutto parte tra il 2008 e il 2009 con i 2 incendi dolosi ai danni del chiosco gestito - su concessione del comune di Valmadrera - nella zona affacciata sul lago in frazione a Parè. Episodi cha danno il via alle indagini della DDA di Milano.
Scaduta tale concessione, per la quale non era prevista la proroga, il comune nel 2011 ci riprova: "con delibera del 4 Aprile 2011 la giunta ha espresso un atto di indirizzo di porre in essere la concessione per 4 mesi dal 1° maggio al 1°ottobre dell'area di Parè" ha illustrato l'assessore Emilio Zangari.
Una concessione che, secondo l'ordinanza di custodia cautelare, fa gola alla famiglia Trovato che partecipa, attraverso la fittizia società Lido di Parè srl, alla gara e ne risulta vincitrice. Al secondo posto invece l'unico altro partecipante, la ''Bd Group Srl''che già gestiva il ''Pareo beach'' in precedenza, proprio quando era stato dato per ben due volte alle fiamme.

Il pubblico presente

Secondo le accuse nella vittoria della Lido di Parè avrebbe giocato un ruolo non indifferente lo stesso Sindaco Rusconi, accusato di corruzione e turbativa d'asta, che in cambio dei suoi "favori" avrebbe ricevuto una tangente di 5000 euro.
"Il 29 aprile la commissione di gara ha aggiudicato la concessione alla lido di Parè srl, salvo la verifica dei requisiti di legge" ha continuato Zangari "già in data 5 maggio abbiamo richiesto il casellario giudiziale e i carichi pendenti dei soci,come previsto dalla legge, che ci cono stati consegnati il 18 dello stesso mese".
I primi di giugno la Lido di Parè, che aveva fretta di partire visto l'imminente stagione turistica, presenta il suo progetto definitivo (redatto dall'architetto Invernizzi di Lecco, già consigliere comunale) e segnala l'ingresso in società di Paola Desideria Cirina, in sostituzione del convivente Saverio Lilliu,"accompagnata anch'essa da tutti i documenti necessari (casellario giudiziale e carichi pendenti)".
Poco dopo la Prefettura emana un'informativa anonima per mettere in guardia l'amministrazione della vera compagine della Lido di Parè e lo stesso Marco Rusconi (cui l'informativa lascia discrezionalità) decide di sospendere la concessione alla società, che risponde con un ricorso al Tar di Milano.
"il 5 agosto 2011 la giunta ha proceduto a ritirare la concessione dell'area - ha concluso Zangari - e il 25 settembre 2013 il Tar ha rigettato il ricorso della Lido di Parè srl".
La sentenza del Tar sembrava essere il lieto fine di una brutta storia di ndrangheta, minacce, roghi e presunto denaro sporco. Ma i 10 arresti dello scorso 2 aprile hanno invece riaperto quel libro, e molte pagine sono ancora da scrivere.
P.V.
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