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Scritto Venerdì 25 aprile 2014 alle 16:50

A Barzago 23 comuni del circondario e dell'area oggionese alla 69° festa della 'Liberazione'. Con i sindaci anche Luigi Mauri



Tutti i sindaci che hanno partecipato alla manifestazione

Una ricorrenza all'insegna della memoria, dell'ascolto e della riflessione quella celebrata questa mattina a Barzago dai comuni del casatese e dell'oggionese che, quasi al completo, si sono radunati per la consueta manifestazione intercomunale del 25 aprile, festa nazionale della Liberazione che quest'anno ha raggiunto il 69° anniversario.

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Un'iniziativa davvero sentita che si è aperta alle ore 10 con l'alzabandiera nei pressi del Municipio alla presenza dei sindaci di oltre venti comuni e delle autorità civili e militari, insieme ad associazioni e numerosi cittadini che non hanno voluto mancare.



Come dicevamo, tanti i comuni presenti, rappresentati da sindaci e assessori: Annone Brianza, Barzanò, Bosisio Parini, Bulciago, Casatenovo, Cassago Brianza, Cesana, Civate, Costa Masnaga, Cremella, Dolzago, Ello, Eupilio, Garbagnate Monastero, Missaglia, Molteno, Nibionno, Pusiano, Rogeno, Sirone, Sirtori, Suello e Viganò.





Erano inoltre presenti i rappresentanti dell'Anpi provinciale di Lecco e dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione di Casatenovo e Missaglia, che hanno contribuito all'organizzazione della manifestazione.





Da sinistra il sindaco di Barzago Mario Tentori e Luigi Mauri, partigiano sopravvissuto all'eccidio sulla '342'

Terminata l'alzabandiera, un lungo corteo formato dai gonfaloni di tutti i comuni partecipanti, dai gagliardetti di tutti i gruppi alpini e dai sindaci con la fascia tricolore si è snodato lungo le vie principali del paese. A guidare il "serpentone" c'era il corpo bandistico "Santa Cecilia" di Costa Masnaga, che ha accompagnato con le sue note l'intera mattinata.





Dopo aver attraversato "cima paese", il corteo è giunto sul piazzale della chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, che i partecipanti all'iniziativa hanno subito gremito per la messa. La funzione liturgica è iniziativa alle 10.30 ed è stata celebrata dal parroco don Fabrizio Crotta, che ha salutato tutti i presenti sottolineando come "deve essere sempre lo spirito della Pasqua a guidarci. La Pasqua continua e ci chiama ad aprire il cuore alla speranza, allontanando i peccati di inimicizia e risentimento".





Durante l'omelia, il sacerdote ha ricordato i morti delle grandi guerre e di chi, ancora oggi, perde la propria vita per i valori di libertà e giustizia: "Quando qualcuno si offre completamente senza chiamare vendetta, come hanno fatto i nostri partigiani, muore in modo cristiano" ha detto, richiamandosi poi al valore universale della pace e aggiungendo che "per un cristiano la pace deve essere in nome di Gesù, si acquista e si mantiene a caro prezzo. Annullarsi per amore diventa la chiave per salvarsi dall'odio che distrugge ogni convivenza. Dalle donne che vanno al sepolcro impariamo la pietà che è più forte della paura. La Resurrezione è la risposta stupefacente e incredibile che allontana l'odore di morte".



Infine, don Fabrizio ha ricordato come anche Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, la cui canonizzazione è in programma per questa domenica, hanno vissuto in prima persona il dramma della guerra e del dopoguerra: "Illuminati da queste figure anche noi vogliamo continuare a ripetere i gesti di memoria che oggi stiamo compiendo per non perdere la speranza e nella consapevolezza che la pace esige un sacrificio e che non è possibile solo attraverso gli sforzi umani. All'uomo è consegnato il compito di mantenerla. Che il Signore ci aiuti in questo cammino".





In prima fila, il sindaco Tentori con le autorità militari e i rappresentanti dell'Anpi. Sotto don Fabrizio Crotta



Al termine della messa, il corteo si è ricomposto dirigendosi verso l'aula civica di Via Cantù per il secondo momento della mattinata. Lungo il tragitto, la "sfilata" si è fermata presso il Monumento ai caduti dove il sindaco Mario Tentori ha depositato la corona d'alloro commemorando così i barzaghesi deceduti durante le due guerre mondiali.



La commemorazione al Monumento dei caduti

Il nutrito gruppo ha poi raggiunto l'anfiteatro retrostante l'aula civica, dove si è conclusa la manifestazione. I sindaci e i gonfaloni dei comuni si sono disposti proprio di fronte al numeroso pubblico intervenuto. A prendere la parola è stato l'assessore alla cultura Natale Perego che ha ringraziato tutti i partecipanti, in particolar modo gli alpini, il gruppo Avis di Barzago e gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola elementare "Angelo Pulici" di Barzago accompagnati dalle loro insegnati. Gli studenti hanno riproposto storia della sanguinosa battaglia che si consumò nella notte tra il 26 e 27 aprile 1945 lungo la strada provinciale 342. Testimone ancora vivente di quel drammatico momento è stato Luigi Mauri, novantenne originario di Nibionno e da alcuni anni residente proprio a Barzago.



Sopra il corpo bandistico "Santa Cecilia" di Costa Masnaga



Mauri è stato invitato a sedersi accanto ai ragazzi, che hanno ripercorso l'eccidio partigiano di quella tragica notte. Da Rovagnate fino a Lurago persero la vita ben 40 partigiani della Brigata Puecher, vittime dell'imboscata dei fascisti che stavano scappando da Merate per raggiungere Como e mettersi in salvo. Di Barzago persero la vita Magni Ezio di 22 anni e Valsecchi Luigi di 23. Tre gli uomini che rimasero feriti. A trovare la morte anche molti partigiani di Nibionno, Barzanò, Bulciago, Costa Masnaga, Cremella e Monticello. Luigi Mauri fu uno di quelli che, fatto prigioniero, venne rilasciato ad Anzano del Parco.



Sindaci e pubblico all'anfiteatro dietro l'aula civica



In conclusione della mattinata, il sindaco Mario Tentori ha formulato un breve discorso ringraziando tutti i presenti. Il primo cittadino barzaghese si è riferito in particolare alle giovani donne e ai giovani uomini che sono stati protagonisti della Resistenza. Li ha definiti "giovani che ebbero il coraggio di mettere a repentaglio la propria vita compiendo anche scelte difficili e pericolose, ma dettate da una grande speranza".



Tentori si è poi soffermato sull'oggi, dicendo che "ci sono tanti giovani che si impegnano in politica e nel volontariato, ma tantissimi mancano all'appello. Forse dobbiamo interrogarci - ha aggiunto - su cosa offre la nostra società basata sulla disattenzione. Occorre imparare la lezione del passato per tornare a guardare con speranza al domani, per vedere l'Italia fuori dalla crisi e in grado di rilanciare le proprie qualità". Il sindaco di Barzago ha concluso il suo discorso facendo appello alla responsabilità: "Il mio augurio è che i nostri giovani si assumano una responsabilità difficile e rischiosa, ma l'unica che può donare la speranza di cui tutti abbiamo ancora bisogno".



L'assessore Natale Perego con i ragazzi della scuola "A. Pulici"



Al termine della cerimonia, carica di emozioni, Tentori ha consegnato a Luigi Mauri la bandiera del partigiano e ha omaggiato a nome di tutta la comunità Ierardo Ierardi, capogruppo degli alpini di Barzago, che da sempre collaborano per organizzare iniziative come quella del 25 aprile.



Spazio infine ad un ricco rinfresco preparato dalle volontarie del gruppo barzaghese "Da donna a donna".



Gli omaggi a Luigi Mauri e al capogruppo degli alpini di Barzago, Ierardo Ierardi (a destra)
Simona Alagia
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