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Scritto Domenica 27 aprile 2014 alle 14:44

Cornizzolo: un volontario della Protezione Civile della Croce Verde il primo a rinvenire il corpo senza vita di Piero Serenthà. Il suo racconto

Si è rivelata determinante nelle ricerche di Piero Serenthà, la mattinata di sabato. E' stato un volontario della protezione civile della Croce Verde di Bosisio Parini il primo a rinvenire il corpo senza vita del medico monzese in pensione, scomparso ormai da circa venti giorni.
"Siamo partiti la mattina presto come abbiamo fatto anche nel corso della precedenti giornate in cui ci occupavamo delle ricerche dell'uomo" ha spiegato il giovane volontario del sodalizio bosisiese. Il gruppo era composto da una decina di volontari del gruppo protezione civile, da alcuni cacciatori, da conoscenti e da alcuni atleti del soft air. Nel complesso quindi, si è riusciti a formare uno squadrone di circa 25 persone, che sin dall'inizio si sono interessate al caso decidendo di contribuire attivamente alle operazioni di ricerca.


Il giovane spiega le modalità organizzative che hanno permesso il ritrovamento dell'uomo: "partendo dal rifugio Sec, ci siamo divisi in squadre per setacciare la vallata che guarda verso Canzo. Poi, a loro volta, i gruppi formati si sono suddivisi ulteriormente e ciascuno ha intrapreso un percorso in maniera indipendente, pur restando nell'area che avevamo stabilito di coprire. In questo modo siamo riusciti a analizzare il versante in maniera piuttosto approfondita".
Dapprima hanno seguito il sentiero, poi la scelta di uscire e, infine il ritrovamento del cadavere in una zona poco sopra basilica di San Miro: "mi trovavo in una zona ripida, scoscesa e piena di sterpaglie. Seguendo l'istinto ho scelto di proseguire su quella via. Poi ho iniziato ad intravedere qualcosa di colorato. Mi sono avvicinato sempre più fino a capire che si trattava di un corpo senza vita. Ho immediatamente allertato gli altri componenti della squadra e insieme abbiamo informato i soccorsi".

Piero Serenthà

Piero Serenthà si trovava in posizione prona e indossava i medesimi vestiti del giorno della scomparsa. "Il corpo non era visibile dal sentiero. Occorreva per forza addentrarsi e continuare a camminare" ha aggiunto il volontario.
"Come gruppo protezione civile della Croce Verde ci siamo da subito interessati al disperso e abbiamo organizzato una squadra per poter offrire, insieme agli altri, il nostro contributo. Abbiamo preso a cuore la vicenda e ci siamo subito ostinati a volerlo trovare, senza lasciarci scoraggiare dal trascorrere dei giorni. Grazie a tutti i volontari che durante le operazioni di ricerca hanno battuto più e più volte diversi sentieri, siamo infatti riusciti nel nostro obiettivo, anche se purtroppo la vicenda ha avuto un tragico epilogo" ha sottolineato il volontario, spiegando che sono stati determinanti anche le indicazioni della coppia di fidanzati di Milano che lo avevano visto il giorno della scomparsa nei pressi del sasso del Malascarpa e che oggi hanno indicato ai volontari il punto esatto in cui è avvenuto l'incontro. Purtroppo per il medico, ex primario del S.Anna di Como, non c'era più nulla da fare.
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