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Scritto Martedì 29 aprile 2014 alle 09:05

Leccoonline.com, la nuova sfida del 1° network Provinciale di informazione ''che non ha editore''

Da oggi il network “merateonline”, il primo in provincia di Lecco per anzianità e diffusione, tra i primissimi in Lombardia per i medesimi indici, “sbarca” nel capoluogo. Attraverso la testata storica il network segue da anni la città e il suo hinterland ma le vicende giudiziarie e politiche di cui in queste settimane si sono viste soltanto le punte richiedono spazi adeguati. L’online ha pregi e vantaggi, soprattutto per chi sa stare sulla notizia e ha compreso che la rapidità nell’aggiornarla è una delle chiavi del successo dell’informazione via web ma ha il limite di una “copertina” ridotta e se il portale viene aggiornato continuamente la notizia del mattino, a mezzodì è già oltre la linea bassa dello schermo. Per noi è stato così nel 2007 quando ci rendemmo conto che l’area del casatese e dell’oggionese meritava un portale dedicato. E ora casateonline.it viaggia con i suoi 10mila accessi/giorno, in continua espansione. I dati di merateonline li pubblichiamo periodicamente. Qui sotto diamo la schermata di una settimana di aprile.

Più volte abbiamo invocato i colleghi della carta stampata e dell’online a fare altrettanto secondo i principi di trasparenza ma ancora nessuno ha raccolto l’invito. E una ragione ci sarà! Il lecchese ha una concentrazione di organi d’informazione molto elevata. Vanta un quotidiano e un secondo, regionale, con interessanti pagine dedicate al territorio; un settimanale storico come il Giornale di Lecco e un altro che nonostante abbia ormai vent’anni non ha mai sfondato in termini di diffusione, diverse radio e un numero imprecisato di siti e blog. Insomma un bel mercato dove misurarsi sul terreno della capacità di fare informazione. Più stimolante che andare alla conquista di un’area non presidiata. Per noi, la naturale chiusura di un’operazione editoriale del tutto libera e indipendente, iniziata 14 anni fa. Leccoonline.com segna la definitiva presenza del nostro network in provincia. Con un ruolo da protagonista, fossero anche soltanto i “numeri” a stabilirlo. Un primato incontrovertibile.
 
Ma torniamo alle vicende giudiziarie di cui, dicevamo, sinora abbiamo potuto vedere solo alcuni fotogrammi. Poco più di 500 pagine che compongono la sola ordinanza nota, ma da quel che si vocifera le indagini che si intrecciano per poi snodarsi verso altre direzioni e tornare a incrociarsi nuovamente, riempiono parecchie migliaia di pagine. In esse si rincorrono nomi molto noti della politica non solo lecchese, risalendo nel tempo fino al 2010, quando esplose il “caso Uva” col presunto tentativo di corruzione denunciato da Stefano Galli alla Digos di Lecco. Una vicenda complessa alla quale fece seguito la pubblicazione del libro “Metastasi” di Nuzzi e Antonelli con  diversi capitoli dedicati alla ndrangheta nel lecchese, alle penetrazioni dell’organizzazione criminale nel tessuto economico grazie anche a personaggi della politica chiamati in codice, tra gli altri, “Gamma” e “Alfa”. Una sorta di prequel di quanto è accaduto il mese scorso con l’arresto di dieci persone tra le quali il sindaco uscente di Valmadrera. C’entra qualcosa tutto ciò con l’arresto di Francesco Sorrentino, ex leghista poi passato a Siamo gente comune? Apparentemente no ma resta il fatto che l’odontotecnico sia stato inserito nella lista dei convenzionati con l’azienda ospedaliera della provincia di Lecco potendo così operare al Manzoni e al Mandic. Un filo che lega personaggi del Carroccio fino all’ex assessore Bresciani, sotto inchiesta a Milano. L’inserimento in quella lista fu del tutto casuale o la politica ebbe un ruolo? Che cosa ci riserverà ancora l’inchiesta sugli sprechi dei rimborsi ai partiti regionali che vede coinvolti tre dei nostri ex consiglieri del Pirellone? Ci sono altri elementi delle istituzioni – oltre al coinvolgimento di operatori della Prefettura evidenziati nell’ordinanza dei magistrati Boccassini e Gittardi – che sono finiti sotto la lente degli uomini del Gico? Tante domande, altrettanti spezzoni di una lunga pellicola che forse sarà proiettata già dalle prossime settimane. Regalando ancora forti scosse telluriche a una città che dopo la perdita delle ferriere e il declino delle costruzioni riesce a mantenere una qualche identità soltanto perché è capoluogo di provincia. Ma di una provincia destinata a scomparire.
Claudio Brambilla
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