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Scritto Martedì 29 aprile 2014 alle 18:19

Costa M.: RSI, ultima fermata. Il 30 scade la ''cassa'' e per i lavoratori si apre la mobilità

Una vicenda che si protrae da un paio d'anni sta per giungere al malaugurato epilogo tanto temuto. Stiamo parlando della RSI, ex Costa ferroviaria in liquidazione, storica azienda masnaghese che operava, con oltre cento lavoratori, nel settore del materiale rotabile.

Immagine di un presidio dei dipendenti RSI

Da giovedì 1 maggio, per altro festa dei lavoratori, i dipendenti dell'impresa non avranno nulla da festeggiare, anzi, dovranno scendere all'ultima, triste, fermata loro concessa. La stazione si chiama mobilità, parola che lascia l'amaro in bocca a tutti coloro che in Rsi avevano trovato un posto di lavoro, ma anche a coloro che hanno tentato, invano, di risollevarne le sorti.
Un sentimento di frustrazione misto a dispiacere si fa strada infatti anche nei corridoi istituzionali, a partire dal sindaco di Costa Masnaga Umberto Bonacina, che ha sempre messo anima e corpo in questa vicenda, senza però riuscire a dare un concreto quanto positivo risvolto alla vicenda.
Tuttavia non sembra ancora il tempo di gettare la spugna, come ricorda Enrico Civillini, delegato FiM Cisl, che cerca di portare avanti buoni propositi per dare una speranza ai dipendenti: "stiamo mantenendo i contatti con Regione Lombardia e Trenord perché, in un'ottica di futuro potenziamento dell'azienda ferroviaria, vorremmo si tenesse in considerazione il bacino di lavoratori specializzati presente in questa realtà. Dall'inizio del mese gli operai entreranno in mobilità e stiamo lavorando per arrivare ad una soluzione".


Tuttavia al momento non c'è nulla di concreto e nessun protocollo è stato ufficialmente firmato dalle parti in causa: "stiamo lavorando in questi ultimi giorni che abbiamo a disposizione'' prosegue Civillini. ''In ogni caso con quest'idea non significa che la manodopera possa essere interamente ricollocata, ma quantomeno vorremmo venisse presa in considerazione questa possibilità da parte di Trenord, qualora l'azienda necessitasse di ampliare il numero di risorse specializzate. Qui esistono dei lavoratori altamente qualificati cui attingere".
Piccole speranze cui ci si aggrappa per dare almeno altre possibilità ai lavoratori, visto che sul versante imprenditoriale non si è addivenuti a una soluzione: "il curatore fallimentare, negli ultimi incontri istituzionali ci ha confermato di non aver ricevuto interessi a livello industriale" ha concluso Civillini.
Potrebbe essere ancora presto per mettere la parola fine alla vicenda, anche se con la fine della cassa integrazione cala, per il momento, il sipario.
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Michela Mauri
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