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Scritto Mercoledì 07 maggio 2014 alle 08:26

L'abbraccio (mortale) della politica. Riflessioni sulle imminenti elezioni e il mondo dell'associazionismo

Abbraccio mortale" di M. Vito-Colonna
Da quando l’attività politica non è più stata riservata ad esigue minoranze, ha attinto a piene mani, per rimpinguare le proprie schiere, dal volontariato e dalle associazioni. Tralasciando le motivazioni meno “nobili” che vanno dal mero sfruttamento della notorietà dei rappresentanti, passando per il possibile accaparramento del bacino elettorale, fino al riproporre in Parlamento gruppi di pressione (le lobbies), è innegabile che visto dal lato associazionistico, il problema sussiste in termini di depauperamento delle associazioni medesime.
Oggi poi, sempre più spesso si parla di coinvolgimento in politica della cosiddetta “società civile”, quasi riconoscendo che la prima non lo sia, o non lo sia più. L’associazionismo, quindi, dovrebbe essere orgoglioso di donare nuova e sana linfa per la conduzione della cosa pubblica, a tutti i livelli. Il problema è che poi ci si trova giornalmente sempre di meno a portare avanti i programmi pensati o intrapresi.
Questa realtà, che le associazioni vivono quotidianamente, è accentuata in periodo elettorale, data la cronica penuria di nomi da inserire nelle liste dei vari schieramenti. Anche l’Associazione di cui faccio parte ha vissuto in passato, e rivive oggi, queste situazioni, tanto più che occupandosi di ambiente e territorio tocca argomenti sbandierati da tutte le liste e le forze politiche, soprattutto in campagna elettorale.
Come è noto non esistono a nessun livello delle “lobbies di tutela ambientale”, quindi questo “saccheggio” di menti e braccia, per le possibili amministrazioni, dovrebbe risultare solo positivo. Meglio usare il condizionale, ripetendo il concetto: siamo in campagna elettorale.... quindi ....
Quindi concludendo questo sfogo “donchisciottesco”, vista la diffusione del fenomeno e le argomentazioni addotte, sulla carta assai nobili, non mi resta che augurare a Tutti quelli che consapevolmente saltano il fossato, sia appartenenti alla Mia che alle altre Associazioni operanti sul territorio, quanto meno di restare se stessi, con l’obiettivo massimo di migliorare il contesto in cui vanno ad operare e quello minimo di non essere fagocitati dal medesimo.
Nel frattempo noi, che restiamo (volentieri) nell’associazionismo cercheremo di portare avanti comunque le tematiche che più ci stanno a cuore, cercando di farle interessare a nuove leve, ma l’impresa è così difficile che esserci ancora, domani o dopo, risulta una bella scommessa.
Alfio Sala
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