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Scritto Venerdì 16 maggio 2014 alle 19:09

Antonio Conrater e Idroservice, due storie parallele di politica interpretata in chiave di appartenenza di partito

Daniele Nava
Semmai occorreva una prova che la revoca della delega ai Servizi sociali operata dal presidente della Provincia Daniele Nava ai danni dell'assessore Antonio Conrater è motivata da ragioni politiche e non già da divergenze sull'affidamento dell'attività per i disabili sensoriali a Retesalute essa è giunta col fragoroso silenzio di tutti i sindaci di centrosinistra del meratese, che pure sono soci fondatori dell'Azienda Speciale Consortile. Neppure uno dei primi cittadini del circondario ha sentito il bisogno di intervenire non tanto a difesa di Conrater quanto della scelta, ponderata, di affidare a Retesalute questa importante attività. Se avesse voluto Nava poteva revocare il mandato già a novembre, senza aspettare la fine di aprile quando, guarda che coincidenza, Conrater ha annunciato di candidarsi alle comunali di Merate con Lega e Forza Italia e, in caso di vittoria, di assumere proprio l'assessorato ai servizi sociali. Invece no, non ha detto nulla, neppure in Giunta provinciale per poi accampare la risibile scusa di una scelta non condivisa. Ma da chi? Da lui stesso che ha di fatto già lasciato Villa Locatelli per una comoda poltrona di sottosegretario in Regione, dicono pagata 10mila euro al mese? Ma dai...! In realtà, il dirigente del Nuovo Centro Destra ha voluto colpire la scelta politica dell'ex collega e non ha trovato niente di meglio che tirare in ballo proprio Retesalute, la sola Azienda speciale in provincia ad occuparsi dei servizi alla persona con efficacia e efficienza. Gli altri distretti, infatti, hanno preferito operare con altre modalità certamente meno organizzate. Lo stesso Sindaco di Lecco in più occasioni ha lasciato intendere che l'Asp meratese potrebbe assumere la gestione e l'erogazione diretta o indiretta dei servizi a livello provinciale. A conferma della felice intuizione dei meratesi. Come tante altre. Basti ricordare il grande acquedotto brianteo che soddisfa l'esigenza d'acqua di una sessantina di comuni, ideato e fondato da due brianzoli: Luigi Zappa e Giovanni Maldini. La politica è certamente una brutta bestia quando viene interpretata in chiave partitica. E tanti primi cittadini meratesi stanno dando prova di interpretarla proprio così, a prescindere dagli interessi del territorio, dalle ragioni specifiche e dai personaggi che ne sono coinvolti. Serve una controprova? Facilissimo. Il 19 luglio 2013 Virginio Brivio, sindaco di Lecco, Paolo Strina, sindaco di Osnago e Carlo Signorelli assessore provinciale (Pdl) firmarono un documento congiunto per contrastare le forti critiche all'affidamento diretto del servizio idrico integrato a Idroservice, società di secondo livello, dunque non idonea a ricevere un affidamento diretto. L'evidenza era solare, si andava contro la legge ma Idroservice è controllata da Lario Reti Holding la quale, se ha "in pancia" anche l'acqua pubblica, può, dico può, sostenere la tesi di essere strategica e quindi evitare che i soci ne dismettano la partecipazione, come ha fatto Merate con lungimiranza. Dunque i tre politici scrissero a chiare lettere che: "entro il 30 settembre 2013 l 'assemblea dei soci di Lario Reti Holding dovrà deliberare l'avvio del percorso di uscita di Idroservice dal gruppo e sua trasformazione in società di primo livello partecipata direttamente dai Comuni e entro il 30 giugno 2014 il percorso dovrà essere completato". Testuale. Ebbene niente di tutto ciò è stato fatto. A parte approvare senza il numero legale, da parte dell'assemblea presieduta da Paolo Strina, un aumento tariffario con effetto retroattivo, lo stesso aumento bocciato nel 2012 quando a proporlo fu l'organo di gestione di Idrolario, la società che si occupava, prima di Idroservice, del ciclo idrico integrato. Ora è di tutta evidenza che seguendo un percorso lineare, si doveva concedere l'aumento tariffario a Idrolario per consentire alla società di riequilibrare l'assetto finanziario, evitando così di creare un inutile doppione, Idroservice, al solo scopo di affossare Idrolario e dare ulteriore potere a Lario Reti. Il meratese, poi, aveva tutto l'interesse a mantenere in vita Idrolario avendo partecipazioni più elevate, quindi maggiore capacità di influire sulle scelte di investimento. Ma prevalse la ragione politica, per quanto ne dica l'amico Strina, ed ora eccoci qui, a un mese dal fatidico 30 giugno senza che neppure sia stato avviato il piano di dismissione della partecipazione di LRH in Idroservice per consentire a quest'ultima di essere posseduta direttamente da comuni. E' la politica, bellezza, parafrasando Bogart, e tu non ci puoi fare niente, niente.
Claudio Brambilla
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