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Scritto Lunedì 30 giugno 2014 alle 19:04

Casatenovo, Vismara: dai lavoratori l'ok per proseguire la trattativa. E i termini 'slittano'

I lavoratori Vismara durante il presidio organizzato a inizio mese
Proseguire la trattativa: è quanto hanno stabilito i lavoratori della Vismara di Casatenovo al termine della vivace assemblea tenutasi nei giorni scorsi alla presenza delle sigle sindacali di Cgil e Cisl.
Avanti tutta quindi, nella speranza di riuscire a raggiungere l'obiettivo prefissato: più tutele e garanzie dopo il passaggio alla cooperativa che dovrà assorbire parte dei lavoratori oggi in forze all'azienda.
Il prossimo incontro tra le sigle sindacali e i vertici Vismara è in programma mercoledì 2 luglio.
L'ultimo confronto non ha infatti sortito alcun risultato concreto, con le parti che si sono riaggiornate alla settimana successiva.
Intanto i termini fissati dall'azienda per il passaggio di parte della forza lavoro alla cooperativa sono slittati di due settimane, a metà luglio.
''In discussione ci sono ancora diverse questioni. Innanzitutto il numero dei dipendenti che passeranno alla cooperativa - ha spiegato Massimo Sala di Fai Cgil che con Enzo Mesagna di Flai Cisl sta seguendo la vertenza - e poi i diritti sindacali, le retribuzioni,gli ammortizzatori sociali e in generale i diritti che vogliamo mantenere praticamente inalterati rispetto ad oggi per chi lavora in Vismara''.
Richieste che devono tuttavia conciliarsi con le esigenze dell'azienda casatese, che pare voler mettere tra le priorità la riduzione dei costi di produzione attraverso un taglio netto del costo del personale. La richiesta della Vismara relativa al numero di lavoratori da ''esternalizzare'' era pari a 118 persone sulle 250 presenti attualmente alle dipendenze del salumificio con sede a Cascina S.Anna. Cifra che i sindacati sperano di abbassare di almeno qualche decina d'unità. Di qui dunque la difficoltà nel trovare una soluzione che possa fare convergere gli interessi delle parti.
Al momento i lavoratori hanno deciso di attendere l'esito dell'incontro di mercoledì per valutare se necessario scendere nuovamente in strada con un presidio, come già avvenuto nelle scorse settimane.
Tuttavia i sindacati precisano che ''è ancora proclamato lo stato di agitazione'', per quel che concerne gli straordinari e la flessibilità. E l'adesione da parte dei dipendenti sarebbe pressochè totale.
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