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Scritto Venerdì 11 luglio 2014 alle 09:17

Barzanò: 2 giorni a S.Caterina Valfurva per i ragazzi del CAI

Sabato 5 e domenica 6 il numeroso gruppo di partecipanti al corso di Alpinismo Giovanile dei CAI di Barzanò, Montevecchia e Rovagnate, accompagnati da molti genitori e amici, ha partecipato alla due giorni a Santa Caterina Valfurva.

Le immagini della due giorni a Santa Caterina Valfurva

Dopo la partenza sabato, il gruppo ha raggiunto un parcheggio, da quale è partito accompagnato da una leggera pioggerellina per un'escursione al Pian delle Marmotte, seguendo il sentiero La Romantica, uno dei sentieri più belli e di facile percorribilità presenti sul territorio di Santa Caterina. Dopo un tratto all'ombra delle conifere, i gruppi sono saliti in quota e hanno raggiunto i pascoli e le distese di rododendri in fiore. Dopo aver percorso una serie di tornanti, hanno raggiunto la cima del Dosso Tresero, da dove tutti hanno potuto ammirare la valle sottostante.
Tornati al punto di partenza, si sono diretti al La Benedicta, casa vacanze gestita dalla fondazione COE, dove sono stati divisi in camere. Dopo una doccia veloce, i ragazzi hanno avuto del tempo libero, che hanno riempito giocando a pallavolo e calcio in cortile o a calcetto e ping-pong nella sala giochi. Per gli appassionati di calcio, invece, è stata messa a disposizione una TV per assistere alla partita dei quarti Argentina-Belgio.


Dopo una cena con pasta al sugo, arrosto, patatine fritte e formaggio, i partecipanti sono stati invitati a una messa, celebrata da don Luca. Successivamente, nella sala giochi, gli accompagnatori hanno illustrato ai ragazzi l'itinerario basato sulla Grande Guerra di domenica. Alle 23 i partecipanti al corso si sono diretti nelle stanze e hanno iniziato i vari riti: chi bussava alle camere altrui, chi cercava disperatamente il pigiama nella borsa e chi, ovviamente, lottava con i cuscini.
La mattina, sveglia alle 7.30, colazione con cioccolata, tè, latte, caffè, pane, fette biscottate, marmellate, miele, corn-flakes e yogurt, distribuzione del sacchetto con il pranzo e partenza per la gita. Arrivati in auto al rifugio Ghiacciaio dei Forni, i ragazzi divisi in gruppi hanno visitato il Museo dei Forni, rifugio che negli anni della Prima Guerra Mondiale fu adibito a caserma e che ora ospita reperti ritrovati sulle montagne circostanti, ad esempio scarponi, sci, proiettili di cannoni, fornelletti e utensili vari.


Dopo un sentiero che si snodava in salita, i partecipanti hanno raggiunto la cima di un dosso, da dove hanno iniziato la discesa verso il rifugio Cesare Branca seguendo le trincee (purtroppo mal conservate rispetto ai musei all'aperto visti in Trentino...) e osservando il filo spinato arrotolato sui versanti del monte. Al rifugio, pausa pranzo e partenza seguendo le indicazioni per i ponti tibetani, che sono stati superati con facilità da tutti.
Le caratteristiche delle rocce che accompagnavano il percorso sono state spiegate abilmente dalla nostra amica Chiara, accompagnatrice e studentessa di geologia.
A metà del percorso di ritorno, alcuni ragazzi hanno potuto slittare con le mantelle su un piccolo nevaio ancora conservato nonostante il caldo di luglio.


Dopo aver attraversato tutta la valle, ricca di piante fiorite che coloravano l'ambiente, i partecipanti al corso hanno raggiunto il punto di partenza della mattina, dal quale hanno fatto ritorno a casa.
Alla fine del Corso di Alpinismo (manca solo la castagnata finale il 12 ottobre al San Genesio) gli accompagnatori sono molto soddisfatti e sono certi di poter riproporre anche l'anno prossimo l'iniziativa. Anche i partecipanti sono stati contenti delle gite effettuate e si danno appuntamento anche il 6 e il 7 settembre per l'attendamento regionale, oltre alla castagnata di fine corso, sperando di consolidare le nuove amicizie fatte durante le escursioni.


''Ringraziamo tutti i volontari che hanno reso possibile questa bella avventura, perché senza il loro impegno ed il loro entusiasmo nulla si sarebbe fatto. L'augurio è che per l'anno prossimo il gruppo di accompagnatori si possa consolidare ed ingrandire così da poter proporre un corso ancora più bello e ricco di quello appena concluso''
hanno affermato i soci del CAI.
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