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Scritto Giovedì 24 luglio 2014 alle 22:12

Acqua pubblica: casatese-oggionese nell'angolo, il confronto è tra Lecco e Merate. Massironi ha la golden share di Idrolario

Il percorso indicato da Provincia e Conferenza dei sindaci dell'Ato per l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato dovrebbe essere chiaro. Una partita lampo da chiudere in due mosse, integrando le due aziende in gioco, attraverso la cessione del ramo idrico di Idrolario in Idroservice, per fare di quest'ultima una società di primo livello, dotata di controllo analogo e svincolata dalla holding. Semplice (almeno a detta di chi questo piano l'ha ideato) e lineare. Peccato che nella curiosa sfida di definizione del nuovo gestore idrico le mosse sembrino procedere non soltanto su due binari autonomi ma anche a due velocità.

Se infatti il piano di cessione del ramo idrico da Idrolario a Idroservice procede a pieno ritmo nella sua folle corsa, al punto che non è mancato chi (Merate) ha fatto presente che sarebbe il caso di "andarci piano", viceversa nel processo di fuoriuscita di Idroservice da Lario Reti Holding vige l'immobilismo: non vi è lo straccio di una data/indicazione/piano, come se non ci fosse proprio l'intenzione di trasformare Idroservice in una società di primo livello.
Che Lario Reti del resto sia riluttante a farsi soffiare da sotto il naso un servizio strategico quale quello idrico non è una novità, così come l'interesse dei comuni lecchesi, che proprio dalla holding incassano cospicui dividendi, di mantenerne lo status di società strategica. 

                                                                                      Andrea Massironi,
                                                                                                                   sindaco di Merate


Ma di fronte alle mani alzate di chi ha sempre negato di remare a favore di Lario Reti, sembrerebbe esserci qualche segnale contrario: non soltanto concretamente il piano di fuoriuscita è ancora tutto da scrivere (e secondo voci ben informate come minimo fino alla fine dell'anno gli assetti societari resteranno quelli che sono), ma nel corso dell'ultima conferenza dei sindaci dell'Ato il sindaco di Lecco Virginio Brivio ha richiamato tra le righe le direttive (2014/23/UE; 2014/24/UE e 2014/25/UE) approvate dal parlamento europeo nel mese di febbraio relative a settori speciali (tra cui l'idrico), concessioni e appalti pubblici che aprirebbero la strada ad "altri modelli organizzativi che includono la partecipazione indiretta (vale a dire in assenza di controllo analogo ndr.) e la possibilità che una società pubblica sia in house anche se partecipata da una società finanziaria", in barba agli esiti referendari e con buona pace di chi, tacciato di faziosità, aveva indicato da tempo proprio questo come l'obiettivo finale.

Sul fronte della cessione del ramo idrico di Idrolario, viceversa, come dicevamo non vengono lesinati piani e consulenze. Non ci fosse stato l'alt di Merate il piano di cessione illustrato dallo studio Interconsulting sarebbe infatti stato approvato già mercoledì sera in sede di assemblea dei soci di Lario Reti Holding. Andrea Massironi invece ha rallentato il percorso chiedendo un rinvio dell'approvazione a settembre in modo da poter analizzare puntualmente il programma, il dettaglio delle cessioni e soprattutto i dati. Il piano redatto da Interconsulting individuerebbe infatti quali elementi di cessione le immobilizzazioni materiali (come anagrafica e cartografia) e materiali (serbatoi, pozzi, impianti, reti, misuratori, sorgenti e autoveicoli) relative esclusivamente agli anni 2013 e 2014, i crediti commerciali dal 2012 al 2014, le disponibilità liquide, nonché TFR e tutti i debiti nei confronti del personale e degli istituti previdenziali e i fondi rischi per un valore totale assestato a quasi 36 mila euro - e oggetto di specifica perizia che determinerà il prezzo di compravendita - che verrebbero scomputati dai debiti di Idrolario nei confronti di Idroservice. Tutte le immobilizzazioni materiali e immateriali antecedenti al 2013 resterebbero invece in capo a Idrolario che manterrebbe lo status di semplice patrimoniale.

Ma qui già ci sarebbe qualcosa che non torna per il comune di Merate, che ha battuto i piedi soprattutto su due punti: "Innanzitutto riteniamo opportuno che una perizia venga fatta non soltanto dall'acquirente ma anche dal venditore" ha precisato Andrea Massironi, che non si è fermato qui. Si ricorderà infatti che tra le argomentazioni più gettonate per giustificare la necessità del riassetto societario vi era infatti anche l'obbligo di ricomporre quella dicotomia societaria imposta da Regione Lombardia e successivamente bocciata dalla Corte Costituzionale. Peccato che al termine di questo tortuoso e non del tutto indolore piano di riassetti Idrolario resti ancora in vita con il ruolo di patrimoniale.

 

"E' una situazione di fatto fuori legge" il commento di Massironi. "La scissione imposta da Regione Lombardia è stata cassata e noi oggi ci troviamo a ripristinare questa situazione. Abbiamo sempre ribadito che la strada migliore sarebbe stata quella di un affidamento a Idrolario, ma data la situazione attuale ci chiediamo che senso abbia mantenere in piedi un'azienda sprovvista del ramo aziendale".
Critiche che non potranno passare sotto silenzio anche semplicemente per una ragione: nella partita Merate è la regina. La cessione del ramo aziendale dovrà infatti ottenere il via libera dei soci sia di Lario Reti che di Idrolario.

Ma in quest'ultimo caso sarà necessaria la maggioranza qualificata (vale a dire i quattro quinti delle quote azionarie) e Merate con la sua Golden Share potrebbe mettersi di traverso. Un rischio di cui è ben consapevole il sindaco di Lecco Virginio Brivio, che ha fatto un richiamo al senso di responsabilità: "Ogni settimana è preziosa, confido che l'approvazione del piano di cessione avvenga quanto prima".


Ma da parte di Merate non manca la cautela: "Irresponsabile non è chi oggi vuole vederci chiaro ma chi questa situazione l'ha creata" il commento di Massironi. "Ma non ha senso tornare al passato quanto guardare al presente. Prima di fare qualunque passo abbiamo intenzione di valutare. Merate non ha intenzione di utilizzare la sua Golden Share per fare un dispetto a nessuno bensì di utilizzarla in maniera costruttiva partendo da quella che purtroppo è la situazione attuale".

Marta Mazzolari
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