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Scritto Sabato 09 agosto 2014 alle 15:34

Barzanò: qualche precisazione sulle iniziative organizzate in paese, in particolare sul festival Appetiti, in risposta a Edoardo Colzani

Paola Pioppi
Caro Edoardo,
senza entrare nel merito delle critiche che rivolgi all'operato dell'attuale amministrazione comunale, spiace dover constatare la banalità e il qualunquismo con cui vengono etichettate le iniziative pubbliche messe in campo negli ultimi anni. Per quanto mi riguarda, mi riferisco in particolare al progetto di cui sono responsabile, "Appetiti", che viene implicitamente trascinato sul generico carro delle "feste della salamella": definizione peraltro irrispettosa nei confronti di chiunque, a qualunque livello, abbia dedicato tempo e impegno per fare qualcosa a beneficio della collettività.
In ogni caso, forse giova evidenziare una serie di aspetti non esclusivamente ludici connessi all'organizzazione delle due edizioni di questo festival, voluto e sostenuto dall'Amministrazione Comunale di Barzanò.

 

Anch'io andrò per punti:

- L'iniziativa è stata pensata, progettata e realizzata per accrescere la cultura alimentare. Quindi non per mangiare la salamella del caso, ma per insegnare a mangiare e a innalzarne la qualità. Ogni singolo evento si basa su questo criterio, e consente a chi vi partecipa di avere in cambio un patrimonio di conoscenza e consapevolezza che va ad arricchire il proprio quotidiano. Sono stati fatti gratuitamente corsi di cucina la cui partecipazione, in qualsiasi altro posto, comporta l'esborso di denaro. Sono stati coinvolti professionisti del settore, scrittori che pubblicano con case editrici nazionali (Feltrinelli, De Agostini, Salani solo per citarne alcuni), organizzati incontri di approfondimento su tematiche utili ad accrescere un aspetto del quotidiano con il quale, inevitabilmente, tutti noi siamo chiamati a confrontarci più volte al giorno. Il patrimonio che ne deriva, entra nelle case e nelle famiglie, e ci rimane a lungo.

- Questa stessa iniziativa, ha coinvolto oltre 40 commercianti di una realtà locale come Barzanò, diventando collettore di quasi tutta la rete commerciale, unita in un progetto comune. Una sinergia che non si era mai vista in precedenza, e che ora costituisce una base che potrà essere utilizzata per iniziative future a favore del commercio, in uno dei momenti più difficili dal punto di vista economico. Gli esercenti hanno ottenuto visibilità, ospitato nuovi e potenziali clienti, ma la loro partecipazione al festival si è anche concretizzata in incassi e guadagni tutt'altro che trascurabili, come avvenuto durante la Notte Bianca.

- Quanto alla capacità di un'amministrazione pubblica di dimostrare "ingegnosità nel reperire fondi", vorrei ricordare che da più parti, negli ultimi anni, anche a livello istituzionale e ministeriale, il settore del volontariato è stato indicato come la vera attuale risorsa a disposizione del comparto pubblico, a fronte delle progressive difficoltà finanziarie. L'invito a incentivare questo patrimonio viene ripetuto ogni giorno, e coinvolge non solo il settore culturale, ma anche quello sociale, ecologico e ogni possibile area di intervento in cui il senso civico di ogni singolo cittadino possa contribuire ad arricchire, o almeno a non impoverire, la cosa pubblica. Mi ci metto anch'io, come membro della Commissione Cultura, che ho interpretato questo incarico esattamente con questa valenza. Non come una diminuzio finalizzata a inventare improbabili feste per trovarmi un'occupazione nel tempo libero. Credo che la capacità di un'amministrazione di trovare al suo interno risorse, coinvolgerle e valorizzarle per il bene collettivo, stia sullo stesso piano della capacità di reperire denaro, e che meriti un grande rispetto.

Un saluto,

Paola Pioppi
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