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Scritto Lunedì 11 agosto 2014 alle 23:00

Casatenovo: mensa più cara e orari diversi. Continua a far discutere l’accordo ''Vismara''

Un'immagine del salumificio Vismara nei giorni di presidio della forza lavoro
Aumenta il costo del contributo mensa e cambiano gli orari di lavoro, strutturati su turni differenti a seconda del reparto.
Sarebbero alcune delle condizioni mutate rispetto al precedente inquadramento contrattuale, per i dipendenti Vismara ''esternalizzati'' dallo scorso lunedì 4 agosto alla cooperativa Time service.
L'accordo siglato a fine luglio ridefinirebbe anche l'indennità di disagio legata alla condizione dei lavoratori in ambienti disagevoli e sancisce altresì la mobilità interna e la flessibilità in caso di bisogno.
Insomma, una vera e propria riorganizzazione interna e dei rapporti tra i lavoratori dell'azienda e gli ex, ''affittati'' nel frattempo alla cooperativa.
L'esito della trattativa alla quale hanno partecipato l'azienda che fa capo al gruppo Ferrarini, le sigle sindacali Flai Cgil e Fai Cisl e gli esponenti di Confindustria come noto, prevede l'affitto del ramo d'azienda, quello della logistica, con i suoi 83 lavoratori scelti tra i reparti di confezionamento e spedizione. Un contratto di affitto della durata di due anni, prorogabile alla scadenza per il medesimo periodo, con la forza lavoro che manterrà pressochè le stesse garanzie in termini di stipendio e ammortizzatori sociali, seppur con un contratto differente, quello della cooperazione alimentare, con le clausole citate sopra. Non cambia però la sede di lavoro, che continuerà ad essere quella di Via S.Anna 5 a Casatenovo.
Un passaggio, quello da azienda a cooperativa, che tuttavia non cessa di far discutere e non solo i lavoratori coinvolti.
Molte le critiche che stanno accompagnando questa fase, che ha fatto emergere altresì uno scontro tra sigle sindacali. Non sono infatti mancate parole di disappunto nei confronti dell'accordo firmato, da parte degli esponenti dell'USB, mentre Tore Rossi, ex referente Cgil, che in passato si era occupato delle vicende sindacali connesse all'azienda casatese, sul finire del mese di luglio aveva scritto di suo pugno una missiva, invitando tutti i soggetti interessati a non siglare l'accordo, ritenendolo oltretutto non in linea con quanto previsto dall'accordo di programma stretto ormai diversi anni fa con il comune per il trasferimento dell'azienda a Cascina S.Anna.
A suo modo di vedere infatti, con la nuova situazione venutasi a creare verrebbero meno le garanzie occupazionali promesse da Ferrarini in seno all'accordo trovato con Comune, Provincia e Regione nell'ambito della delocalizzazione dello stabilimento.
L'amministrazione comunale di Casatenovo dal canto suo afferma di aver agito nella massima trasparenza, ''ricercando il confronto con tutte le parti interessate. Nella consapevolezza di una trattativa delicata, anche negli ultimi mesi sono stati frequenti gli incontri e i contatti con i sindacati dei lavoratori, cui va il nostro apprezzamento per l'impegno profuso, nel rispetto dovuto alla loro autonomia'' ha affermato il sindaco Filippo Galbiati, spiegando di aver interpellato in merito il collegio di vigilanza, titolato ad esprimersi in casi di controversie legate appunto all'accordo di programma. Un organismo ''sovrano in materia'' e che, come ha precisato il primo cittadino ''è stato debitamente informato sulla questione''.
Proprio per quel che concerne l'accordo di programma, Galbiati ha inoltre precisato che esso ''definisce il quadro d'insieme; il Programma integrato d'intervento deve ancora essere adottato dal consiglio comunale entro la data di scadenza dell'accordo stesso, prevista il 31 gennaio 2015. La successiva convenzione urbanistica dovrà definire i relativi impegni economici delle parti".
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