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Scritto Lunedì 01 settembre 2014 alle 22:02

Casatenovo: è scaduta la ''cassa'' per i 24 ex lavoratori ''Galbusera'', rimasti senza lavoro

E' calato il sipario sui 24 lavoratori della Galbusera Formaggi di Casatenovo. Con lo scadere dell'ultimo atto della cassa integrazione in deroga, avvenuto nella giornata di ieri dopo l'ennesima proroga decisa a giugno, da quest'oggi gli ormai ex dipendenti dell'azienda di Via S.Michele Arcangelo sono senza un'occupazione. Non possono nemmeno contare sulla mobilità, trattandosi di una realtà aziendale con meno di cinquanta lavoratori.

Gli ormai ex lavoratori Galbusera in presidio questa mattina fuori dall'azienda

Per questo motivo stamani, una nutrita rappresentanza degli ex dipendenti Galbusera si è riunita in presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. Insieme ai lavoratori c'erano i rappresentanti sindacali: Fabrizio Bonfanti, delegato Uiltucs Uil e Stefania Sorrentino e Alessio Lobosco di Filcams Cgil, che hanno seguito da vicino la delicata vicenda negli ultimi mesi.
''Il presidio durerà tutta la settimana'' ha spiegato Bonfanti. ''Queste persone, dopo una vita spesa in azienda si trovano oggi senza occupazione. Si tratta di uomini e donne del territorio, che nella maggioranza dei casi lavoravano da anni, anzi, da decenni per Galbusera e che oggi, vista l'età e le condizioni economiche, difficilmente riusciranno a trovare nel breve periodo una nuova collocazione''.
Una situazione non solo occupazionale, ma anche sociale, allarmante per i lavoratori e le loro famiglie, quasi tutti residenti a Casatenovo e nei comuni limitrofi.

Da sinistra i delegati sindacali Fabrizio Bonfanti (Uil), Stefania Sorrentino e Alessio Lobosco (Cgil)

Come noto la società casatese, reduce da un recente trasferimento dalla storica sede di Valaperta alla più moderna struttura di Cassina de' Bracchi, si trova in una condizione di difficoltà da mesi ormai, tanto che nell'estate 2013 era stata siglata la cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti in forze alla società, tra il comparto della produzione del burro e quello commerciale. L'ammortizzatore sociale è stato prorogato per tre volte, sino alla scadenza, avvenuta nella giornata di ieri.
E i problemi non sono finiti qui, dal momento che a causa della complessa burocrazia degli enti coinvolti (Regione e Ministero), gli ormai ex dipendenti dell'azienda casatese attendono diverse mensilità di cassa integrazione che non sono ancora stati corrisposti. ''Non percepiamo più nulla dallo scorso dicembre'' ci hanno confermato stamani i lavoratori durante il presidio. ''Per alcuni di noi far quadrare i conti alla fine del mese è diventato quasi impossibile''
Intanto l'attività della Galbusera Formaggi prosegue; nelle scorse settimane infatti, si è costituita una new-co nella quale sono confluiti una decina di lavoratori, precedentemente occupati nel settore del commercio. Ad essa è stato affittato un ramo d'azienda.


Per la restante forza lavoro invece, quella occupata nella produzione del burro (operai e impiegati), non si sono trovate alternative e allo scadere della cassa, come temevano lavoratori e sindacalisti, sull'attività è calato il sipario.
''Vogliamo rimarcare quello che secondo il nostro parere è stato un atteggiamento di assoluta mancanza di comunicazione da parte dell'azienda rispetto a quanto stava accadendo'' hanno detto in coro i lavoratori, mentre Stefania Sorrentino, delegata Cgil, ha posto l'accento su quella che a suo avviso è stata la scarsa innovazione messa in campo da Galbusera contro la crisi. ''Probabilmente in un momento difficile anche per questo settore bisognava cambiare strategia, investire maggiormente sull'innovazione nella vendita e cercare nuovi canali per quel che concerne la clientela. Anche l'investimento nella realizzazione di una sede moderna come questa potrebbe avere inciso in un momento di difficoltà, già segnato dal calo del lavoro'' ha commentato la sindacalista.
I lavoratori resteranno in presidio davanti all'azienda per tutta la settimana; nel frattempo attendono risposte in merito ad alcuni temi importanti, quali la corresponsione del TFR e delle ferie arretrate, argomenti rimasti al momento in sospeso.
Un segnale forte che attraverso la loro presenza costante vogliono lanciare agli ormai ex titolari e all'intero territorio, colpito da una crisi senza precedenti.
G.C.
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