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Scritto Lunedì 08 settembre 2014 alle 09:47

L’Assemblea dei sindaci accenna i temi RMN e Inrca. Un passo in avanti  dopo anni di silenzio. Ma c’è ben altro da fare

La conferma di Adele Gatti alla guida dell'Assemblea distrettuale dei sindaci del meratese rinnova quel mai considerato conflitto di interesse che esiste indubitabilmente tra un presidente di un organismo che "tratta" abitualmente con l'Asl e un dipendente della medesima Azienda Sanitaria Locale. I colleghi della sindaca di Airuno hanno liquidato la questione con una battuta del sempiterno Origo di Verderio: tenga il tono di voce più basso onde evitare rischi acustici all'uditorio. Non c'è di che stupirsi: il livello attuale della politica comunale è mediocre e non va oltre la quadratura del bilancio attraverso la fiscalità locale, azionando cioè le leve di Tasi, Tari, Imu, addizionale irpef e così via. Al più, come ha sostenuto il sindaco di Viganò, ci si occupa del sociale, ovvero della crescente richiesta di aiuto da parte di soggetti fragili o colpiti da nuove povertà. Un quadro davvero di basso profilo che cozzerà violentemente contro i caposaldi del nuovo servizio socio-sanitario regionale, semmai la Giunta Maroni riuscirà ad approvare il "libro bianco". In tal caso i retroguardisti dovranno rincorrere il nuovo modello. O farsi da parte. Renato Ghezzi, ad esempio, dovrà spiegare perché ha sempre ostacolato la riorganizzazione dell'Inrca di Casatenovo ostinandosi a difendere un'acuzie in un ospedale del tutto privo di servizi emergenziali. Da anni sosteniamo la tesi che quel presidio potrebbe diventare una sorta di "ospedale di comunità", una struttura intermedia al servizio del territorio dotata di un pronto intervento e una guardia medica attiva sulle 24 ore. Ma no, secondo Ghezzi così si impoverisce un'area. Ma di che cosa? Quando mai i casatesi utilizzano l'Inrca se non per un prelievo di sangue, alcuni dei quali finiscono analizzati a Merate o una radiografia? Al contrario disporre nel territorio di un pronto intervento sanitario cui rivolgersi giorno e notte sì, sarebbe di grande utilità per tutti i residenti nel circondario. Dall'Inrca alla Risonanza Magnetica la musica non cambia. Fa sorridere l'accenno - che pure rispetto al consueto silenzio è già un grosso passo in avanti - della signora Gatti alle esigenze del Mandic, a cominciare appunto dalla RMN. Ma ci dica la presidente dei sindaci del meratese quante volte è andata a Lecco a battere i pugni sul tavolo del direttore generale dell'Asl, casualmente anche suo datore di lavoro, nei trascorsi anni alla guida dell'organismo. Ce lo dica. Dai risultati diremmo mai una volta. E se si esclude Ambrogio Sala, il solo sempre "sul pezzo" non ci risultano altri interventi sul tema. Accennare oggi alla necessità di dotare il Mandic di una RMN, sull'onda della campagna di stampa, sa tanto di piaggeria. E così per l'avanzamento dei lavori. In realtà il piano dedicato alla Pneumologia è praticamente pronto. Ma è di là da venire, nonostante se ne parli da una decina d'anni il trasferimento dell'acuzie Inrca a Merate. Eppure potrebbe essere una questione di facile soluzione: basta negoziare il contratto che oggi l'Asl ha con l'Inrca per la componente acuti e "girarlo" all'Azienda Ospedaliera lecchese che certo ne trarrebbe maggior vantaggio non dovendo destinare una parte delle risorse a pagare la direzione generale di Ancona, ove ha sede l'Istituto di ricerca scientifica, oppure mantenere il contratto in capo all'Inrca che può gestire l'attività all'interno del San Leopoldo Mandic. Ma no invece, perché alcuni sindaci del casatese capeggiati da Ghezzi non vogliono privarsi del presidio di via Monteregio. Con l'acuzie al Mandic è possibile aumentare la dotazione letti per la lungodegenza e attivare un posto di primo intervento. Una soluzione di evidente utilità per pazienti e medici. Osteggiata però da ambizioni e carrierismi personali e da una sorda incapacità di immaginare una diversa organizzazione sanitaria per il distretto. Adele Gatti, al di là dei proclami di insediamento, ha una tabella di marcia rispetto a questi due grandi temi - RMN e Inrca - oppure vuole solo verificare il cronoprogramma dei lavori dell'Azienda ospedaliera? In altre parole ha intenzione di confrontarsi e/o scontrarsi con l'Asl oppure gira al largo come ha fatto durante il precedente mandato?


P.S. Non ce ne vogliano ma non comprendiamo il silenzio dei dirigenti medici del San Leopoldo Mandic sulla questione RMN. L'ospedale di Merate vanta professionisti di elevata qualità la cui voce varrebbe cento articoli di giornale. Invece tutti tacciono. Non è ora di prendere posizione pubblica?

Claudio Brambilla
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