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Scritto Martedì 23 settembre 2014 alle 18:11

In ricordo di Eluana e di quella notte quando Zamperini trasformò il dramma in folklore

Oggi a Lecco, in Basilica, si celebrerà una messa in ricordo di Eluana Englaro. A promuoverla un gruppo di amici e cittadini estranei a ogni connotazione politica e ideologica, desiderosi solo di esprimere, con una preghiera, la loro attenzione ad una ragazza segnata da un destino crudele e divenuta suo malgrado un simbolo. Al netto della dimensione cristiana e intima, il rito anche richiama sul filo della cronaca la performance del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Giacomo Zamperini. L'aitante, imponente e barricadero giovanotto, fondamentalista della difesa della vita, si guadagnò titoloni su stampa e tv per essersi gettato contro l'ambulanza incaricata di trasportare Eluana in Friuli per interrompere il suo calvario. Come dire il dramma trasformato in folklore, genere con il quale lo Zamperini va a nozze e che caratterizza ogni sua pubblica esternazione. A me, che non ho nulla da spartire con quella storia, fa pena assistere a una deriva di una destra che a Lecco ha vissuto stagioni dignitose e battagliere. Ricordo come raffinato, colto e pungente collega in consiglio comunale l'avvocato Nino Somasca, espressione di quel Movimento Sociale che sarebbe poi approdato ad Alleanza Nazionale. Un percorso che vide alla ribalta giovani appassionati come l'ex deputato Alberto Arrighi o il giovanissimo Giuseppe Mambretti che aveva la politica nel sangue e fiutava l'aria da combattimento. E poi Daniele Nava, altro alfiere che ha incarnato lo spirito della destra sino a scandirne la metamorfosi, capace di trasformare un partito dai piccoli numeri in una forza che ha toccato il dieci per cento.
Per tacere della destra liberale, quella di Lodovico Dubini, di Piero Fiocchi, di Roberto Rusconi, che sulla scia di Giovanni Malagodi offrirono a Lecco il contributo di un conservatorismo illuminato.
Anche il più severo e tenace oppositore della destra non può non rammaricarsi della china zamperiniana e dello slancio, scambiato per passione, che mette in tutte le sue manifestazioni. Un gigante dai piedi d'argilla, che ai tempi del suo impatto con l'ambulanza fece temere per l'incolumità. Dell'ambulanza.
Marco Calvetti
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