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Scritto Venerdì 03 ottobre 2014 alle 07:48

''Guerra per l’acqua pubblica'': l’estrema sinistra pronta a aprire il servizio ai privati

Atti straordinari che vengono fatti passare per ordinari, obblighi di legge tralasciati come se non fossero vincolanti e pareri del collegio sindacale considerati non più autorevoli di quanto potrebbe esserlo un consiglio della nonna. Sembrerebbero situazioni al limite della verosimiglianza, se non fosse che, nell'intricato percorso di affidamento del servizio idrico integrato lecchese certi episodi non sono del tutto nuovi.


Era infatti già successo in occasione dell'approvazione del bilancio 2012 di Idrolario, quando i sindaci dei comuni soci avevano approvato l'inserimento retroattivo dell'aumento tariffario a un bilancio in rosso divenuto così magicamente in attivo nonostante il parere contrario del CdA e del collegio sindacale.
Un copione simile è andato in scena questa sera, nella riunione societaria chiamata a deliberare la cessione del ramo idrico di Idrolario a Idroservice. Un atto volto infatti a mutare lo statuto sociale di azienda dovrebbe infatti essere per definizione un atto "straordinario" e in quanto tale, per legge, sono previsti alcuni paletti: la presenza di una maggioranza qualificata (pari ai quattro quinti delle quote), un previo passaggio dell'oggetto di delibera nei consigli comunali di tutti i comuni soci e, non da ultimo, una convocazione dell'assemblea con un preavviso di 30 giorni.


Di queste condizioni, salvo la presenza dell'82,87% del capitale sociale, non c'era nulla: nessun comune ha portato la delibera in consiglio e la convocazione non ha rispettato i 30 giorni di preavviso. Inevitabile quindi il parere del Collegio sindacale che ha messo in guardia i sindaci sull'impossibilità di approvare la delibera di cessione del ramo idrico in quanto passibile di essere inficiata sin dall'inizio e proprio in un momento in cui la Corte dei Conti sta avviando una approfondita attività istruttoria. Nonostante la proposta di rinvio avanzata da Cernusco Lombardone con l'appoggio di Merate, Oggiono e Ello (pari al 32% delle quote) la maggioranza dell'assemblea (50,49%) ha deciso di procedere comunque alla votazione (astenuti Olginate, Malgrate e Dolzago pari al 4,39%), appoggiando così la linea sostenuta dall'amministratore unico Lelio Cavallier secondo cui la cessione del ramo d'azienda sarebbe "un atto dovuto e non di natura straordinaria in quanto conseguente alle deliberazioni dei soci del febbraio e dicembre scorsi e della convenzione sottoscritta da Idrolario".

Roberto Ferrari, sindaco di Oggiono, e Elena Zambetti sindaco di Ello

Una forzatura che è stato un ulteriore motivo che ha spinto il comune di Merate (detentore di circa il 24% delle quote), già scettico in merito alla decisione di conferire il ramo idrico a Idroservice nonostante quest'ultima tuttora non abbia perfezionato la propria uscita dalla holding non avendo perciò i requisiti per un affidamento in house, a mettersi di traverso facendo valere la sua golden share. Con il voto contrario del 28,69% delle quote (Merate, Cernusco, Oggiono e Ello) e i 54,23% di favorevoli (astenuti Olginate e Dolzago pari al 2,36%) è quindi venuta meno la maggioranza qualificata. Secondo la normativa questo vorrebbe dire una sola cosa: delibera bocciata, niente cessione.
Ma ecco che il sindaco di Mandello Riccardo Mariani chiede una "verifica da parte di un legale" sull'effettivo carattere straordinario dell'oggetto di delibera. Se la cessione infatti fosse ritenuta un "atto obbligato" la maggioranza richiesta sarebbe semplice e l'esito del voto sarebbe magicamente ribaltato.

Al sinistra Lelio Cavallier, al centro il presidente del collegio sindacale Giovanni Perego


Un tentativo di forzatura che non è stato l'unico. Se Idrolario decide di bocciare la cessione del ramo idrico, l'identico oggetto di delibera all'ordine del giorno dell'assemblea di Lario Reti Holding tenutosi pochi minuti dopo avrebbe dovuto venire meno. Ma ecco che lo stesso Mariani propone all'assemblea di approvare la delibera in attesa dell'espressione del parere legale. Detto, fatto. La cessione del ramo idrico di Idrolario (bocciata da Idrolario) viene approvata da Lario Reti con i soli voti contrari di Oggiono, Ello, Pescate e Oggiono. Assente Merate che da Lario Reti Holding ha chiesto di recedere nel rispetto della normativa vigente.
Marta Mazzolari
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