Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 242.662.999
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 28 ottobre 2014 alle 19:00

Acqua: Merate propone la fusione trai Idrolario e Idroservice. Ma Lecco e l’hinterland dicono di no. Il 3 l’assemblea dell’Ato

Foto di repertorio di un'assemblea Ato

  1. IL PROGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO - PROPOSTA DEL COMUNE DI MERATE
  2. IL COMUNICATO DEI COMUNI DI VALMADRERA, LECCO, MANDELLO, GARLATE E GALBIATE
  3. LA REPLICA DEL ''CITTADINO'' REMO VALSECCHI

Il confronto su quale modello adottare per l'affidamento del servizio idrico integrato (acqua potabile, fognature, depurazioni ecc.) è giunto all'apice e le due "squadre" in campo attendono il 3 novembre, data di convocazione della Conferenza dei sindaci dell'ambito territoriale ottimale (ATO), per decidere quale strada percorrere, se quella intrapresa dalla stragrande maggioranza dei comuni in questi mesi o la nuova, resa nota dal sindaco di Merate su un documento di 15 cartelle fatte pervenire a tutti i primi cittadini della provincia coinvolti nella disputa.

Virginio Brivio e Vittorio Proserpio

La posizione del sindaco di Lecco Virginio Brivio e del capo di Lario Reti Holding, Vittorio Proserpio, è nota: eliminati i Consigli di Amministrazione delle società idriche sostituiti da un amministratore unico il servizio acqua è stato affidato in via transitoria il 1° gennaio 2013 a Idroservice Srl società controllata al 100% da Lario Reti. Un affidamento senza gara, proprio come senza gara, due anni prima, era stato affidato da Idrolario il servizio di riscossione bollette e manutenzione ordinaria, per quasi 12 milioni l'anno, alla Holding, nata nel 2007 dalla fusione delle quattro società che gestivano l'acqua nel lecchese, Ciab, Rio Torto, Acel e la meratese Ecosystem. Secondo i sindaci lecchesi riuniti attorno a Brivio, con in testa l'ex Pci Conti, scatenato sindaco di Garlate e l'esponente di SEL Mariani di Mandello (che fino a pochi mesi fa però militava nella squadra avversaria) il servizio va confermato in capo a Idroservice in via definitiva. L'altra società, Idrolario, indebitata non per caso come ben sanno i suoi soci, dovrebbe secondo il piano Brivio-Proserpio cedere il ramo d'azienda in cambio della cancellazione dei debiti verso Idroservice. Operazione tuttavia discutibile in quanto gli impianti non sono beni disponibili quindi la loro valutazione può essere anche pari a zero. Comunque, così facendo, il servizio idrico sarebbe affidato a una società non direttamente controllata dai suoi soci, una società cosiddetta di secondo livello, priva del controllo analogo. Nel corso dell'assemblea dell'ATO del 3 novembre è assai probabile che l'avvocato invitato spiegherà che secondo indicazioni europee questi servizi possono essere affidati anche a società di secondo livello ma ciò elide con la normativa nazionale e, soprattutto, è in netto contrasto con la delibera del Consiglio provinciale del 28 ottobre 2013 che fissava il passaggio di Idroservice da Lario Reti ai comuni soci entro il 30 giugno 2014. Nulla però è stato fatto e nemmeno avviato. E' evidente la volontà del gruppo di comando di ignorare la delibera provinciale.

Andrea Massironi

La nuova proposta sul tappeto, come si diceva, è stata trasmessa dal comune di Merate a tutti i soci la scorsa settimana. E' composta da una quindicina di pagine con tabelle, confronti e proiezioni e poggia sulla semplice fusione delle due società Idrolario e Idroservice, dopo che quest'ultima avrà il controllo analogo. Operazione che può essere perfezionata in un paio di mesi. Con la fusione si neutralizzano debiti e crediti incrociati mediante compensazione e, successivamente il controllo societario sarà ricalcolato sulla base del numero degli abitanti dei comuni soci. Un'operazione lineare, che richiede pochi mesi e pochissime spese. E che certamente va nella direzione di ottemperare al dispositivo di legge e alla delibera provinciale.

Ma la proposta di Andrea Massironi è stata bocciata con eccezionale tempismo dai sindaci del nocciolo duro lecchese, che in realtà ha il proprio quartier generale a Valmadrera, dove ha sede anche Lario Reti. Quattro sindaci, Garlate, Galbiate, Lecco e Mandello e l'assessore delegato di Valmadrera, l'esterno ex senatore Rusconi hanno stroncato la proposta ritenendo che generi solo perdite di tempo nel processo di riordino del settore idrico e di denaro per la Holding. In realtà corre voce che lo stesso sindaco di Lecco non sia del tutto convinto di proseguire sulla strada intrapresa e non avrebbe nulla contro a discutere la proposta di Merate. Ma la sua firma in calce al documento che pubblichiamo integralmente assieme alla progetto di fusione e alla replica di Remo Valsecchi, esperto di aziende pubbliche, ha posto fine a queste indiscrezioni.

Remo Valsecchi

Il "cittadino" Valsecchi, membro del Comitato acqua pubblica lecchese ha inviato una lunga lettera ai giornali contro-osservando il documento dei cinque amministratori lecchesi. Una lettera dai toni eccezionalmente duri che rivela come lo scontro anziché tecnico sia stato portato sul piano squisitamente politico con il Partito Democratico intenzionato a mantenere saldamente il controllo della Holding e, quindi del servizio idrico, puntando anzi a portare sotto l'ombrello di Lario Reti anche Silea, la società che si occupa di smaltimento rifiuti. Una multiutility di diverse centinaia di milioni di fatturato e centinaia di dipendenti, un centro di potere davvero formidabile.

Ai lettori interessati offriamo tutti i documenti nella versione integrale affinché chi ne abbia voglia possa formarsi più precisamente l'idea. I meratesi al momento hanno pochi alleati, Cernusco, Oggiono e Ello, ma nel casatese si sta sgretolando il muro e si fa breccia questa ipotesi. Anche perché Lario Reti distribuisce sostanziosi dividendi ai comuni lecchesi e briciole alla Brianza. Ma, soprattutto, c'è l'assoluta necessità di chiudere la partita, rimettere in campo un Consiglio di Amministratore, una struttura dirigenziale e un incarico lungo almeno vent'anni per riavviare gli investimenti in reti idriche - oggi tanti tronchi sono autentici colabrodo - impianti di depurazione (ancora una volta è solo la Brianza che ne è dotata da tempo con le strutture del Toffo e di Lomagna mentre il lecchese ne è sprovvisto) e tronchi fognari.

C.B.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco