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Scritto Domenica 02 novembre 2014 alle 00:39

L’on.Fragomeli (PD)propone che le società pubbliche svolgano attività commerciale, così l'acqua può essere ''privatizzata''

Nella disputa dell'acqua si inserisce anche questo nuovo capitolo che vede protagonista Gian mario Fragomeli, ex sindaco di Cassago brianza e oggi deputato del PD. Fragomeli, funzionario pubblico quando non era parlamentare, chiede con un emendamento al decreto legge "Sblocca Italia" che gli affidamenti in house, ossia diretti di servizi pubblici essenziali non sia esclusivo appannaggio delle società di primo livello, quelle cioè costituite dai comuni soci che beneficiano del servizio, ma anche di secondo e di terzo livello. In pratica Fragomeli, fedele al Partito che lo ha gratificato senza particolari meriti di un impiego da 15mila euro netti al mese, corre a sostenere la campagna del PD lecchese che continua imperterrito a difendere l'affidamento del servizio idrico integrato a Idroservice, società di secondo livello perchè controllata al 100% da Lario Reti holding anzichè da Idrolario Srl che invece è una società di primo livello. Ora che la normativa nel decreto legge è chiarissima l'ex sindaco di Cassago ha tentato disperatamente di emendare la norma per consentire gestioni d'impresa, ossia commerciali che prevedono come tali la concorrenza. Ma l'acqua è un bene universale, la società di gestione non produce utili ma risorse per investimenti e per contenere le tariffe. Una società di secondo o terzo livello finisce inevitabilmente per essere influenzata dalle politiche della capogruppo o della holding, perdendo così l'essenzialità del suo servizio. Una battaglia, questa che dovrebbe essere della sinistra e che invece vede sulle barricate in difesa del principio che l'acqua è un bene pubblico, esponenti del centrodestra e della Lega. In realtà qualcosa si muove anche a sinistra.
La lettera qui sotto è di Salvatore Krassowski, vice sindaco di Cernusco, esponente di sinistra, da sempre in campo nella battaglia dell'acqua. A lui il merito di aver "scovato" nei resoconti parlamentari la "furbata" di Fragomeli, cammuffata dalla preoccupazione che l'Italia subisca penali per infrazione a principi giurisprudenziali europei.

(per visualizzare l'emendamento presentato alla Camera CLICCA QUI)

Salvatore Krassowski e Gian Mario Fragomeli
Egregio  direttore,

l’On. Fragomeli, oggi deputato della Repubblica Italiana e già Sindaco, eletto nella lista del partito democratico, ha recentemente  inviato una lettera a tutti i Sindaci lecchesi per tranquillizzarli circa le sorti del Sistema Idrico Integrato  lecchese in mano attualmente e precariamente alla società Idroservice di cui è socio unico Lario Reti Holding e di cui è amministratore unico l’ingegnere Proserpio (alla faccia del controllo analogo). Cari Sindaci, in sostanza sembra dire l’Onorevole, continuate su questa strada che io sono vigile e attento affinché il parlamento  non approvi qualche norma che possa ulteriormente ostacolare il percorso lecchese “saldamente in mano Pubblica” e pronto aggiungo io a essere dato in pasto alle grandi multiutility.

Di cosa si tratta. Abbiamo appreso tutti del contenuto dell’ordinanza della sezione di controllo della Corte dei Conti che l’attuale sistema di gestione del  SII lecchese è in forte odore di illegittimità. Ma è proprio vero che tutti i guai  non vengono da soli, ovviamente per l’Onorevole, per il Sindaco di Lecco, per l’amministratore unico di LRH, in pratica per il partito democratico lecchese. La Camera dei Deputati il 30 ottobre converte con la fiducia il decreto legge “Sblocca Italia“, rinominato a causa di molte norme che possono compromettere il nostro ambiente e per delineare un percorso di vera opposizione “sporca Italia”. Il passaggio definitivo al Senato entro l’11 novembre pena la sua decadenza, ma figuriamoci se ciò possa accadere.

Spunta una nuova norma che stabilisce che l’affidamento diretto deve essere di primo anzi direi di primissimo livello, si prevede  infatti la partecipazione esclusiva e diretta degli Enti locali nel soggetto a cui è affidata la gestione del SII.

L’onorevole Fragomeli si premura e presenta un ordine del giorno di indirizzo, che non viene nemmeno messo in votazione, alla Camera (ci sono migliaia ordini del giorno approvati che restano lettera morta figuriamoci quelli non votati) con cui il Governo italiano è impegnato ad adottare gli opportuni interventi  normativi al fine di consentire l’adeguamento della normativa italiana a quella europea in materia di concorrenza e ammissibilità degli affidamenti in house.

Sostiene inoltre l’onorevole in un passaggio di detto ordine del giorno che:

“secondo la giurisprudenza europea, il modello operativo in house non deve costituire il mezzo per consentire alle autorità pubbliche di svolgere, mediante la costituzione di apposite società, attività di impresa in violazione delle regole concorrenziali, che richiedono che venga garantito il principio del pari trattamento tra imprese pubbliche e private (articolo 345 TFUE);" .

“L’esclusione delle società partecipate di secondo o terzo livello dalla gestione dei servizi idrici integrati appare contraria alla logica di . una maggiore apertura e concorrenzialità del sistema”

Che strano, proprio quello che sancisce la nuova norma introdotta. E’ esattamente funzionale ad impedire alle società pubbliche di svolgere attività d'impresa.    

Fragomeli, chiedendone la modifica, vuole che le società pubbliche svolgano attività d'impresa, quindi commerciale.

 

Ogni ulteriore commento appare superfluo .

                                                                                                                           Salvatore Krassowski cittadino
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