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Scritto Martedì 04 novembre 2014 alle 16:36

Acqua: l'assemblea Ato apre la porta alla proposta di Merate Solo Marco Canzi (Olgiate) scatenato in difesa di Idroservice

Nell'intricato quadro dell'affidamento del servizio idrico integrato numerose sono state le scadenze fissate dal cronoprogramma, purtroppo puntualmente disattese.
Una data invece è stata fissata e rispettata, quella annunciata dal comune di Merate che aveva promesso una proposta alternativa entro il 31 ottobre, puntualmente messa sul tavolo. Una scelta non facile quella di Andrea Massironi, che come noto si è messo di traverso alla cessione del ramo idrico di Idrolario, e presa praticamente in solitaria, che tuttavia sembrerebbe cominciare a far breccia nell'Ato lecchese proprio nel momento in cui l'iter di affidamento a Idroservice comincia a traballare sotto i colpi giuridici da un lato e gli approfondimenti in corso da parte della Corte dei Conti dall'altro.

 

Roberto Ferrari
A spalleggiare il comune di Merate ancora una volta Salvatore Krassowski, vice sindaco di Cernusco Lombardone, Roberto Ferrari di Oggiono (ora ufficialmente tra i membri dell'Ufficio d'Ambito), tra i pochi comuni che hanno sempre condiviso le battaglie di Robbiani prima e Massironi poi, insieme al comune di Ello.
Ma segnali di apertura sembrerebbero essere giunti anche dal casatese, per bocca del sindaco di Sirtori Davide Maggioni (collega di Paolo Negri, anche lui ora membro dell'ufficio d'ambito) che ha preso la parola a nome della conferenza dei sindaci del casatese.
"Il casatese chiede di trovare una soluzione condivisa e serena. Il tavolo tecnico valuterà la proposta alternativa di Merate con uno sguardo alla normativa di oggi che è diversa rispetto a un anno fa al fine di arrivare il prima possibile all'affidamento definitivo. La delibera provinciale aveva dato tempistiche molto stringenti che forse non tenevano conto anche del rinnovo di numerose amministrazioni comunali. Riteniamo inoltre grave che sia stato trovato un accordo poi disatteso dagli amministratori stessi. Mi auguro una serietà nuova, al di là delle scelte ideologiche per arrivare all'affidamento. Qualunque sia la società che gestirà il servizio è necessario che abbia un controllo proporzionale al numero di abitanti: l'acqua non è una battaglia a risiko tra chi ha più quote ma un servizio essenziale".

Parole che, pur nella critica, hanno aperto qualche spiraglio e alle quali ha fatto eco anche il sindaco di Barzago Mario Tentori: "Non nutro pregiudizi nei confronti della nuova proposta anzi, ho molte aspettative sul lavoro del comitato tecnico. Se la nuova soluzione sta in piedi io sarò favorevole altrimenti dovrà essere modificata o si tornerà alla strada precedente. Ho fiducia e credo che alla fine si arriverà a una decisione convinta".

L'assessore Marco Canzi di Olgiate

Ma non sono mancate voci in contrasto al comune di Merate. Più pacato rispetto al solito, Giuseppe Conti di Garlate che tuttavia dopo aver assistito per mesi alla non ottemperanza da parte di Lario Reti della delibera provinciale improvvisamente si è riscoperto ligio al rispetto delle tempistiche: "Gli obiettivi principali sono garantire il servizio a tutti i cittadini al minor prezzo possibile, facendo partire gli investimenti e evitando di lasciare società con debiti milionari. Non possiamo sopportare un nuovo affidamento provvisorio pertanto qualunque soluzione venga prospettata deve essere pronta entro il 31 dicembre".
Ma il più agguerrito è stato Marco Canzi di Olgiate Molgora. L'assessore olgiatese, dopo aver: criticato "il pervicace tentativo del legislatore nazionale di voler legiferare nel settore idrico" plaudendo alla normativa comunitaria che "guarda al risultato"; additato la distinzione del controllo analogo di primo e secondo livello come una "fisima"; ricordato che "in Italia attualmente vi è solo un affidamento conforme a tutta la normativa, mentre tre quarti delle gestioni non rispettano nemmeno il decreto ambiente, e alcune regioni nemmeno hanno gli Ato" e che pertanto "la situazione di Lecco è decisamente migliore se si considera il contesto", ha quindi ribadito la propria contrarietà alla soluzione proposta da Merate chiedendo di proseguire nell'affidamento a Idroservice anche bypassando il problema del controllo analogo o, in alternativa, di dar vita a una nuova società, la famosa "Newco" prospettata tempo addietro e poi bocciata: "Un anno e mezzo fa si è partiti a discutere su come dovesse essere fatto l'affidamento. Si è individuato un modello ideale che poi si è dovuto calare nella realtà. Da lì è nata la proposta di affidamento a Idroservice, che attualmente è ancora valida, che teneva conto di due elementi: il dato normativo sulla forma di controllo e la necessità di risorse. Un anno e mezzo fa infatti non c'erano le condizioni economiche finanziarie pertanto si è dato l'affidamento a un soggetto (Idroservice) coperto dall'ombrello di Lario Reti dicendo: quando la società starà in piedi finanziariamente la scorporiamo. Oggi per finanziare il sistema idrico servono almeno 50 milioni di euro (20 anticipati in questi anni di gestione provvisoria e 30 per gli investimenti dei prossimi anni). Risorse non ce ne sono. Se si vuole proseguire a tutti i costi sulla linea di principio che la società deve essere dotata di controllo analogo adesso allora piuttosto si dia vita a un'altra società. Si faccia una Newco e verosimilmente se ne riparla tra cinque anni. A me personalmente qualche problema lo crea ma se secondo l'assemblea come dicevo è preminente il controllo analogo e subito lo si faccia ma non prendendo i soldi di colui (Lario Reti) al quale continuiamo a scagliarci contro".

Elena Zambetti

Considerazioni quelle dell'olgiatese che hanno visto la replica tanto di Massironi che è stato tranchant ("Una volta ottenuto l'affidamento ventennale la società sarà perfettamente in grado di accedere al credito: 44 milioni di fatturato garantiranno porte spalancate in qualunque istituto di credito. In aggiunta a questo il servizio starà perfettamente in piedi con la sola tariffa") quanto di Roberto Ferrari di Oggiono: "La risposta al perché il legislatore italiano mostri pervicacia nel voler inserire paletti ulteriori mi pare chiara, quella di garantire il rispetto del dettato referendario. Io mi chiedo piuttosto perché vi sia una pervicacia tra gli amministratori di questa provincia nel voler cercare una strada alternativa alla società di primo livello. Il percorso compiuto nell'ultimo anno era legato alla volontà di affidare il servizio a una società anche se non ne aveva i requisiti purché nel frattempo li ottenesse. La relazione dell'advisor ha mostrato come questi obblighi siano stati in toto disattesi quindi mi ri-chiedo: c'era la volontà di arrivare a una società di primo livello o non era piuttosto un cavallo di troia per arrivare a un obiettivo diverso?".
Marta Mazzolari
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