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Scritto Lunedì 01 dicembre 2014 alle 09:07

Rubrica natalizia: 1 dicembre 2014

1 DICEMBRE 2014

Lo scorso anno con l'intenzione di ritrovarmi ancora con voi, cari lettori, conclusi la rubrica natalizia con questa filastrocca:

Non avrò doni da portare
ma tante storie da raccontare...

Ecco allora che ricominciamo la nostra avventura con l'Avvento che è ormai una abitudine e di sicuro mi stavate aspettando. Come ricorderete, l'Avvento col rito ambrosiano comincia il 16 di novembre, ma noi, per consuetudine iniziamo la rubrica dal primo di dicembre.
Devo ammettere che è laborioso cercare le notizie sul Natale che poi riporto tra queste pagine; da anni mi piace raccogliere poesie e racconti e devo confessare che le mie scorte si stanno esaurendo. Conto anche sul vostro contributo, se qualcuno vuole partecipare; potete inviare racconti, poesie, ricette natalizie, usanze, oppure fotografie che rappresentino il periodo festivo.
Potete inviarle direttamente alla redazione, oppure alla mia e-mail: ramamoon@inwind.it, saranno vagliate e inserite in uno dei giorni contemplati per questo Avvento.

Per iniziare il cammino dell'Avvento, entriamo nello "spirito bambino", cerchiamo di calarci ancora in quei panni che ci piacevano tanto, in attesa della cometa e della nascita di Gesù.
Questo per i credenti, ma i bambini sono bambini in ogni fede religiosa e quando c'è da festeggiare, non si preoccupano di nessuna etichetta. In fondo si tratta di un sano divertimento, imparare un percorso che magari non si conosceva. Tappa a tappa arriviamo al Natale che è diventata una festa consumistica, è vero, ma che ha ancora, per alcuni, la sua magia spirituale. Perciò oggi cominciamo parlando dell'anima; per alcuni non esiste, per altri è una cosa astratta, eppure una ricerca scientifica l'ha attestata a qualcosa che sta nel corpo fino al momento di esalare l'ultimo respiro e che la differenza tra il prima e il dopo sono circa 21 grammi.
Stabilita dalla scienza questa verità, qualcuno ancora si chiede: ma insomma, c'è o non c'è l'anima?
Mentre questo atroce dubbio ci attanaglia, ecco un articolo recuperato da un giornale telematico Uqbar Love, curato da Paolo Mario Buttiglieri di Fiorenzuola d'Arda (PC)


VIVERE COME UN'ANIMA di Shaktidevi

Da quando si nasce ogni giorno che passa è un continuo imparare la vita, e l'anima si nutre di questo.
Ogni persona, ci aiuta a capire e a farci un'idea di chi siamo e così il nostro carattere si forma e si modifica in base a ciò che ci viene detto e alle esperienze che il destino ci manda.
Ci portiamo dentro un bagaglio di problemi irrisolti che poi li riscontriamo consciamente o meno in tante nostre abitudini e manie.
C'è chi ha la mania per l'ordine e la pulizia in modo ossessivo, e chi invece è l'opposto e non gli importa di apparire ben curato anzi è trasandato e così anche l'abitazione in cui vive è trascurata.
C'è chi è modesto mentre un altro è superbo.
Chi è narcisista e non sa di esserlo e chi invece non si rende conto di essere umile e semplice.
Tutte le persone che incontriamo ci osservano e ci giudicano senza sapere la storia personale di ognuno.
Tutto questo lo sappiamo, eppure si continua a giudicare e inveire contro l'altro.
Si finisce così per sentirsi non amati e non accettati senza renderci conto che per primi non amiamo e non accettiamo.
Marilena da bambina era l'unica femmina, oltre sua madre, aveva infatti ben quattro fratelli.
Gli ultimi due erano gemelli e quando sono nati lei aveva ormai dodici anni. Per loro è stata una piccola mammina. Mentre con i primi due fratelli erano vicini di età. Marilena unica femmina e primogenita era trattata da femminuccia e quindi le erano proibite diverse cose che solo i maschi potevano avere. E così ha incominciato ad essere gelosa dei suoi fratelli. Si sentiva inferiore a loro e di questo ne soffriva e così è stato anche crescendo. C'erano cose che non le erano concesse, come ad esempio l'auto, aveva fatto la patente ma non poteva avere la macchina mentre il fratello, di due anni più giovane, subito dopo la patente aveva avuto l'auto. Questo proprio non lo digeriva e guardava gli uomini con uno stato di invidia. Sentiva che avevano potere mentre le donne erano esseri inferiori.
Cos'era diventata Marilena con gli anni? Era diventata una donna selettiva, aveva le sue idee e non si faceva distrarre da nulla e da nessuno. Le cose che le piacevano in genere non le condivideva con nessuno. Amava farsi tutto da sé. Le piaceva andare al mercato da sola, in compagnia si sentiva a disagio. Le piaceva leggere in solitudine, leggere in compagnia era per lei motivo di distrazione. Le piaceva passeggiare ma non con troppe persone attorno perché la cosa che più le piaceva era l'intimità e per sentirsi accettata aveva bisogno dell'attenzione dell'altra persona.
Marilena era una persona schiva e timidissima che prima di concedere la sua fiducia aveva un bisogno profondo di sentirsi accettata, aveva bisogno di sentirsi in sintonia con l'altro altrimenti tutto per lei era superficiale e tutto quel che aveva dentro lo teneva per sé.
Com'è difficile conoscere una persona, entrare nel suo animo ed apprezzare ogni suo intimo sentimento come quando si entra in un salone pieno di quadri e li si ammira e li si contempla.
Ma per accettare una persona senza giudicarla bisogna anche essere forti, ci possono, infatti, essere delle reazione negative negli altri che a noi potrebbero ferirci. E questa è un'altra cosa che dobbiamo imparare: ogni volta che una persona si scontra con noi è perché lei per prima ha una ferita dentro che le fa molto male.

E questo è il succo di questa storia, imparare a riconoscere nell'altro i propri difetti e i problemi che ci portiamo appresso. Di solito suggerisco alle persone di considerare l'altro, quello che non sopportano, come uno specchio. Lì, in quell'immagine, si riflette ciò che non piace di noi stessi.
Autoanalisi, un po' di tolleranza e comprensione e il gioco è fatto! Si può voler bene al mondo intero!

Proseguo con una ricetta di biscotti. San Martino è appena passato; in questo strano anno dai climi incomprensibili, è passato in sordina. Non c'era ancora freddo da dover tagliare un mantello in due e così siamo arrivati a dicembre ancora piuttosto miti.
Ecco come fare i "Biscotti di San Martino":

Ingredienti: 500 gr di farina bianca, 150 gr di strutto freschissimo, 150 gr. di zucchero, 50 gr di lievito di birra, 20 gr di semi di anice, 1 cucchiaino di cannella in polvere, poco burro per la placca del forno o un foglio di carta forno.
Sciogliere il lievito con poca acqua tiepida e un pizzico di zucchero. Fare la fontana nella spianatoia con la farina e lo zucchero, i semi di anice e la cannella. Aggiungere il lievito sciolto e lo strutto freddo di frigo. Impastare unendo poca acqua tiepida e ottenere un impasto piuttosto sodo. Lavorare per 10 minuti poi ottenere dei cilindri grossi come un dito, tagliarli di circa 8 cm l'uno. Sistemarli sulla placca del forno lasciando spazio tra loro; coprirli con un panno pulito e lasciarli lievitare circa 45 minuti. Accendere il forno a 170° per 10 minuti. Infornare e abbassare a 160°, per 25 minuti, finché non avranno un colore dorato.

Concludo questo primo giorno dei nostri appuntamenti con una romanza scritta da San Giovanni della Croce contemporaneo di Santa Teresa d'Avila. Nato nel 1542, morì non ancora cinquantenne, con Santa Teresa diede avvio alla riforma carmelitana. Questa romanza fa parte di una raccolta di dieci dedicate "a lo divino" e per ben iniziare con la poesia, parliamo di Annunciazione.


San Juan de la Cruz, Romanza VIII

Convocò allora un Arcangelo,
Gabriele si chiamava,
A una Vergine inviandolo,
che Maria nome portava,

pel consenso della quale
il Mistero si compì,
onde fu che Trinità
di carne il Verbo rivestì.

Eran tre a compiere l'opera,
ma uno solo l'attuava:
e nel ventre di Maria,
ecco, il Verbo s'incarnava.

Colui ch'ebbe solo Padre,
anche Madre s'era dato,
non però al pari d'ogni altro
il qual d'uom sia generato,

ché dai visceri di quella
egli carne s'indossava:
e pertanto di Dio Figlio
e dell'uomo si chiamava.

E per quest'oggi vi lascio e ci diamo appuntamento per domani, buona giornata!

Rubrica a cura di Franca Oberti
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