Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 248.175.918
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Martedì 02 dicembre 2014 alle 09:19

Rubrica natalizia: 2 dicembre

Eccoci qua ancora con San Juan de la Cruz, del quale vi propongo la romanza successiva a quella di ieri, questa ha un suo titolo e ci riporta già alla nascita del Salvatore.

San Juan de la Cruz, romanza IX "Del Nascimiento"

Poi che il tempo era compiuto

in cui nascere doveva,

fuor dal talamo sortendo

quale sposo si faceva,


Abbracciato con la sposa

che in sue braccia lo reggeva,

e la Madre sua graziosa

nel presepe lo poneva,


tra una coppia d'animali

che per caso là si stavano:

melodie gli angeli, e canti

gli uomini intonavano,


festeggiando il maritaggio

che tra i due si celebrava;

epperò Dio nel presepe

si doleva e lagrimava.


Tali i vezzi onde la sposa

per le nozze s'adornava:

mutamento alla cui vista

già la Madre trepidava.


Poiché il pianto in Dio dell'uomo,

l'allegria della creatura,

era antitesi all'essenza

della lor propria natura.


Per il cristianesimo il medioevo fu un periodo oscuro e funesto; traspare dalle parole di San Giovanni della Croce il tormento futuro del figlio di Dio che ancora sta tra le braccia di Maria.

Ora, per fortuna, l'approccio al cristianesimo non è più così tragico, ma più consapevole che la croce è un passaggio, non una punizione o una condanna ingiusta; "la detestata soglia che evitar non s'impetra", l'unica certezza della vita che riscatta dal vivere in modo sconsiderato e incapaci di ritenere la vita un dono. Alcuni la respingono, altri l'abbracciano, la giusta via è quella di essere consapevoli che c'è e con questo spirito vivere il presente.

Di seguito un racconto sull'asino, uno degli animali del presepe, ritenuto a torto di second'ordine, in questo racconto, recuperato dai tanti giornali e calendari di Frate Indovino, dimostra una fervida intelligenza.


L'ASINO NEL POZZO (da Frate Indovino)


Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne. L'asino ragliò per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi. Finalmente, il contadino prese una decisione crudele: l'asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla, il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva la pena

sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo.

Al contrario, chiamò i suoi vicini, perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino. Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro il pozzo.

L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Il contadino guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide. Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscire trottando.

Nella vita ti sarà buttata addosso molta terra, ogni tipo di terra. Principalmente se sarai dentro un pozzo. Il segreto per uscire dal pozzo consiste semplicemente nello scuoterti di dosso la terra che avrai ricevuto e nel salirci sopra.


E questo racconto sia di lezione per le tante cattiverie che talvolta ci sentiamo gettare addosso.


Concludo questa giornata con una ricetta: i Brigidini, sfogliate dolci in onore di Santa Brigida. Da poco è passato San Colombano, si è concluso il giubileo e nel 2015 cominceranno i festeggiamenti per il suo 1400esimo passaggio in Italia, conclusosi a Bobbio (PC) con la sua morte dopo un anno che aveva fondato l'Abbazia, nella quale tuttora si può visitare il sarcofago con le sue spoglie. San Colombano sarà nominato patrono d'Europa con Santa Brigida, San Benedetto, Santi Cirillo e Metodio, Santa Caterina da Siena e forse altri meno noti.

Ecco la ricetta, buona giornata:


Ingredienti: 1 tazza di farina per torte 00 (250 gr), 2/3 di tazza di zucchero (100 gr), 3 uova, 1 cucchiaio di semi di anice, 1 pizzico di sale, 1 pizzico di estratto di vaniglia, uno stampo per brigidino o un ferro con piatti piani (suggerisco un piccolo mestolo e una padella da crèpes rovente.

Preparazione: versare le uova in una ciotola e lavorarle fino a quando non assumono un aspetto spumoso. Unire quindi lo zucchero e l'anice e mescolare ancora, aggiungendo, man mano, la farina setacciata, il sale e la vaniglia. Si dovrà ottenere un composto omogeneo e liscio. Riscaldare lo stampo apposito per la cottura dei brigidini (o in alternativa i piatti molto caldi) e versare un cucchiaio di composto su uno di essi, unire l'altro piatto bollente e aspettare finché il brigidino sia pronto, dovrà risultare croccante.

Buon appetito!

Articoli correlati
Articoli correlati:
01.12.2014 - Rubrica natalizia: 1 dicembre 2014
Rubrica a cura di Franca Oberti
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco