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Scritto Martedì 02 dicembre 2014 alle 12:41

Acqua: si profila la proroga dell'affidamento a ''Idroservice''. I lecchesi pronti a sfidare al legge per non perdere i dividendi

Germano Bosisio del comitato acqua pubblica
Il tempo ormai è davvero agli sgoccioli: il prossimo 31 dicembre scadrà l'affidamento provvisorio del servizio idrico integrato a Idroservice. E secondo indiscrezioni sempre più insistenti la Provincia sembrerebbe ormai orientata a prorogare l'affidamento alla società di scopo Lario Reti Holding, non mediante un nuovo affidamento provvisorio, non più possibile, ma probabilmente concedendo una proroga di un anno a quello attuale. Come si suol dire, fatta la legge...
I lavori del tavolo tecnico che avrebbe dovuto vagliare attentamente la proposta di Merate - da sottoporre, secondo quanto era stato annunciato, alla conferenza dei sindaci dell'Ato per l'eventuale approvazione entro il 30 novembre - sembrerebbero infatti essersi arenati ormai una settimana fa, a quanto pare per dissidi interni che avrebbero evidenziato l'assenza di una linea politica chiara o meglio una certa ritrosia a mettere Idroservice (o Lario Reti Holding, dato che nonostante gli indirizzi chiari quest'ultima continua a farne parte, configurandosi come una società di 2° livello, non controllata direttamente dai sindaci) fuori dai giochi. E lo stesso vicesindaco di Sirtori, Paolo Negri, membro dell'Ufficio d'Ambito, ha garantito il "massimo impegno" del CdA per giungere ad una nuova proposta di affidamento da sottoporre ai sindaci e alla Provincia. E il sospetto è che possa essere sensibilmente diversa rispetto a quanto chiesto da Merate che aveva rimarcato il suo appello alla "legalità" e alla conformità con quanto previsto dalla normativa.
Tutto questo nonostante lo scorso 25 novembre, di fronte a un collegio di otto giudici della sezione di controllo della Corte di Conti - alla quale la Provincia e i comuni di Lecco, Merate, Valmadrera e Cernusco Lombardone sono stati invitati a presentare memorie - il magistrato istruttore abbia ribadito in un corposo intervento durato un'ora e mezza le ragioni che hanno spinto l'organo revisore a portare avanti alcuni approfondimenti, che non ha mancato di concentrare la propria attenzione sulle scelte politiche che hanno determinato la "sofferenza" di Idrolario, sul fatto che la delibera provinciale che imponeva la fuoriuscita di Idroservice da Lario Reti Holding entro lo scorso 30 giugno non sia stata rispettata o ancora sulla modifica del bilancio 2012 di Idrolario, con l'inserimento retroattivo dell'aumento tariffario, in contrasto ai principi contabili e contro il parere contrario del Collegio Sindacale. Un lavoro di approfondimento particolarmente dettagliato che si concluderà con un pronunciamento del collegio della Corte dei Conti, di indirizzo o di censura, atteso nei prossimi mesi, non appena sarà concluso il lavoro di approfondimento sul cospicuo faldone relativo alla vicenda del servizio idrico integrato lecchese.

"Mi sembrava di vivere un incubo" ha commentato Salvatore Krassowski, vice sindaco di Cernusco Lombardone, presente all'audizione presso la Corte dei Conti di Milano. "All'alba del 25 novembre e per di più di fronte alla Corte dei Conti non si è data una spiegazione chiara sul perché non sia stata rispettata la delibera provinciale e ancor meno sono state spiegate alcune scelte. Purtroppo si continua a giocare con le parole e nonostante alcune espressioni anche forti del collegio dei giudici pare si stia andando verso una proroga dell'affidamento a Idroservice".

E mentre sulle teste dell'Ato lecchese pende la spada di Damocle della magistratura, dopo che l'advisor nominato dalla Provincia ha certificato che ad oggi nulla è stato fatto per ottemperare la delibera provinciale, dopo che il consulente legale chiamato dagli stessi sindaci ha sgomberato il campo dai dubbi rimarcando la non applicabilità delle direttive europee 23, 24 e 25 al servizio idrico qual è la strada su cui si persiste nel voler lavorare? Nuovamente un affidamento di secondo livello a Idrosevice a quanto pare, forti di un emendamento alla legge di stabilità dell'onorevole Fragomeli non soltanto non ancora approvato ma che di fatto, nonostante i proclami, non sembrerebbe invece aprire alcuna strada a un affidamento a società di secondo livello. Con il rischio concreto che un affidamento illegittimo venga impugnato aprendo così la strada alla messa a gara del servizio.
"Nonostante i continui proclami a sostegno dell'acqua pubblica si sta menando il can per l'aia. Chi sta conducendo il gioco e a chi giova?" ha commentato Tiziana Rinaldi a nome del Comitato lecchese acqua pubblica e beni comuni che lunedì pomeriggio, 1 dicembre, ha posto in un incontro pubblico un lungo elenco di ben 26 interrogativi su come la vicenda del servizio idrico integrato lecchese è stata condotta fino ad oggi.
In attesa che qualcuno fornisca qualche risposta chiara alle tante domande, forse qualche chiarimento possono darlo i numeri. Nel 2013 Idroservice, esecutrice del servizio per conto di Idrolario, ha trasferito circa 2,2 milioni di euro alla controllante LRH per non meglio identificati servizi e ha realizzato un utile ante imposte di circa 513 mila euro. Nel 1° semestre 2014 Idroservice, gestore diretto temporaneo del servizio, ha trasferito circa 1,8 milioni di euro a LRH e ha realizzato un utile ante interessi attivi e imposte di 434mila euro. Idroservice, però, nel 1° semestre 2014 non ha fatto investimenti sul settore idrico. Con buona pace dei cittadini.
Marta Mazzolari
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