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Scritto Mercoledì 03 dicembre 2014 alle 15:59

Rubrica natalizia: 3 dicembre

Propongo una poesia e un raccontino che all'apparenza non sembrerebbero dedicate al Natale, tema di questa rubrica, ma la poesia tratta del cibo e sappiamo quanto a Natale ci preoccupiamo dei cibi esotici, particolari, delle ricette della tradizione, della rispolverata dei vecchi libri di cucina per preparare i piatti della nonna. Dunque una  poesia, mentre il racconto è ambientato in inverno, il periodo in cui cade il Natale, la neve, il freddo...

 

CI SERVIAMO  di Shiva Nonda

 

Ci serviamo del cibo per nutrirci

ma il cibo non deve diventare il nostro idolo

Ci serviamo delle scarpe per camminare,

dei vestiti per coprirci,

degli accessori per abbellirci,

dei reperti storici per ricordare,

delle chiese per pregare,

dei mezzi per viaggiare.

Ci serviamo anche delle persone

per la loro compagnia,

ma tutto questo

non deve diventare un idolo,

l'uomo crea e di tutto ne fa un idolo

per riempire il vuoto che ha in sé.

Dimenticando che oltre tutto questo

vi è un'anima,

vi è uno Spirito.

 

Proprio così, ci creiamo dipendenze, crediamo di possedere, pensiamo di avere certezze, le pretendiamo, poi tutto svanisce, ma restano le cose più importanti... basta capirlo in tempo.

 

 

L'utilità di un sasso (anonimo)

 

C'era una volta. in un inverno freddissimo, un uccellino che volava su un campo innevato.

Avendo le zampette piene di neve cercava un posto su cui appoggiarsi.

Dall'alto sembrava che tutto fosse ricoperto di neve.

Scendendo più in basso, però, si accorse che c'era una pietra che ne era priva.

Allora l'uccellino si avvicinò e chiese al sasso: "Scusami, sono infreddolito e ho le zampette piene di neve, posso poggiarmi su di te per qualche istante?"

Il sasso lo guardò e subito disse "Ma certo!".

L'uccellino si posò, si asciugò le zampette e dopo qualche minuto riprese il viaggio.

Nel ripartire disse alla pietra: "Grazie, sei stato veramente gentile, eri l'unico su cui potevo poggiarmi. Ti sarò sempre debitore".

Ma il sasso rispose: "Grazie a te! Ora non mi chiederò più che ci sto a fare".

 

Ecco, con questa filosofia, ognuno di noi sa che al mondo c'è per qualcosa, non sempre si scopre per cosa, ma occorre fiducia e capire che sono gli altri che ci attribuiscono un valore, basta aspettare l'occasione.

 

Marina Zanotti è una missionaria. Ogni tanto ritorna in Europa per raccontare del suo lavoro; porta testimonianze toccanti e cerca sostegno e aiuti economici per i bambini che cura con tanto amore; bambini che non hanno nulla e sono felici solo perché c'è qualcuno che si occupa di loro.

 

BAMBINI CHE AMANO di Marina Zanotti

Arrivo alla missione che è già sera. Mphetso, uno dei ragazzini del dormitorio missionario mi aspetta per consegnarmi una lettera: "l'ho scritta io", dice subito.

Mphetso è bello e mi muove molta tenerezza. Mi cerca spesso anche solo per scambiare due parole senza molto senso, solo per scherzare un pochino. Nella sua lettera ha riempito di pensieri e di inchiostro ben quattro fogli concludendo che lui sarebbe molto felice se io, negli attimi in cui non sono occupata, lo cercassi per parlare un po'.

Ci accordiamo per il mattino, decidiamo che alle cinque e mezza noi abbiamo un appuntamento tutto nostro al dispensario. E' un orario un po' scomodo ma lui sa che diversamente non riusciremmo a vederci. E' felice come una pasqua. Questi ragazzi hanno un desiderio e un bisogno esagerato di "essere" con qualcuno, di parlare a qualcuno, di sentirsi ascoltati, guardati negli occhi. Qui si respira un bisogno prepotente di stare mano nella mano di qualcuno che ti voglia bene, di sapersi amati al di là di ogni cosa.

Penso ai miei amici. A quelli che sai che ci sono anche quando non ci sei tu. Penso al mio amarli, al mio sentirmi indiscutibilmente amata da loro: mi piacerebbe così tanto che anche i ragazzini di questo dormitorio potessero conoscere e sperimentare nella loro vita un rapporto del genere. La certezza, meritano semplicemente la certezza di essere amati e la possibilità di amare qualcuno. In fondo non è tanto. E' giusto il minimo.

 

Parole semplici e tenere che ci fanno capire quanto siano fortunati i bambini del nord del mondo, senza nemmeno saperlo....

 

Concludo con questo lungo racconto ricevuto tramite mail da un amico che attualmente soggiorna in India; parla di Anime e Angeli. Buona giornata

La piccola anima e il sole - Neale Donald Walsch


C'era una volta, in un luogo fuori dal tempo, una Piccola Anima che disse a Dio: "Io so chi sono!"

"Ma è meraviglioso! E dimmi, chi sei?" chiese il Creatore.

"Sono la Luce!" Il volto di Dio si illuminò di un grande sorriso. "E' proprio vero! Tu sei la Luce."

La Piccola Anima si sentì tanto felice, perché aveva finalmente scoperto quello che tutti i suoi simili nel Regno avrebbero dovuto immaginare. "Oh", mormorò, "è davvero fantastico!"

Ben presto però, sapere chi era non fu più sufficiente. Sentiva crescere dentro di sé una certa agitazione, perché voleva essere ciò che era. Tornò quindi da Dio (un'idea niente male per chiunque desideri essere Chi è in realtà) e, dopo aver esordito con un: "Ciao, Dio!" domandò: "Adesso che so Chi Sono, va bene se lo sono?"

E Lui rispose: "Intendi dire che vuoi essere Chi Sei Già?" "Beh, una cosa è saperlo, ma quanto a esserlo veramente... Insomma, io voglio capire come ci si sente nell'essere la Luce!" "Ma tu sei la Luce", ripeté Dio, sorridendo di nuovo. "Si, ma voglio scoprire che cosa si prova!" piagnucolò la Piccola Anima.

"Eh, già" ammise il Creatore nascondendo a malapena una risatina, "avrei dovuto immaginarmelo. Hai sempre avuto un grande spirito d'avventura." Poi cambiò espressione. "Però, però... C'è un problemino.." "Di che si tratta?" "Ebbene, non c'è altro che Luce. Vedi io ho creato solo ciò che sei e, di conseguenza, non posso suggerirti nulla per sentire Chi Sei, perché non c'è niente che tu non sia."

"Eh?" balbettò la Piccola Anima, che a quel punto faceva fatica a seguirlo. "Mettiamola in questo modo", spiegò Dio. "Tu sei come una candela nel Sole. Oh, esisti, indubbiamente. In mezzo a milioni di miliardi di altre candele che tutte insieme lo rendono ciò che è. E il sole non sarebbe il Sole senza di te. Senza una delle sue fiammelle rimarrebbe una semplice stella... perché non risulterebbe altrettanto splendente. E, dunque, la domanda è questa: Come fare a riconoscersi nella Luce quando se ne è circondati ?"

"Ehi", protestò la Piccola Anima, "il Creatore sei tu. Escogita una soluzione!" Lui sorrise di nuovo. "L'ho già trovata", affermò. "Dal momento che non riesci a vederti come Luce quando sei dentro la luce, verrai sommerso dalle tenebre."

"E che cosa sarebbero queste tenebre" "Sono ciò che tu non sei" fu la Sua risposta. "Mi faranno paura?" "Solo se sceglierai di lasciarti intimorire", lo tranquillizzò Dio. "In effetti, non esiste nulla di cui avere paura, a meno che non sia tu a decidere altrimenti. Vedi, siamo noi a inventarci tutto. A lavorare di fantasia."

"Ah, se è così..." fece un sospiro di sollievo la Piccola Anima.

Poi Dio proseguì spiegando che si arriva alla percezione delle cose quando ci appare il loro esatto opposto. "E questa è una vera benedizione", affermò, "perché, se così non fosse, tu non riusciresti a distinguerle.

Non capiresti che cos'è il Caldo senza il Freddo, né che cos'è Su se non ci fosse Giù, né Veloce senza Lento. Non sapresti che cos'è la Destra in mancanza della Sinistra, e neppure che cosa sono Qui e Adesso, se non ci fossero Là e Poi. Perciò - concluse - quando le tenebre saranno ovunque, non dovrai agitare i pugni e maledirle. Sii piuttosto un fulgore nel buio e non farti prendere dalla collera. Allora saprai Chi Sei in Realtà, e anche tutti gli altri lo sapranno. Fa' che la tua Luce risplenda al punto da mostrare a chiunque quanto sei speciale!"

"Intendi dire che non é sbagliato fare in modo che gli altri capiscano il mio valore?" chiese la Piccola Anima. "Ma naturalmente!" ridacchiò Dio. "E' sicuramente un bene! Rammenta, però, che non significa nulla. Tutti sono speciali, ognuno a modo proprio! Tuttavia, molti lo hanno dimenticato. Capiranno che è buona cosa esserlo nel momento in cui lo comprenderai tu."

"Davvero?" esclamò la Piccola Anima danzando, saltellando e ridendo di gioia. "Posso essere speciale quanto voglio?" "Oh, si, e puoi iniziare fin da ora", rispose il Creatore che danzava, saltellava e rideva a Sua volta.

"In che modo ti va di esserlo?" "In che modo? Non capisco." "Beh", suggerì Dio, "essere la Luce non ha altri significati, ma l'essere speciali può essere interpretato in vari modi. Lo si è quando si è teneri, o quando si è gentili, o creativi. E ancora, si è speciali quando ci si dimostra pazienti. Ti vengono in mente altri esempi?"

La Piccola Anima rimase seduta per qualche istante a riflettere. "Ne ho trovati un sacco!" esclamò infine. "Rendersi utili, e condividere le esperienze, e comportarsi da buoni amici. Essere premurosi nei confronti del prossimo. Ecco, questi sono modi per essere speciali!".

"Si!" ammise Dio, "e tu puoi sceglierli tutti, o trovare qualsiasi altro modo per essere speciale che ti vada a genio, in ogni momento. Ecco che cosa significa essere la Luce."

"So cosa voglio essere, io so cosa voglio essere!" annunciò la Piccola Anima sprizzando felicità da tutti i pori. E ho deciso che sceglierò quella parte che viene chiamata... non è forse speciale essere indulgenti? "Oh, certo", assicurò Dio. "E' molto speciale."

"Va bene, è proprio quello che voglio essere. Voglio saper perdonare. Voglio Fare Esperienza in questo modo."

"C'è una cosa però che dovresti sapere."

La Piccola Anima fu quasi sul punto di perdere la pazienza. Sembrava ci fosse sempre qualche complicazione. "Che c'è ancora?" ribatté con un sospiro. "Non c'è nessuno da perdonare", disse Dio.

"Nessuno?" Era difficile credere a ciò che aveva appena udito. "Nessuno", ripeté il Creatore. "Tutto ciò che ho creato è perfetto. Non esiste anima che sia meno perfetta di te. Guardati attorno."

Solo allora la Piccola Anima si rese conto che si era radunata una grande folla. Tanti altri suoni simili erano arrivati da ogni angolo del Regno perché si era sparsa la voce di quella straordinaria conversazione con Dio e tutti volevano ascoltare le innumerevoli altre anime radunate lì intorno, non poté fare a meno di dare ragione al Creatore. Nessuna appariva meno meravigliosa, meno magnifica o meno perfetta. Tale era il prodigio di quello spettacolo, e tanta era la Luce che si sprigionava tutt'attorno, che la Piccola Anima riusciva a malapena a tenere lo sguardo fisso sulla moltitudine.

"Chi, dunque, dovrebbe essere perdonato?" tornò alla carica Dio. "Accidenti, mi sa proprio che non mi divertirò! Mi sarebbe tanto piaciuto essere Colui Che Perdona. Volevo sapere come ci si sente a essere speciali in quel senso." rispose la Piccola Anima.

La Piccola Anima capì, in quel momento, che cosa di prova a essere tristi.

Ma un'Anima Amica si fece avanti tra la folla e disse: "Non te la prendere, io ti aiuterò." "Dici davvero? Ma che cosa puoi fare?" "Ecco, posso offrirti qualcuno da perdonare!" "Tu puoi..." "Certo! Posso venire nella tua prossima vita e fare qualcosa che ti consentirà di dimostrare la tua indulgenza."

"Ma perché? Per quale motivo?" chiese la Piccola Anima. "Sei un Essere di suprema perfezione! Puoi vibrare a una velocità così grande da creare una Luce tanto splendente da impedirmi quasi di guardarti! Che cosa mai potrebbe indurti a rallentare le tue vibrazioni fino a offuscarla? Che cosa potrebbe spingere te - che sei in grado di danzare in cima alle stelle e viaggiare per il Regno alla velocità del pensiero - a calarti nella mia vita e divenire tanto pesante da compiere questo atto malvagio?"

"E' semplice", spiegò l'Anima Amica, "perché ti voglio bene." Sentendo quella risposta, lo stupore invase la Piccola Anima. "Non essere tanto meravigliato, Piccola Anima. Tu hai fatto lo stesso per me. Davvero non ricordi? Oh, abbiamo danzato insieme molte volte, tu e io. Nel corso di tutte le età del mondo e di ogni periodo storico, abbiamo ballato. Abbiamo giocato per tutto l'arco del tempo e in molti luoghi. Solo che non te ne rammenti.

"Entrambi siamo stati Tutto. Siamo stati Su e Giù, la Sinistra e la Destra, il Qui e il Là, l'Adesso e il Poi; e anche maschio e femmina, bene e male: siamo ambedue stati la vittima e l'oppressore. Ci siamo incontrati spesso, tu e io, in passato; e ognuno ha offerto all'altro l'esatta e perfetta opportunità di Esprimersi e di Fare Esperienza di Ciò che Siamo in Realtà."

"E quindi", continuò a spiegare l'Anima Amica, "io verrò nella tua prossima vita e, questa volta, sarò il cattivo. Commetterò nei tuoi confronti qualcosa di veramente terribile, e allora riuscirai a provare come ci si sente nei panni di Colui Che Perdona".

"Ma che cosa farai", domandò la Piccola Anima, leggermente a disagio, "da risultare tanto tremendo?" "Oh", rispose l'Anima Amica strizzando l'occhio, "ci faremo venire qualche bella idea".

Poi soggiunse a voce bassa: "Sai, tu hai ragione riguardo a una cosa". "E quale sarebbe?" "Dovrò diminuire alquanto le mie vibrazioni, e aumentare a dismisura il mio peso per commettere questa brutta cosa. Mi toccherà fingere di essere ciò che non sono. E quindi, ti chiedo in cambio un favore."

"Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa!" gridò la Piccola Anima, che intanto ballava e cantava "Riuscirò a perdonare, riuscirò a perdonare!" Poi si rese conto del silenzio dell'Anima Amica e allora chiese: "Che cosa posso fare per te? Sei davvero un angelo, sei così disponibile ad accontentarmi!"

"E' naturale che sia un angelo!" li interruppe Dio. "Ognuno di voi lo è! E rammentatelo sempre: Io vi ho mandato solo angeli."

A quel punto la Piccola Anima sentì ancora più forte il desiderio di esaudire la richiesta e chiese di nuovo: "Che cosa posso fare per te?" "Quando ti colpirò e ti maltratterò, nell'attimo in cui commetterò la cosa peggiore che tu possa immaginare, in quello stesso istante ..." "Si? Si?..." "Dovrai rammentare Chi Sono in Realtà", concluse l'Anima Amica gravemente. "Oh, ma lo farò!" esclamò la Piccola Anima, "lo prometto! Ti ricorderò sempre così come sei qui, in questo momento!"

"Bene", commentò l'Anima Amica, "perché, vedi, dopo che avrò finto con tanta fatica, avrò dimenticato chi sono. E se non mi ricorderai per come sono, potrei non rammentarmelo per un sacco di tempo. Se mi scordassi Chi Sono, tu potresti addirittura dimenticare Chi Sei, e saremo perduti entrambi. E allora avremmo bisogno di un'altra anima che venisse in nostro soccorso per rammentarci Chi Siamo."

"No, questo non accadrà!" promise la Piccola Anima. "Io ti ricorderò! E ti ringrazierò per avermi fatto questo dono: l'opportunità di provare Chi Sono."

Quindi, l'accordo fu fatto. E la Piccola Anima andò verso una nuova vita, felice di essere la Luce e raggiante per la parte che aveva conquistato, la Capacità di Perdonare.

Attese con ansia ogni momento in cui avrebbe potuto fare questa esperienza per ringraziare l'anima che con il suo amore l'aveva resa possibile.

E in tutti gli istanti di quella nuova vita, ogni qualvolta compariva una nuova anima a portare gioia o tristezza - specialmente tristezza - ricordava quello che aveva detto Dio.

"Rammentatelo sempre", aveva affermato con un sorriso, "Io vi ho mandato solo angeli".

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