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Scritto Giovedì 04 dicembre 2014 alle 10:13

Rubrica natalizia: 4 dicembre

Non è facile in questa società imparare a vivere semplicemente. Il Natale stesso, che dovrebbe insegnarci l'umiltà, solo considerando la nascita del Re dei Re in una stalla, ci viene oggi presentato come puro consumismo; una corsa allo spreco, all'acquisto, al mangiare fino a star male. Non vengono contemplati i bisogni di altri, si trovano i modi per ricavare spazi per gli acquisti, per le vacanze, per le cene luculliane. Poco spazio alla famiglia, al bisogno che si riunisca a imitazione di quella più antica di Betlemme; poco spazio a cercare di capire come ci si è lasciati intrappolare in questi ingranaggi perversi. La storia che segue è un esempio di quanto la sirena del consumismo, abbia distorto i pensieri semplici.

 

Il pescatore (anonimo)

Sul molo di un villaggio messicano, un turista americano si ferma e si avvicina ad una piccola imbarcazione di un pescatore del posto.

Si complimenta con il pescatore per la qualità del pesce e gli chiede quanto tempo avesse impiegato per pescarlo.

Il pescatore risponde: 'Non ho impiegato molto tempo' e il turista: 'Ma allora, perché non è stato di più, per pescarne di più?'

Il messicano gli spiega che quella esigua quantità era esattamente ciò di cui aveva bisogno per soddisfare le esigenze della sua famiglia. Il turista chiede: 'Ma come impiega il resto del suo tempo?' E il pescatore: 'Dormo fino a tardi, pesco un po', gioco con i miei bimbi e faccio la siesta con mia moglie. La sera vado al villaggio, ritrovo gli amici, beviamo insieme qualcosa, suono la chitarra, canto qualche canzone, e via così, trascorro appieno la vita.' Allora il turista gli dice: 'La interrompo subito, sa sono laureato ad Harvard, e posso darle utili suggerimenti su come migliorare la sua condizione. Prima di tutto dovrebbe pescare più a lungo, ogni giorno di più. Così logicamente pescherebbe di più. Il pesce in più lo potrebbe vendere e comprarsi una barca più grossa. Barca più grossa significa più pesce, più pesce significa più soldi, più soldi più barche... Potrà permettersi un'intera flotta! Quindi invece di vendere il pesce all'uomo medio, potrà negoziare direttamente con le industrie della lavorazione del pesce, potrà a suo tempo aprirsene una sua. In seguito potrà lasciare il villaggio e trasferirsi a Mexico City o a Los Angeles o magari

addirittura a New York! Da lì potrà dirigere un'enorme impresa!'

Il pescatore lo interruppe: 'Ma per raggiungere questi obiettivi quanto tempo mi ci vorrebbe?'

E il turista: '20, 25 anni forse' quindi il pescatore chiese: '....e dopo?'

Turista: ' Ah dopo, e qui viene il bello, quando il suoi affari avranno raggiunto volumi grandiosi, potrà vendere le azioni e guadagnare miliardi!'

E il pescatore: 'Miliardi? E poi?'

Il turista: 'E poi finalmente potrà ritirarsi dagli affari e andare in un piccolo villaggio vicino alla costa, dormire fino a tardi, giocare con i suoi bimbi, pescare un po' di pesce, fare la siesta, passare le serate con gli amici bevendo qualcosa, suonando la chitarra e trascorrere appieno la vita'.

 

Spesso non ci rendiamo nemmeno più conto delle assurdità del nostro pensiero. Siamo talmente immersi in quello che crediamo l'unico modo di vivere, da perdere di vista il vero significato della vita e le possibilità che ci offre.

 

E ora, dal giornale di Frate Indovino, un articolo sulla Natività.

NATIVITA'

La festa del Natale, consolidatasi tra IV e V secolo, nel corso del Medioevo, e in particolare nel pieno Medioevo tra i secoli XII-XIV, divenne sempre più centrale, conferendo devota solennità al mistero dell'Incarnazione. Fu un fiorire di rappresentazioni dell'Evento, sia in forme artistico-figurative che in termini di espressioni letterarie. Tra il Duecento e il Trecento si impongono laudi e sacre rappresentazioni incentrate su i misteri della fede, quindi su episodi della vita di Cristo e della Vergine, tra cui non manca di certo la Natività! Famosi sono i laudari redatti in area centro-italiana, tra questi è celeberrimo il "Laudario di Cortona" (seconda metà del XIII secolo) da cui questa splendida lauda:

 

Gloria 'n cielo e pace 'n terra:

nat'è 'l nostro salvatore!

Nat'è Cristo glorioso,

l'alto Dio maravellioso:

fact'è hom desideroso

lo benigno creatore!

De la vergene sovrana,

lucente stella diana,

de li erranti tramontana,

puer nato de la fiore.

Pace 'n terra sia cantata,

gloria 'n ciel desiderata;

la donzella consecrata

parturit'à 'l Salvatore!

Nel presepe era beato

Quei ke in celo è

Contemplato,

dai santi desiderato

reguardando el suo

splendore.

Parturito l'à cum canto,

pieno de lo Spiritu

santo:

de li bracia li fe' manto

cum grandissimo

fervore.

Poi la madre gloriosa,

stella clara e luminosa,

l'alto sol, desiderosa,

lactava cum gran

dolzore.

 

Leggere l'italiano antico è sempre un po' difficoltoso, mi consola che già da allora, senza avere i telefoni cellulari la congiunzione "che" veniva scritta con la k! Dunque i nostri sms, coi tanti neologismi, non sono poi così innovativi... già si usavano allora!

Ora sono di moda gli auguri via e-mail, anche se talvolta provo nostalgia di quei bei biglietti colorati che arrivavano pochi giorni prima di Natale e mettevano tanta gioia, perché chi abitava lontano ci ricordava... Spesso ricevo auguri telematici e solitamente sono splendide immagini natalizie a corredo di una breve frase di convenienza. Ma così è, ormai, siamo nella società della frammentazione e delle icone.

Ecco dunque che ho trovato un link dove si possono ricavare bei biglietti natalizi

https://www.google.it/search?q=Immagini+di+Natale&hl=it&rlz=1T4VSND_itIT559IT570&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=tb50VIfJFo_baIbtgagD&ved=0CDcQ7Ak&biw=1366&bih=595

Concludo questa giornata con una di queste belle icone delle festività. Buona giornata


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Rubrica a cura di Franca Oberti
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