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Scritto Venerdì 05 dicembre 2014 alle 19:34

Acqua: l’ufficio d’ambito vota a maggioranza la proroga a Idroservice per un anno. Sirtori ago della bilancia, vota con i lecchesi contro la Brianza. Prima, ovviamente, il Partito

Leggendo la delibera 41/2014 del 4 dicembre assunta dal Consiglio di Amministrazione dell'ufficio d'ambito con la quale l'organo amministrativo ha deciso di prorogare a tutto il 2015 il servizio idrico integrato a Idroservice Srl abbiamo avuto la netta sensazione che Davide Vassena, sindaco di Dervio, Giuseppe Conti sindaco di Garlate e Paolo negri, vice sindaco di Sirtori e presidente dell'organismo sapessero di compiere, per dirla alla Calderoli, una autentica porcata. I tre hanno deciso comunque di sottostare alle disposizioni ferree del partito Democratico mentre Andrea Massironi sindaco di Merate e Roberto Paolo Ferrari sindaco di Oggiono hanno votato contro. La delibera è una sterminata scalata di cristalli nel disperato tentativo di giustificare l'ingiustificabile. Si ammette che la normativa vigente impone che l'affidamento in house avvenga soltanto a società di primo livello, cioè controllate direttamente dai comuni soci. Ma poi si paventano ipotesi di interpretazioni di normative europee che consentono ad alcuni servizi pubblici di essere gestiti da società di secondo livello. Si è vero, sembrano dire i tre, parrebbe che il servizio idrico sia escluso ma magari una diversa interpretazione potrebbe finire per includerlo. E poi si cita l'emendamento Fragomeli, senza citare il parlamentare per carità di patria, secondo cui gli Enti locali sono abilitati ad assumere questi affidamenti. Si è vero, le società finanziarie non sono enti locali ma sia mai che nel corso del dibattito parlamentare una frasetta di qua un aggettivo di là si riesca a includere negli enti locali anche le società finanziarie come Lario Reti Holding. Insomma, siamo alla farsa. Ma comprendiamo bene Vassena e Conti, azionisti di Lario Reti, terrorizzati dall'idea che senza l'acqua la Holding perda qualsiasi significato strategico e, venduti gli asset, verrebbe chiusa, cessando così di sfornare lauti dividendi. E possiamo anche capire Paolo Negri, vice sindaco, già consigliere di amministrazione di Acel, società del gruppo Lario Reti. Le amicizie restano nel tempo come le poltrone, al netto dei glutei che le occupano. Ma i sindaci del meratese, i sindaci del casatese, i sindaci dell'oggionese davvero vogliono sottoscrivere questa decisione? Non sono bastati i pareri chiarissimi forniti anche da advisor e consulenti scelti dalla stessa Holding? C'è ancora qualche zona d'ombra insondata? Diremmo proprio di no. E' tutto limpido: Idroservice non può gestire il servizio idrico restando sotto il controllo di Lario Reti. Se si vuole rispettare la legge nazionale e europea. Viceversa si può decidere di andare avanti così, ma a quel punto a rischio e pericolo di quanti sposano questa linea.

La realtà è che il partito democratico è in mano ai lecchesi e i segretari del meratese e del casatese non contano nulla. Finiti sotto con l'acqua finiranno sotto anche nella partita Retesalute dove al merito, alla competenza - soprattutto sanitaria, come sanno tutti coloro che hanno dato anche una sola sbriciata al Libro Bianco - prevarrà l'uomo di partito, il proconsole di Virginio Brivio in Brianza che pian piano sposterà i centri decisionali verso il capoluogo a danno delle realtà locali che hanno ideato l'Azienda speciale pubblica. Ma del resto perché stupirsi?
Esponenti di primo piano del PD se non sono direttamente inseriti in aziende pubbliche provinciali hanno dentro parenti stretti; a Osnago la stessa più luminosa è quella di Paolo Strina che si è guadagnato la presidenza dell'assemblea regionale del PD, in Valletta hanno pensato alla fusione, passata con il 30% dei cittadini anziché dedicarsi ai grandi temi come, appunto, l'acqua pubblica e i servizi alla persona. Avete mai letto una riga scritta da Marco Panzeri, che pure è stato tra i fondatori di Retesalute? Noi no. E siamo certi che mai abbia scritto qualcosa. Paura? Incapacità di assumere una posizione? Subalternità ai vertici del partito? Secondo noi tutte e tre le cose assieme. Di fatto una presenza insignificante nel panorama politico provinciale. E con lui le due sindachesse entusiaste di avere fuso i comuni ma, evidentemente, incapaci di leggere le complesse carte che affastellano gli scaffali di Lario Reti, società collegate e Corte dei Conti.
La disfatta dei meratesi è voluta dai meratesi stessi di sinistra. E' iniziata con il regalo fatto da Giovanni Battista Albani di Ecosystem gas per 20mila euro. E finirà con l'abbraccio mortale degli uomini di Valmadrera. Ai quali va comunque la stima per la tenacia e il coraggio di portare avanti un piano privo dei requisiti di legge convincendo anche coloro che avrebbero l'interesse economico e politico a votare contro. Bravi!

Claudio Brambilla
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