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Scritto Venerdì 05 dicembre 2014 alle 23:14

Intervista a Paolo Negri: ''La scelta era obbligata. L'ufficio d'ambito applicherà la legge''

''Una scelta obbligata e necessaria per garantire il servizio" così il presidente dell'Ufficio d'Ambito Paolo Negri ha definito la delibera approvata dall'azienda speciale che di fatto ha concesso una proroga di un anno all'affidamento provvisorio del servizio idrico integrato a Idroservice. Ma contestualmente è stato fissato un cronoprogramma chiaro: entro il 10 febbraio la presentazione di proposte diverse rispetto alla delibera provinciale e entro il 30 giugno l'individuazione del gestore di lungo periodo. E in tutto questo, assicura il presidente, il dibattito relativo alla proposta di Merate è ancora aperto.

Paolo Negri

Presidente, come mai Lei ha votato a favore di una proroga dell'affidamento a Idroservice?

Il CdA è stato nominato una decina di giorni fa, con tempistiche davvero stringenti data la scadenza dell'affidamento provvisorio al 31 dicembre. Vi era la necessità di garantire il servizio nonché una copertura contrattuale e l'unica possibilità era quella di una proroga. Era un atto dovuto con così poco tempo a disposizione. Ma l'Ufficio d'Ambito ha dato indirizzo affinché nuove proposte di affidamento vengano presentate entro il 10 febbraio. Una è già sul tavolo ed è quella di Merate. Dovessero arrivarne altre valuteremo, in modo da arrivare entro fine giugno a definire l'affidamento del servizio. Questo potrebbe comportare una modifica al deliberato provinciale, che allo stato attuale resta ancora in vigore. Alcune parti di tale delibera si sono infatti rivelate inattuabili per una serie di ragioni.


Ma secondo alcune indiscrezioni il tavolo tecnico che doveva lavorare alla proposta di Merate si è arenato. Significa che la strada indicata è stata accantonata?


Il dibattito con Merate non è affatto concluso. La discussione tra comuni è doverosa ma il dovere di sintesi spetta all'Ufficio d'Ambito e la strada non è stata accantonata. Un tavolo tecnico, informale, si è riunito con l'obiettivo di dare una prima indicazione. I lavori si sono fermati ma non sono conclusi, manca infatti una relazione finale che dovrebbe fare una sintesi delle posizioni dei soci. L'unico dato formale ad oggi è la delibera di proroga dell'affidamento provvisorio approvata dal CdA giovedì sera che necessiterà di un doppio passaggio in Conferenza dei sindaci e consiglio provinciale. Grazie alla proroga avremo altri sei mesi di tempo per ulteriori riflessioni.


Secondo la normativa però il gestore del servizio idrico dovrebbe essere una società di primo livello. Una proroga dell'affidamento a Idroservice, sprovvista di controllo analogo, non è quindi illegittima?


I funzionari della Provincia e i consulenti legali nominati dalla Conferenza hanno assicurato la validità dei contenuti della delibera. L'affidamento provvisorio a Idroservice era stato deliberato un anno fa in condizioni normative differenti. Oggi la situazione è cambiata e l'affidamento a società cosiddette di secondo livello non è più possibile. Ne prendiamo atto. Ma bisogna tenere presente che si tratta di un chiarimento recentissimo, contenuto nello Sblocca Italia approvato nel mese di ottobre. Non vi è alcun dubbio che se nulla cambia dovremo adeguarci ma noi non abbiamo dato il via libera a nessun nuovo affidamento, abbiamo semplicemente modificato una data. Pertanto da un punto di vista formale la delibera è corretta. Si fosse trattato di un nuovo affidamento sarei stato d'accordo con Lei, sarebbe stato illegittimo.


Quindi il gestore definitivo dovrà essere una società di primo livello?

I paletti a cui non possiamo né vogliamo derogare sono due: che sia una società in house con un rifiuto categorico della messa a gara del servizio; e che la società sia dotata di controllo analogo. Che sia di 1° o 2° livello al momento non sono in grado di dirlo. Vediamo quale sarà la conclusione e la formulazione definitiva dell'emendamento presentato dall'onorevole Fragomeli. Ora non posso sbilanciarmi. Tutto quello che posso dire è che l'Ufficio d'Ambito non farà altro che applicare la legge. Mi pare comunque che si tenda a dipingere una dicotomia, pro o contro Merate, che in realtà non sussiste e che spesso si sia troppo concentrati su aspetti societari che invece non sono il cuore del problema, sono solo un mezzo, importante, ci mancherebbe, ma comunque un mezzo per garantire un buon servizio. In questi anni sono stati fatti passi da gigante verso un miglioramento del servizio.
Tuttavia non mancano i problemi: non sono stati fatti investimenti, la rete fa acqua da tutte le parti, per non parlare delle procedure di infrazione europea. Ci pare che la strada da fare sia parecchia...
L'obiettivo fissato una volta partito l'affidamento di lungo periodo è quello di circa 50 milioni di euro di investimenti nei prossimi anni. Comunque vorrei sfatare il mito secondo cui in questi anni non sono stati fatti investimenti. Pur nelle situazioni di difficoltà attraversate e con le poche risorse disponibili in questi anni sono stati fatti 10 milioni di investimenti. Con il vecchio modello parcellizzato tra comuni ce li saremmo sognati. Inoltre proprio nella delibera è indicato un contributo regionale di circa 6 milioni di euro che saranno destinati proprio sull'adeguamento delle fognature sotto procedura di infrazione europea.
Marta Mazzolari
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