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Scritto Sabato 06 dicembre 2014 alle 11:46

Rubrica natalizia: 6 dicembre

Cari Amici, lettori affezionati, noto con piacere che altri desiderano pensare al Natale, con sentimenti positivi e propositivi. Qual è, in fondo, il vero significato di questo desiderio di festeggiamenti: è il bisogno di ritrovarsi in famiglia. Ci sono anche persone sole, che desidererebbero essere riunite intorno al focolare, dunque nel festeggiare, quest'anno, pensiamo anche un poco a chi non ha la fortuna di una famiglia che accoglie e riscalda il cuore.

Il testo che segue è arrivato a metà novembre direttamente a Merateonline ed è stato pubblicato. Lo ripropongo, oggi, per non dimenticarlo, perché è sempre attuale e perché magari, come un semplice testo, buttato a caso, tra le tante lettere, non ha avuto la giusta attenzione.

Arriva da Cenate Sopra, provincia di Bergamo, l'autore è FRANCESCO LENA.

 

 

Poesia di Natale 2014

 

Credo in un Natale, dove le persone festeggiano la ricorrenza della nascita di Gesù Bambino, con armonia tenerezza e amore,

vivere ogni giorno quello che ci unisce con gli altri, farebbe bene anche al cuore.
Credo in un Natale di riflessione, dove la gente sa usare con dolcezza,

rispetto e gentilezza, che sa apprezzare a pieno la vita e l'ascolto della propria coscienza.
Credo in un Natale, in cui i cittadini, coltivano grandi orizzonti,

danno il meglio di sé per costruire ponti verso l'altro, di voler bene a tutto e a tutti, seminando ogni giorno con umiltà e con un cuore grande

piccole ma buone azioni, per far crescere sull'albero della vita i veri valori, ottimi frutti.
Credo in un Natale, di collaborazione, amicizia, d'impegno

per prendersi cura dell'ambiente, del territorio,

come se fosse un giardino da coltivare e rispettare,

per farlo diventare come un paradiso divino.
Credo in un Natale, pieno di luci magiche, che ci accompagnano nel sentiero della vita, aiutano a vedere la bellezza delle persone, i suoi magnifici colori,

il cielo ci offre le stelle, emanano quell'energia

che dà la forza per aprire le menti e i cuori.
Credo in un Natale, d'impegno per costruire la pace, nella cultura, nel dialogo e nella vera fraternità, la sua strada si trova, nella pratica della solidarietà,

giustizia, verità, amore e libertà per tutta l'umanità.
Credo in un Natale, ricco di sentimenti buoni, che ci fanno mantenere le porte aperte,

per l'accoglienza, tutti i cittadini del mondo trovino da mangiare serenità e sicurezza.
Credo in un Natale, con dignità, saper guardare l'altro con una visione globale e solidale,
il sole con i suoi raggi ci trasmetta il calore, per donare un sorriso,

ospitalità e un abbraccio cordiale.
Credo in un Natale creativo, al centro ci sia sempre la persona,

trionfi il bene e l'amore globale, in ogni posto del mondo vinca la vita, sarebbe per tutti una vittoria e un felice Natale.
Se sapremo con genialità, tirar fuori il positivo che ognuno di noi ha dentro,

che è un tesoro speciale, speranza, bontà, tenerezza, amore e condividerli con gli altri, allora sarà per tutti, ogni giorno un magnifico e sereno Natale.

 

Caro Francesco, grazie per queste belle e sante parole, anche noi tutti ci auguriamo quanto tu ci hai trasmesso col cuore.

 

Ho ritrovato una notizia che mi pare risalga allo scorso anno. Un articolo su "La Trebbia" un giornale della Diocesi di Bobbio-Piacenza, riportava la notizia che a New York, durante le festività natalizie, veniva presentato a tutte le ore e tutti i giorni, uno spettacolo grandioso sulla nascita di Gesù. Ad ogni termine di rappresentazione, in un crescendo di musica e luci, si chiudeva il sipario e venivano proiettate queste parole:

 

UNA VITA SOLITARIA

 

Nacque in un oscuro villaggio

Figlio di umile donna del popolo

è cresciuto in un paesino sconosciuto

dove lavorò in una piccola falegnameria

fino a trent'anni.

 

Non ha mai scritto un libro,

non ha mai ricoperto nessun incarico,

non aveva nessun titolo di studio,

non ha mai visitato una grande città,

non si è mai allontanato più di

200 chilometri da dove era nato.

Non ha mai fatto nessuna delle cose

normalmente associate alla grandezza.

Non aveva nessuna credenziale

ECCETTO SE STESSO.

Aveva solo 33 anni.

 

I suoi amici lo abbandonarono.

Uno di essi lo rinnegò,

fu consegnato ai suoi nemici,

ci fu un falso processo,

fu crocifisso tra due ladri.

Mentre moriva i suoi carnefici giocarono

a sorte i suoi vestiti.

Era l'unica proprietà che possedeva.

 

Quando morì lo deposero in un sepolcro

dato in prestito da un amico

per compassione.

 

20 secoli sono trascorsi, venuti e passati.

Oggi, Gesù, si voglia o no, è la figura

centrale di tutta la razza umana.

 

Tutti gli eserciti che hanno marciato,

tutte le flotte che hanno salpato;

tutti i parlamenti del mondo che si sono assisi;

tutti i re che hanno regnato;

anche tutti assieme

non hanno cambiato

la storia umana

come questa... unica vita solitaria.

 

Per alleggerire i toni,  - non posso credere che non vi siate commossi nel leggere "una vita solitaria" - ecco un  brano trovato su "Frate Indovino"

 

UN GIORNO DI LETIZIA

A volte Natale capita in un momento di tristezza, a volte  gli si sovrappone un doloroso anniversario. Alcuni dicono "non mi piace il Natale", perché lo identificano con un giorno in cui "loro" sono tristi e vedono gli altri felici.

Questo è sbagliato.

In un momento doloroso, Natale, se non può mutare lo stato d'animo, non va negato.

Si può sempre regalare una parte della giornata a qualcuno che è solo e triste come noi: per non sentirci soli, per non cedere alla tentazione di oscurare il mondo con la nostra tristezza!

 

Considerando che i vegetariani e vegani sono in aumento esponenziale, proporrò qualche ricetta dedicata, trovate su Terra Nuova, giornale di ecologia, ambiente e medicina complementare.

 

POLPETTE DI CAVOLFIORE

Ingredienti: 700 gr di cavolfiore, 2 spicchi d'aglio, 1 tuorlo d'uovo, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 manciata di pangrattato, altro pangrattato a parte per impanare, 1 manciata di pecorino o grana grattugiato, sale, pepe, olio.

Lessare il cavolfiore finché non è tenero, scolarlo e schiacciarlo con una forchetta in una ciotola, appena tiepido, unire gli ingredienti: aglio e prezzemolo tritato, pangrattato, grana, tuorlo, sale e pepe, fate diventare il composto piuttosto sodo, magari aggiungendo ancora un po' di pangrattato. Fare delle polpettine di 3-4 cm. di diametro, impanarle e friggerle in abbondante olio. Servire calde.

 

Buon appetito e buona giornata!

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Rubrica a cura di Franca Oberti
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