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Scritto Venerdì 12 dicembre 2014 alle 14:58

Rubrica natalizia: 12 dicembre

Per i bambini di certe zone d'Italia la prossima notte, sarà di attesa. L'attesa del passaggio di Santa Lucia, che porterà doni ai bambini buoni!

Intanto proseguiamo il cammino nell'Avvento con una poesia di Ettore Bogno




E' nato Gesù


Il gregge stanco ansando riposava

sotto le stelle nella notte fonda.

Dormivano i pastori. Il tempo andava.

Qund'ecco una gran luce il cielo inonda.

E' mezzanotte. Ed ecco un dolce canto

suona per l'aria, in armonia gioconda.

Si destano i pastori, al gregge accanto,

e ascoltano: "Sia gloria a Dio nei cieli

e pace in terra all'uomo!". O dolce incanto!

E' nato un bimbo tutto luce e amore.

In una stalla, avvolto in pochi veli,

povero è nato e pure é il Re dei cieli.

E dice a tutti: "State cuore a cuore,

come fratelli! Non odiate mai!

L'anima che perdona è come un fiore.

Chi crede in me non perirà mai".


Una poesia di Giuseppe Pellegrino, un sacerdote/scrittore molto amato e seguito. Dopo questa poesia un testo poetico di Giovanni Paolo II.



La luce


La luce guardò in basso

e vide le tenebre:

"Là voglio andare" disse la luce.


La pace guardò in basso

e vide la guerra:

"Là voglio andare" disse la pace.


L' amore guardò in basso

e vide l'odio:

"Là voglio andare" disse l' amore.


Così apparve la luce

e inondò la terra;


così apparve la pace

e offrì riposo;

così apparve l' amore

e portò la vita.


"E il Verbo si fece carne

e dimorò in mezzo a noi".



Bambino Gesù, asciuga ogni lacrima - San Giovanni Paolo II

Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l'anziano!
Spingi gli uomini
a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli,
misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri
creati dalla miseria
e dalla disoccupazione,
dall'ignoranza
e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei tu,
Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi,
liberandoci dal peccato.
Sei tu il vero e unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace,
dono di pace
per l'intera umanità, vieni a vivere
nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii tu la nostra pace
e la nostra gioia!



Dal sacro al profano, parliamo di regali con un articolo di Federica Mormando da Frate indovino

DIMMI COSA REGALI, TI DIRO' CHI SEI

Portavano doni, i Magi, dopo un lungo viaggio, era il riconoscimento di Gesù, come figlio di Dio, un omaggio prezioso a simboleggiare l'unicità del destinatario e la festa grande e il ringraziamento per la nascita, col Salvatore, di tutta una nuova era.

Dall'esempio dei Magi arriviamo ai regali natalizi di adesso, via via mutati attraverso i secoli, fino a differenziarsi in tanti tipi con significati diversi. Il Natale è una grande occasione: quella di rendere felice qualcuno ed accorgersene, per un brillare dello sguardo, per una piccola commozione. Nulla ci fa sentire importanti quanto sapere di aver dato una gioia. Partiamo dai doni ai bambini. Sempre contenti nell'aprire i pacchetti colorati, ma sempre meno, se il regalo perde, lungo l'anno, il suo significato di eccezionalità e di sorpresa. Perché un regalo sia apprezzare è necessario che sia un evento eccezionale, anticipato dal desiderio che cresce nell'attesa, durante il lungo viaggio di tutto un anno. Quando i bambini hanno molto facilmente ciò che piace loro, il desiderio si spegne e il regalo diventa un diritto, quasi l'esercizio di una prepotenza, perdendo il carattere del dono. Il dono, come l'amore, è un gesto libero, è la gioia di rendere felice l'altro, e per chi la riceve, di dimostrare la propria contentezza a chi il dono lo fa.

Per questo è una brutta abitudine quella che molti hanno, di rimandare l'apertura dei regali ricevuti prima del giorno di Natale: si portano via il pacchetto per aprirlo sotto l'albero. Che peccato, questi accumulatori. Il dono è comunicazione, che va fatta fra chi lo dà e chi lo riceve. Si discute se tener vivi Babbo Natale e Gesù Bambino, dimenticando che questi rappresentano il miracolo, le sorprese che, come nelle favole, la vita davvero riserva, i doni gratuiti, per cui non bisogna neppure dire grazie. Doni che arrivano ai bambini solo perché esistono, non, come quelli di San Nicola, perché se li meritano.

Ricordiamoci di donare e insegnare i nostri bambini la gioia del dono: che anche loro imparino a farlo, inventandolo e usando i soldini messi da parte durante l'anno.

Si discute anche se sia il caso di farsi doni tra adulti. Questo perché il consumismo ha collegato i regali ai soldi. Invece proprio gli adulti possono avere bisogno di un dono, che ricordi un affetto, per essere partecipi a una festa che deve essere corale. E la crisi? Proprio lei può aiutarci a ricomporre i valori affettivi nella giusta dimensione e disegnarli per chi li abbia scordati. Un regalo può non costare, se ci si industria a costruirlo da soli, inventando un biglietto, un disegno, un oggetto che porti la firma del nostro amore. Il regalo puro non ha un prezzo, porta nel regno senza soldi, dove la verità dei sentimenti fa intuire cosa sia la libertà. Conserviamo tutti la memoria di piccole cose che abbiamo amato; qualcuno rammenta i giocattoli costruiti in casa, la sera dopo il lavoro, l'anellino minuscolo: un dono da ragazzi che cinge l'infinito. Possiamo anche donare a sconosciuti: bambini lontani, mense dei poveri, associazioni benefiche ci permettono di diventare magici quasi come Babbo Natale! Il carattere dei regali è espresso soprattutto dal biglietto, che deve essere in sé un dono.

I regali sono una speranza di acquisto: auguriamoci di non accettarli, trascinano verso il buio. Ma il vero dono è quello affettivo, che racconta che una persona si è fermata a pensare a te, a chiedersi cosa ti farà piacere, a scrutare i negozi guardando le cose con i tuoi occhi. In questi ci si riconosce: il colore che amiamo, l'oggetto che metteremmo addosso volentieri, la piccola cosa che farà pensare a chi l'ha data. C'è anche una educazione ai regali. Molti non ne sono capaci: li fanno comperare da altri che hanno più tempo, seguendo una lista di nomi. O li prendono in serie, a costi proporzionali all'importanza dei destinatari. Oppure seguono i propri gusti, ignari di quelli altrui. Bisogna insegnare ai bambini e ai ragazzi a chiedersi: cosa piacerebbe a questa persona? E anche a noi stessi, non costa nulla e ci fa bene, sviluppa l'empatia, quella meravigliosa facoltà che potrebbe, unica, portare alla pace.

Un punto di vista interessante anche se nella nostra società non è molto sentito; c'è piuttosto la corsa al "segnino" a quel pensierino che ci fa ricordare in quel momento delle persone. Dono, a mio avviso, è esserci anche tutto il resto dell'anno, facendo dono, appunto, della nostra persona, ponendosi in ascolto per chi ha bisogno di parlare con qualcuno, di cercare confidenza e pace, proprio come nella conclusione del testo: usare l'empatia, il dono migliore.

Aggiungo qui la ricetta dello Spumante di Sambuco, una bibita da bere fresca al posto di champagne, moscato o spumante, per chi vuole un tocco di originalità e semplicità legata alle tradizioni popolari. Poiché richiede almeno un paio di mesi di riposo in luogo fresco, asciutto e possibilmente al buio come una cantina, occorre prepararlo intorno al mese di maggio, mese nel quale si trovano i fiori un po' ovunque nelle nostre zone. E' bene raccoglierli lontani dalla strada e cercarli sani e appena sbocciati.


SPUMANTE DI SAMBUCO

Ingredienti: 75 gr. di fiori di sambuco sani e asciutti, 3 limoni, 50 gr di acido citrico ad uso alimentare (si può reperire in farmacia), 10 litri d'acqua, 1 Kg e 250 gr di zucchero

Mettere 5 litri di acqua in una pentola capace, aggiungere i fiori e i tre limoni tagliati a tocchetti, mescolare, coprire con un panno e lasciar riposare per 2 giorni. Mescolare ancora una volta e lasciar riposare per altri 2 giorni. Il quarto giorno far bollire gli altri 5 litri di acqua con lo zucchero e aggiungere, quando tiepida, l'acido citrico. Lasciar raffreddare bene, dopo qualche ora, o anche all'inizio del quinto giorno, filtrare bene l'acqua del sambuco e unire allo sciroppo di zucchero. Imbottigliare filtrando ancora, possibilmente in bottiglie a chiusura ermetica. Riporre in luogo fresco e buio e consumare dopo due mesi.


Prosit! Buona giornata!

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