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Scritto Martedì 16 dicembre 2014 alle 09:37

Poste, la Cisl denuncia i problemi dei lavoratori

Mentre dilaga la polemica in merito alla cena degli incolpevoli dipendenti postali, che pagando di tasca propria avrebbero partecipato ad un evento costruito per fare aggregazione in una realtà aziendale fortemente frammentata in un numero sempre crescente di uffici mono operatore, quello che pareva assurdo era il silenzio di Poste in merito ad una vicenda che avrebbe meritato subito una presa di posizione netta decisa e risolutiva a favore di chi ha visto tradita la propria fiducia e carpita la buona fede e distolti i propri risparmi.

La CISL Poste, nell’esprimere tutta la solidarietà nei confronti dei truffati, auspica una soluzione in tempi brevi, richiedendo al contempo una maggiore attenzione ed un maggiore supporto all’ufficio di Lierna per offrire la massima attenzione ai cittadini in questo momento così delicato.

Purtroppo però questo mio ultimo appello sarà di difficile applicazione, considerato il desolante stato in cui versano le Relazioni Industriali con Poste ad ogni livello e che non permettono di affrontare i problemi che affliggono i dipendenti ogni giorno, in primis la carenza di personale più volte denunciata.

Nell’attesa ormai cronica del varo del fantomatico “Poste 2020” del nuovo A.D., non si ferma il meccanismo di pensionamenti, che vedrà la cessazione di 10 colleghi in provincia, e che già sta creando l’impossibilità di aprire gli uffici garantendo il servizio; a rischio la fruizione delle ferie, mentre si ricorre agli straordinari per la garanzia dei turni pomeridiani; i direttori sono ormai costretti a stare allo sportello per servire la clientela, tralasciando le attività proprie esponendosi al rischio di incorrere in pesanti sanzioni, mentre gli operatori sono chiamati a trasferte e prolungamenti orari spesso retribuiti in parte o addirittura non retribuiti per inesattezze procedurali.

Ad esempio nella cittadina di Oggiono i circa novemila abitanti sono costretti a code estenuanti causate da un numero di operatori totalmente insufficiente, così come accade in Valsassina dove quasi tutti gli uffici sono presidiati da un solo operatore ed ogni assenza mette in crisi Ballabio e gli uffici a valle.

Se tutto ciò non bastasse il sistema informatico nei giorni scorsi ha manifestato black out a singhiozzo che non ha permesso l’accettazione, la consegna, e la partenza della corrispondenza, costringendo gli operatori a prolungamenti per garantire le corrette procedure, subendo l’ira e gli insulti della clientela esasperata.

La CISL Poste denuncia ormai da tempo lo sfascio ed il deterioramento crescenti del servizio alla cittadinanza chiedendo l’innesto di nuovo personale, la trasformazione dei part time in full time, lo snellimento delle procedure ed il potenziamento degli strumenti di lavoro, oltre ad un miglioramento delle condizioni di sicurezza, solo così si restituiranno efficienza e dignità al lavoro degli operatori postali.
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