Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 247.967.691
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Venerdì 19 dicembre 2014 alle 17:22

Acqua: clamoroso autogol di Canzi e compagni, l’esperto che hanno incaricato dice NO alla cessione del ramo di Idrolario in Idroservice

Ma i sindaci che votano sì, non lo conoscono
Tutti gli uomini del Presidente. Un film cult degli anni '70 tratto dall'omonimo libro e da una storia vera, ovvero l'intrusione con effrazione delle "spie" del Presidente statunitense Richard Nixonall'interno della sede del partito democratico a Washington il c.d. "WaterGate", magistralmente interpretato da Dustin Hofmann e Robert Redford, rispettivamente, nei ruoli di Carl Bernstein e Bob Woodward, i due giornalisti del Washington Post che, con rocambolesche inchieste, evidenziarono la rete di rapporti "illegali" dell'allora Presidente Richard Nixon costretto, poi, a dimettersi consegnando la presidenza degli States nelle mani di Gerald Ford.
Per quegli strani corsi e ricorsi storici che Giambattista Vico - filosofo e pensatore napoletano del secolo XVII - sostiene ripetersi ciclicamente nel corso dell'esistenza umana, potremmo oggi affermare l'esistenza di una Watergate in salsa lariana - non fosse altro per la parola "Water" che in lingua anglosassone induce, benevolmente parlando, al nostro vocabolo acqua. Dopo la rinuncia di Idrolario al Servizio idrico Integrato, espressa per bocca e mani dell'Amministratore Unico dott. Lelio Cavallier - ex Presidente e componente del Collegio Sindacale di Lario reti Holding (giusto per non dare adito a ipotesi di conflitto di interesse) - i referenti "tecnici" del PD lecchese, capitanati da Marco Canzi da Olgiate Molgora (assessore comunale al bilancio), hanno messo a punto una formidabile strategia per garantire che Idroservice Srl il cui Amministratore Unico è l' Ing. Gianfranco Castelli (ex sindaco PD di Lomagna)- società sottoposta a direzione e coordinamento di LRH e quindi non in house providing, nel frattempo affidataria transitoria del S.I.I. lecchese - potesse ottenere il ramo operativo della stessa Idrolario e presentarsi al cospetto del consiglio provinciale per ottenere l'agognato affidamento di lungo periodo del SII per oltre un ventennio, nonostante i soci - capitanati dal Sindaco PD di Lecco Virginio Brivio - nulla avessero fatto per dare attuazione alla deliberazione del consiglio provinciale di Lecco n. 89 del 19.12.2013 che imponeva (indirettamente) ai soci di LRH, coadiuvati da un advisor tecnico la dott.ssa Cretti da Lodi - di scorporare alla data del 30.6.2014 la stessa Idroservice dalla "madre" LRH.
Ma si sa in momenti difficili come questi i "cocchi di mamma" non mettono il naso fuori dalla porta, è meglio restare in casa e continuare ad essere coccolati. Sicchè, la sinistra inteligentia lecchese trova la soluzione perché la figlia Idroservice continui a dimorare presso il castello materno. La gioiosa macchina da propaganda sapientemente condotta dal dott. Marco Canzi, quindi, mette a punto il piano definitivo: ovvero la cessione del ramo operativo di Idrolario in Idroservice. Soluzione che, a detta dell'assessore al bilancio del comune di Olgiate Molgora, avrebbe consentito di estinguere l'ingente debito maturato da Idrolario nei confronti di LRH/Idroservice. La propaganda, però, incontra l'ostacolo Merate il cui sindaco - Andrea Massironi - è stato un accorto direttore di banca e sul campo dei bilanci dà la paga a tutti. Massironi non è convinto della mela offerta da Canzi. Si circonda un gruppo di esperti, tra cui Remo Valsecchi già amministratore di altre società pubbliche lecchesi, che evidenziano l'illegittimità della prospettata soluzione di Canzi accolta anche dai sindaci PD della Brianza.
Il tempo passa e Massironi chiede alla conferenza dei comuni di attendere, prima di decidere sull'affidamento, la proposta alternativa che Merate avrebbe messo, di lì a breve, sul tavolo.
Il sindaco di Viganò Renato Ghezzi e Paolo Negri, vicesindaco
di Sirtori, due tra i più scatenati sostenitori del conferimento a Idroservice
Ma è noto che in democrazia la maggioranza decide. In Provincia di Lecco, Merate è minoranza ed il PD ha larghe maggioranze per decidere autonomamente. Pertanto, i gioiosi propagandisti si convincono che il luogo ove procedere speditamente sia l'assemblea ordinaria di Idrolario dell'ottobre del 2014, omettendo di considerare, per uno strano gioco del destino, che in tale ambito Merate è socio di maggioranza relativa ed ha potere di veto rispetto alla scelta di cedere il ramo operativo a Idroservice. Tant'è che all'assemblea dell'ottobre 2014, Massironi, Crassowski e finanche il dott. Giovanni Perego (Presidente del Collegio sindacale di Idrolario) avvertono l'Amministratore Unico dott. Cavallier della impossibilità per quella stessa assemblea di deliberare la cessione del ramo d'azienda in Idroservice in quanto, per tale operazione, sarebbe stata necessaria l'assemblea straordinaria ai sensi dell'art. 13, comma 23, dello Statuto. Ma l'Amministratore Unico non sente ragioni: l'operazione va fatta. A seguito del dibattito una voce si alza dal fondo della sala, è quella del Sindaco di Mandello del Lario, il dott. Riccardo Mariani - di SEL - il quale suggerisce di chiedere un parere legale pro veritate sul punto e sulla obbligatorietà della cessione dei beni strumentali al servizio idrico da Idrolario in Idroservice.
Passano i mesi, ma alcuna assemblea di Idrolario è stata convocata per leggere il richiesto parere. Nel frattempo a Roma qualche parlamentare del territorio pare si sia attrezzato perché, in concomitanza del Natale, possa accadere il "miracolo" della Legge di stabilità e quindi ottenere dall'alto il placet all'affidamento a Idroservice. Qualcuno, addirittura, paventerebbe il rischio, pressocchè nullo, di andare a gara. LRH è già pronta a partecipare con buona pace di quei sindaci che innalzavano i vessilli del referendum sull'acqua pubblica. Nel mentre, la Provincia di Lecco si accinge ad affidare, ancora una volta transitoriamente, il SII a Idroservice.
Ma, al netto degli eventi che verranno, la domanda è lecita: che fine ha la proposta di Brivio, Canzi, Cavallier, Conti e compagnia cantante sulla cessione del ramo operativo Idrolario? La risposta, parrebbe, essere stata tenuta in gran segreto, evitando di darle diffusione in quanto il parere richiesto al luminare del diritto avrebbe avuto esito negativo rispetto ai desiderata degli illustri sostenitori della cessione del ramo operativo. Parrebbe, ma dovremmo chiederlo al Comune di Merate quale socio di maggioranza relativa di Idrolario, che il parere abbia escluso la cessione del ramo operativo a Idroservice perché non affidataria a "regime" del Servizio Idrico Integrato dell'ATO di Lecco - perché non in possesso dei requisiti normativi per farlo, ovvero controllo diretto dei comuni - e, perché, per tale operazione è necessaria l'assemblea straordinaria e quindi la deliberazione con il voto favorevole di 4/5 del capitale sociale e, dunque, con il consenso di Merate.
Se fosse vero ciò, verrebbe da chiedersi perché mai sono stati spesi altri denari pubblici per ottenere sempre e solo le stesse risposte che ormai sono chiare? Idroservice, così come strutturata, non può essere affidataria del SII. Perché i soci non chiedono spiegazioni all'Amministratore Unico di Idrolario? Perché i soci non richiedono la convocazione di un'altra assemblea di Idrolario? In ballo ci sono 60/70 milioni di investimenti per l'idrico nei prossimi anni. L'auspicio e che i sindaci, soprattutto quelli del meratese, siano attenti prima che il Watergate lariano diventi un pericoloso precedente anche in altri ambiti.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco