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Scritto Martedì 30 dicembre 2014 alle 10:16

Rubrica natalizia: 30 dicembre

Poco prima di Natale sono arrivate alcune mail con tutti gli auguri degli amici e conoscenti del web. Qui riporto l'augurio di Caterina Regazzi di Spilamberto, con una foto che ritrae lei e Paolo D'Arpini ad una festa per ringraziare il Sole e l'inizio di un nuovo Anno.


Care, cari - Il luogo è lo stesso, le persone sono in massima parte le stesse, le luci, i colori, le parole lette, declamate e condivise le stesse o molto simili. Richiamano la presenza della luce dentro e fuori di noi, quella luce della quale, come nell'Infinito di Leopardi, che è stato letto in apertura, bramiamo il ritorno. Speriamo così che l'aumento del periodo luminoso porti con sé un aumento della Luce nei nostri pensieri e nei nostri cuori, nostri e di tutti gli esseri viventi. Il 21 dicembre 2014, alle 17, ci siamo incontrati con un nugolo di cercatori, aspiranti cercatori e semplici curiosi o chi un po' l'uno un po' l'altro, per condividere il momento auspicioso del Solstizio d'inverno all'Associazione "senza nome" di Modena, alla Pink House, un luogo accogliente con persone alle quali ormai io e Paolo, siamo sinceramente affezionati. Sono persone che credono veramente nella possibilità di un futuro migliore per questo mondo e mettono in pratica tutto quel che è nelle loro capacità. Abbiamo ascoltato Bashir parlare di astrologia classica e siderale. Ha toccato con qualche cenno la situazione di tutti i segni da qui in avanti, poi il suono delle campane tibetane e poi una sorta di meditazione guidata di cui voglio qui riportare la parte per me più bella, quella dei buoni propositi e auguri: "I figli degli uomini sono un essere solo ed io sono uno con essi. Cerco di amare, non di odiare. Cerco di servire e non di essere servito. Cerco di sanare, non di nuocere. L'Anima domini la forma esterna, la vita ed ogni evento e porti alla luce l'Amore che è dentro tutto ciò che sta avvenendo. Ci siano date visione ed intuizione. Il futuro sia svelato. L'unione interiore si manifesti e le scissioni esterne scompaiano. L'Amore prevalga e tutti gli uomini amino". Con l'augurio che queste parole abbiano suscitato nei cuori dei presenti e di chi ora legge, sentimenti di fratellanza e amore, riscoperti, rispolverati da dentro di noi. (Caterina Regazzi)


Un altro augurio dalla rete, tra gli amici del  Giornaletto di Saul Arpini, Claudio Martinetti Doria

"Caro Babbo Natale, quest'anno sono stato buono, mi sono sacrificato parecchio per esserlo, per dare fiducia al prossimo ed essere collaborativo e solidale ma gli altri non sono stati affatto buoni con me e neppure tra di loro. Sarà anche vero che le Vie del Signore sono infinite, che non dobbiamo mai perdere la Speranza nella Divina Provvidenza, che la Grazia prima o poi si concederà, che come profetizzano gli adepti della New Age l'umanità e la Terra stessa è in profonda trasformazione evolutiva ... ma nell'attesa si compiano queste auspicate trasformazioni miracolistiche, anziché un rosario, un crocifisso o un tau preferirei un simbolo più riconoscibile e di impatto immediato ed universale, che induca una fede immediata nella pacificazione e favorisca immantinente la socializzazione ed il dialogo e soprattutto il pentimento..."

C'è un altro amico della rete, Paolo Mario Buttiglieri, che pubblica un giornale dal nome insolito "Uqbar Love". Da lì ho tratto questo racconto di Enrica Bardetti.

LA MAGIA DEL NATALE

Siamo ormai a Natale e, come ogni anno, è scoppiata la frenesia. Nonostante la crisi la gente si accalca nei negozi, cercando di scegliere cose belle che non svuotino i portafogli già alleggeriti da tasse e ridotta tredicesima. Ma il vero significato del Natale dove sta? Per chi è credente è una certezza: è la nascita di Cristo, il Redentore, colui che ogni anno viene a redimerci dalle nostre bassezze di uomini. Per chi non è credente, il Natale è solo consumistico? Solo scambio di regali, a volte fatti per salvare la faccia, e falsi sorrisi di circostanza a quei parenti che s'incontrano solo per abitudine una volta all'anno? Cosa ci spinge a riunirci intorno ad una tavola imbandita, a scambiarci baci e abbracci accanto all'albero, a trascorrere un giorno di "comunione" (dal vocabolario Treccani: l'esser comune a più persone, comunanza: c. di averi, di beni, di diritti; c. di vita) indotta? Solo il conformismo? L'abitudine? E' una domanda che da anni mi pongo a ridosso delle feste natalizie mentre osservo interi scaffali di supermercati svuotarsi e carrelli colmi di panettoni e addobbi. La parola Natale arriva dal latino natus che vuol dire nato, relativo alla nascita, più il suffisso alem che indica appartenenza. La risposta credo stia tutta qui, semplicemente nel significato del suo nome. Abbiamo bisogno di sentirci parte di qualcosa per attutire il profondo senso di solitudine che ognuno di noi sente in fondo al cuore. Ogni individuo è un esemplare unico e irripetibile e quando esce dal ventre della madre con la quale è rimasto in simbiosi per nove mesi apre gli occhi e scopre di essere solo. Sensazione che lo accompagnerà per tutto il corso della sua vita. Il Natale è un giorno di magia perché ci consente di vivere un momento di nascita in comunione con gli altri. Un giorno di pace in cui tutto rallenta, si ovatta e ci fa entrare in contatto con il nostro mondo interiore che non abbiamo mai tempo di visitare. E' un momento di magia che tutti dovremmo fermarci a guardare e non importa se viviamo in un castello o in una baracca di legno, se abbiamo la fortuna di essere circondati da affetti sinceri o se siamo soli o immersi in un contesto sbagliato. La magia che ci fa sentire persone speciali, in comunione con il tutto è rivolta ad ognuno di noi. Dobbiamo solo voltarci ad ammirarla e permetterle di invadere il nostro cuore. Buon Natale a tutti.

Una poesia di Gianni Rodari

Lo Zampognaro

Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
" Voglio che in ogni casa 
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d'oro e d'argento".
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
" Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso,
tutti i doni sognati,
più uno, per buon peso".
Se comandasse il pastore
dal presepe di cartone
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
" Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso,
il bianco, il moro, il giallino ".
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente:
se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno.

E ora una serie di commenti e aforismi su un Natale diverso... "Altro Natale... animalista" 

-         Seguire la via della rettitudine è meglio che adorare gli dei (Saggezza buddista)

-         Due cose mi stupiscono: l'intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini (Flora Tristan)

-         Re degli animali - ecco come l'uomo definisce se stesso - direi piuttosto re delle bestie, essendo tu stesso la più grande - in quanto li allevi affinché ti concedano i loro figli per riempire il tuo stomaco, che tu hai reso una tomba per tutti gli animali (Leonardo da Vinci)

-         Il paradiso si ottiene per dono, se fosse per merito il vostro cane ci andrebbe di sicuro e voi ne restereste fuori (Mark Twain)

-         Verrà un tempo in cui il mondo guarderà alla moderna vivisezione in nome della Scienza come adesso si guarda ai roghi in nome della Religione (Henry Bigelow)

-         Mentre non tutti coloro che abusano di un animale diventeranno serial killer di fatto qualsiasi serial killer ha precedentemente abusato di un animale (Dr. Randall Lockwood)

-         L'uomo è in grado di mangiare qualsiasi cosa. Ha la capacità di digerire zampe di cadaveri mummificate, rocce, miceti e secrezioni irrancidite e fermentate delle ghiandole mammarie, ovvero, prosciutto, sale, funghi e formaggio, se detti così vi piacciono di più (Jasmina Trifoni)

-         Gli spiriti più profondi in tutti i tempi hanno avuto pietà degli animali (Friedrich Nietzsche)

-         Mangiare animali è come mangiare i nostri parenti (flm)
 

Un amico della rete, ci comunica cos'è l'inferno per lui. Franco Libero Manco
 

L'INFERNO E'...

L'inferno è avere la giusta percezione delle cose e scoprire che la verità non è condivisibile;

è sapere che la sofferenza ed il tormento interiori aumentano con la sensibilità e la conoscenza che si acquisiscono; è il dover stare al gioco menzognero degli ipocriti perché la sincerità spesso procura irritazioni e contrasti; è scoprire che la generosità e l'altruismo di molti sono spesso gli aspetti dello stesso egoismo; è lottare  per un mondo migliore

ed accorgersi che neppure questo è condiviso da tutti; è vivere in una società in cui abbondano i cialtroni e i farabutti e sapere che essere onesti isola ed emargina;

è stare alla stessa tavola dei sepolcri imbiancati e dover rispettare le loro perversioni;

è sapere che ogni giorno milioni di animali vengono seviziati e uccisi e sperimentare la propria impotenza a far cessare questo massacro; è dover constatare che mentre la gente parla di rispetto e di pace contribuisce con le sue scelte a generare l'odio e la guerra;

è constatare che mentre s'invoca la condivisione e la giustizia i giovani vengono educati alla competizione e alla violenza, non all'amore.

Con queste tragiche conclusioni, un caro saluto a tutti i lettori.

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Rubrica a cura di Franca Oberti
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